Harper’s Bazaar 150 anni dopo

Harper’s Bazaar 150 anni dopo

Quella sconosciuta editoria di moda che ora influisce profondamente le nostre scelte di stile

Era il 2 novembre 1867 quando uscì il primo numero di Harper’s Bazar (allora Bazar aveva una sola “a”), rivista ideata da Fletcher Harper, uno dei fratelli fondatori della società Harper & Brothers.

Fletcher, come editor, assunse Mary Louise Booth, scrittrice, giornalista e poi diventata una delle prime reporter donna del New York Times. La sua copertina di inaugurazione, uscita appunto nel 1867, citava “A repository of fashion, pleasure and instruction”, presentando già un obiettivo che mai venne abbandonato da Harper’s Bazaar, ossia raccontare la donna attraverso la moda e il piacere. Una rivista, innovativa, con molte immagini disegnate e articoli che spaziavano su innumerevoli temi, come l’arte, la scienza e la politica.

L’editoriale citava la sua missione: Harper’s Bazaar doveva presentarsi come un contenitore dove trovare tutte le cose rare e costose, spaziando dalle sete, velluti, cashmere, spezie, profumi e gemme. Insomma la rivista aveva lo scopo di parlare di tutto ciò che – “can comfort the heart and delight the eye” – potesse confortare il cuore e deliziare l’occhio.

La rivista, considerata la prima in America a occuparsi di moda nacque come un settimanale, solo nel 1901 acquistò le caratteristiche di un mensile, come lo è ancora oggi, e nel 1912 passò dalle mani dei fratelli Harper all’editore William Randolph Hearst.

Harper’s Bazaar, che quest’anno celebra 150 anni di storia, dal 2001 è guidato dalla direzione di Glenda Bailey, inglese di nascita e laureata alla Kingston University in design di moda. Una donna dalla grande originalità e personalità che prima di arrivare a Bazaar lavorò anche per Marie Claire. Nominata anche Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico portò la rivista a una notevole fama e nel 2013 vinse il Lucie Awards per il migliore servizio di moda, “The modern masterpieces”, fotografato da Hendrik Kerstens che si ispirò all’estetica dei maestri tedeschi.

L’editor-in-chief, Glenda Bailey, ha trascinato questa antica ma innovativa rivista, da sempre antagonista di Vogue, al suo 150esimo compleanno e per questo importante traguardo è stato creato “Harper’s Bazaar: 150 years. The greatest moment”.

Il libro, edito da Abrams, contiene più di 300 fotografie recuperate dagli archivi, copertine, testi, articoli, poesie e narrativa dei tanti nomi che hanno firmato la rivista. (Tra le penne del magazine americano anche Charles Dickens, George Eliot, Henry James e Thomas Hardy). Contenete più di un secolo di storia vuole così mostrare che non ha sempre parlato solo di moda, ma anche di arte e letteratura, sottolineando la sua importanza anche dal punto di vista culturale.

Le feste, gli eventi, gli aperitivi, gli incontri, le manifestazioni per il suo anniversario si susseguono di continuo. Da ricordare in particolare la proiezione delle più belle copertine del magazine americano, avvenuta il 19 aprile, sull’Empire State Building. Proiezioni alte 42 piani che hanno coperto l’edificio per 150 metri in lunghezza e 56 in larghezza. Tra le immagini sono stati proiettati scatti di Elizabeth Taylor del 1960, Audrey Hepburn ritratta ne 1953 e Sarah Jessica Parker ritratta nel 2013. Fotografie che hanno segnato la storia del magazine, scattate da maestri come Herbert List, Helmut Newton e Oliviero Toscani.

I festeggiamenti di Harper’s Bazaar sono arrivati anche nel capoluogo lombardo, il 10 maggio, precisamente nella meravigliosa cornice di Corso Como 10 dove si sono incontrate Glenda Bailey e Angela Missoni. Un evento unico in cui si sono riuniti importanti stilisti e imprenditori della scena della moda italiana quali Giuseppe Zanotti e Diego della Valle.

Camilla Catalano

Presso la libreria di Corso Como 10 è possibile acquistare il book che ripercorre tutti questi anni di successi.

Harper’s Bazaar: 150 years
The greatest moments
25 x 33 cm, copertina rigida 
English Edition
400 pagine, 300 fotografie a colori
Abrams € 55,00
www.10corsocomo.com
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