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In Abruzzo, Rocca Calascio

Viaggio nell’Abruzzo pastorale. Una vacanza verso uno dei borghi più piccoli e remoti d’Italia.

L’Abruzzo è una terra ricca di paesaggi, di sapori, di borghi quasi abbandonati ma pieni di fascino immortale; Rocca Calascio (in provincia di L’Aquila ) è un posto che ha tutto questo: compare all’improvviso, dopo una delle mille curve della strada che risale verso Calascio, arroccata a quasi 1500 metri d’altezza su un monte tutto rocce, e lascia senza parole con la sua vista spettacolare.

Rocca Calascio: uno dei borghi più suggestivi d’Abruzzo

Rocca Calascio è uno dei paesi fantasma d’Abruzzo, abbandonato dopo gli anni Cinquanta a causa dell’estrema povertà del territorio e mai più frequentato fino a quando, nel 1993, non fu visitato dalla famiglia Salvati. Loro, Paolo e Susanna, avevano un ottimo lavoro a Roma, ma la frenesia cittadina stava rendendo la vita familiare troppo difficile; amanti della montagna, hanno iniziato a visitare borghi in cerca di un posto tranquillo dove stabilirsi e allargare la famiglia, e sono rimasti conquistati da Rocca Calascio perché, come dicono loro stessi con ancora la meraviglia negli occhi, “qui è talmente bello!.

Quattro anni dopo, aprivano il ristorante e la prima camerata del Rifugio Della Rocca, ridando finalmente vita e soprattutto dignità al meraviglioso borgo abbandonato. Poi, Paolo e Susanna hanno iniziato ad allargare la struttura ricettiva a tutto il borgo, comprando case spesso completamente diroccate e ricavandone camere rustiche dal fascino d’altri tempi. Il turismo, agli inizi intermittente, ha avuto un grande balzo avanti quando qualche anno fa National Geographic ha nominato il castello di Rocca Calascio uno dei 15 più belli al mondo. Questo, aggiunto alle iniziative culturali pensate da Susanna e Paolo in ambito artistico e musicale – la collaborazione con Officina Musicale di Orazio Tuccella fa sì che Rocca Calascio ospiti un concerto di musica da camera a settimana – ha fatto sì che il luogo diventasse meta turistica di appassionati di trekking e della natura, di cittadini bisognosi di evasione, di semplici amanti della bellezza.

Un viaggio tra panorami suggestiva e storie antiche

E la bellezza qui fa da padrona: a partire dalla strada che da Calascio sale a Rocca Calascio – per un turista è quasi d’obbligo godersela a piedi, per ammirare pienamente la bellezza circostante – i panorami sono così meravigliosi da rendere difficile staccare lo sguardo dall’orizzonte: avvolti nel silenzio più suggestivo, rotto solo dal vento, il Gran Sasso e la Majella si stagliano contro il cielo l’uno di fronte all’altra, circondati da paesaggi di montagna rocciosi e poco boscosi punteggiati di piccoli borghi medievali, proprio come Rocca Calascio stessa, fondata nell’anno 1000 e abitata prima dalla famiglia Piccolomini, poi dal 1579 dai Medici di Firenze. Il simbolo del borgo – e forse dell’Abruzzo pastorale stesso – è la Rocca, una torre di avvistamento in pietra che si erge maestosa sulle rocce e che offre una vista spettacolare su tutto il territorio circostante. La Rocca, chiamata impropriamente castello per la suggestiva forma principesca, nacque per proteggere il borgo, situato in una zona strategica della transumanza: qui passavano i pastori d’inverno per spostare ben 5 milioni di pecore da Campo Imperatore al Tavoliere delle Puglie, e qui risalivano d’estate per fare il percorso inverso; per proteggere la preziosa lana, considerabile come l’oro del tempo, le torri dei paesini comunicavano tra loro usando specchi, fuochi, fumo, campane. Oggi si arriva alla Rocca tramite un sentiero panoramico che parte dal borgo civile, ed è possibile girarle attorno muovendosi tra le rocce, per poi entrare e visitare – accompagnati dai volontari dell’Associazione Culturale Nuova Acropoli – l’antica cisterna, i piani superiori dove vi era l’ingresso, le torrette di avvistamento e i resti del borgo militare, che circondava la struttura e che rimase distrutto in un terremoto nel 1703.

