L’eleganza parte dai capelli

VERGOTTINI, L’ELEGANZA PARTE DAI CAPELLI.

Giulia Di Renzo
Giulia Di Renzo x i Vergottini

I capelli, quella chioma che fa da corolla al viso, croce e delizia di ogni donna. Come una bella cornice può valorizzare il quadro che racchiude (anche se non è proprio un capolavoro), così un taglio e un colore possono far risaltare al meglio le nostre caratteristiche più interessanti e distogliere gli sguardi da qualche imperfezione. A differenza di una tela però, dietro alla nostra faccia c’è anche una personalità, delle abitudini, un carattere. E’ quel “fattore umano” assolutamente soggettivo che deve essere considerato prima di prendere decisioni per la nostra testa. Così, soprattutto se abbiamo in mente un cambio radicale, ci affidiamo al parrucchiere cercando conforto per i nostri propositi e complicità nella realizzazione. Un concorso di colpa o merito a seconda di come sarà il risultato finale. E’ vero che nella vita non ci sono certezze ma è altrettanto evidente che l’aiuto di un professionista, di quelli con la “p” maiuscola, fa la differenza tra un disastro latente e un annunciato successo, a maggior ragione se il nome di quell’esperto è Vergottini, stirpe di parrucchieri che ha fatto la storia del settore.

Jill

Le loro personali vicende sono come la trama di un romanzo a lieto fine costellato da molte difficoltà, scelte audaci e colpi di scena. Una storia avvincente che comincia a Genova nei primi del ‘900 quando i fratelli Giovanni e Angelo Vergottini arrivano e incontrano Roberto Quistelli, un barbiere che offre loro un lavoro nella sua bottega. Giovanni accetta e il negozio, primo nel suo genere, decide di ospitare una zona dedicata alle acconciature femminili. Si susseguono matrimoni tra le due famiglie, nascite, evoluzioni e trasferimenti. Dopo la seconda guerra mondiale l’apertura del primo negozio in centro a Bergamo. I Vergottini cominciano a farsi un nome ma a loro non basta. E’ Milano l’obiettivo, un negozio nella via che ancora oggi è simbolo di eleganza della città: Montenapoleone.

1962, cento milioni di cambiali, un architetto di grido per gli interni, una delle modelle più richieste in Italia come testimonial e gli scatti fotografici di Fedele Toscani, padre del leggendario Oliviero.

Tutto è pronto e perfetto ma la diffidente clientela milanese non si palesa. Un giorno – ed ecco il colpo di scena – la Contessa Consuelo Crespi, quella che oggi chiameremmo influencer e talent scout, (la stessa che ha portato alla ribalta Galitzine, stilista tra gli altri di Jackie Kennedy) entra, si affida alle mani dei Vergottini e ne decreta il successo. La fama della famiglia non conosce più confini e il Daily Mirror, dall’altra parte dell’oceano, li consacra “i migliori parrucchieri del mondo”. Da allora il jet set è tutto dei Vergottini: cantanti, attrici, Miss Italia contano sulle loro magie, così come signore blasonate e donne comuni. Loro non mancano mai nei back stage dei Festival di San Remo, trasmissioni televisive e sfilate.

Creano tagli che rendono riconoscibili personaggi come Raffaella Carrà, Caterina Caselli, Carla Gravina. L’elenco sarebbe lunghissimo. A oltre 100 anni da quella prima presenza nella bottega di un barbiere genovese i Vergottini ci sono ancora e, naturalmente, fanno i parrucchieri. Oggi, portabandiera della famiglia è Jill che accoglie le sue clienti in un salone nel centro di Milano in Corso Garibaldi. La prima cosa che salta all’occhio di questa location è che non si tratta di un negozio sulla strada ma di locali interni a un palazzo.

Pregio numero uno: tutte sappiamo quanto il nostro aspetto sia sgradevole nella fase intermedia, quella che va dall’ingresso dal parrucchiere all’uscita dopo i trattamenti. A nessuna donna piace essere esposta al pubblico ludibrio di una vetrina mentre, con i capelli bagnati come un brutto anatroccolo, aspetta di essere trasformata in uno splendido cigno. Per non parlare dell’imbarazzante situazione creata dagli “intrugli” che servono per cambiare il colore alla nostra testa.

Pregio numero due: il salone ha un look inaspettato, ricorda l’ingresso di una galleria d’arte. Colori neutri, ambienti separati, eleganza senza ostentazione. Bianco e nero perché una tela semplice è la base migliore dove realizzare i capolavori di cui Jill è capace. L’incontro con lei è rivelatore di quanto qualcuno possa dare dignità a questo mestiere con professionalità, preparazione, cultura. Dietro ai suoi modi gentili ed educati si nasconde un carattere fortissimo, un “Maschio Alfa” al femminile. Mi parla con giustificato orgoglio della sua famiglia, del passato e del presente. Racconta del ruolo dei capelli nella storia, dalle parrucche già in uso nell’antico Egitto a simbolo di seduzione quando venivano sciolti solo nell’intimità.

Conosce bene il suo lavoro ma altrettanto l’animo umano. Il suo approccio con una nuova cliente è una discreta ed educata indagine psicologica e sensoriale. Da come si muove, a come si veste, a quante volte si tocca i capelli, a quel che racconta Jill capisce chi ha di fronte ed elabora per lei il taglio e il colore più adatti. Mi racconta che dietro alla richiesta di un cambio radicale di look c’è sempre un evento personale significativo, nel bene o nel male; d’altra parte, afferma, i capelli sono l’unico elemento che si può stravolgere nel giro di poche ore. Ma proprio perché così importanti non capisce l’inclinazione diffusa a spendere molti soldi per l’acquisto di una crema per il viso o un vestito trascurando i prodotti per la propria chioma. Ne occorrono pochi, spiega, ma mirati.

Le tendenze della nuova stagione? Per Jill è la “non tendenza” a imperare. E la bellezza? Quasi un fattore di poco conto; è l’eleganza l’elemento distintivo di una donna, per questo Jill si sforza di creare sempre teste con questa caratteristica ma facili da gestire, perché i mille impegni quotidiani fanno spesso diventare il tempo per il parrucchiere un’utopia. E nonostante il tempo sia un lusso persino per lei, Jill ha un’intensa vita privata che include anche due figli: Joyce e Leonardo. Leonardo è ancora un ragazzino ma Joyce ha già una carriera avviata che ha molti denominatori comuni con quella della madre: si occupa di make up e anche per lei la routine sono i back stage di sfilate, trasmissioni televisive, spot pubblicitari.

Personaggi famosi e non che si affidano alla sua conoscenza dei colori e alla capacità di dosarli sapientemente; una vera “disciplina” spiega. Anche per Joyce, come per Jill, la moda – che si tratti di abbigliamento, capigliatura o trucco – non è una legge da rispettare ma un suggerimento da interpretare nel modo migliore in base al proprio aspetto. L’obiettivo è condiviso da madre e figlia: raggiungere l’eleganza. Ma d’altra parte, guardando al passato, non è lo scopo che hanno sempre perseguito tutti i Vergottini?

Paola Drera

www.ivergottini.com
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