La Taberna Imperiale e i formaggi d’eccellenza

È proprio questa identità legata alla transumanza e all’Abruzzo ad aver spinto il pescarese Gianni Faieta a portare a Rocca Calascio una delle botteghe de La Taberna Imperiale, azienda di selezionatori e stagionatori di formaggi di nicchia responsabile della trasformazione del formaggio da mero mezzo di sostentamento pastorale a simbolo della gastronomia italiana. Già in attività nel mondo del vino, a fine anni Ottanta Gianni si appassiona ai formaggi perché “il formaggio artigianale a latte crudo è per gli alimenti quello che è il vino artigianale per le bevande: sono ciò che più si lega al territorio dove vengono prodotti”. Ed è proprio così: lo dimostra la prima e unica mappa italiana dei formaggi, realizzata da Gianni stesso ed esposta nell’Osteria La Taberna di Rocca Calascio, gestita dalla famiglia Faieta. Per la stagionatura dei formaggi – tra cui citiamo il Canestrato della vicina Castel Del Monte, il Pecorino di Calascio, il Caciocavallo Podolico, il Marcetto di Rocca Calascio e soprattutto il Grana Sardo, prodotto innovativo su cui l’azienda è stata l’unica a scommettere e che ora viene importato in tutto il mondo – La Taberna Imperiale ha scelto una grotta presente nell’antico forno di Rocca Calascio che, con la sua naturale freschezza e umidità, conferisce ai formaggi aromi e sapori unici. Due anni fa, Gianni ha deciso di accostare alla sua bottega un bed&breakfast e la già citata Osteria, in cui è possibile degustare i formaggi e i salumi del territorio, gli arrosticini di pecora simbolo d’Abruzzo e le tradizionali zuppe di lenticchie, coltivate nella vicina e meravigliosa Santo Stefano di Sessanio e considerate le più buone del mondo.

I sapori tipici della zona trionfano anche nel ristorante del Rifugio Della Rocca: dai fusilli con crema di ricotta di Calascio e zafferano di Navelli alle zuppe di legumi di Santo Stefano, dai taglieri di salumi e formaggi locali al coniglio “alla Roccolana”, dai piatti a base di carne di cinghiale a quelli che utilizzano la pecora, ancora fondamentale per il sostentamento di Calascio; e non dimentichiamo i dolci, preparati secondo le ricette inventate da Susanna Salvati con i prodotti provenienti dal bosco e dai campi circostanti, come le crostate alla ricotta, quelle ai frutti di bosco o la squisita torta di farro e mandorle.

Insomma, questa è una zona d’Abruzzo spesso sottovalutata ma molto, molto meritevole; immaginare la vita pastorale ai piedi del castello di Rocca Calascio, perdersi per le strette vie medievali di Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte e Calascio, meravigliarsi di fronte a paesaggi fiabeschi, gustare piatti tanto antichi quanto gustosi: sono questi gli ingredienti che renderanno una vacanza verso uno dei borghi più piccoli e remoti d’Italia un’esperienza che non uscirà mai dal vostro cuore.

 Federica Miri

Rifugio Della Rocca
Loc. Rocca Calascio - 67020 Calascio (AQ) Italy
phone + 39 338 8059430 - 340 4696928
reservation@rifugiodellarocca.it
sito web: http://rifugiodellarocca.it/
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La Taberna di Rocca Calascio
Loc. Rocca Calascio - 67020 Calascio (AQ) Italy
phone + 39 389 1939945 – 335 374391 – 377 4755075
info@lataberna-roccacalascio.it
sito web: http://www.tabernaimperiale.it/#/HOME-01-00/
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