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#OrienteEspresso. Itinerari tra Cina e Mongolia

#OrienteEspresso nelle terre dei “Draghi”

Vi portiamo oggi, alla scoperta di terre una volta lontane, che le leggende narrano fossero abitate dai draghi e che, ai giorni nostri, sono diventate tanto vicine soprattutto per interessi economici e commerciali; vi stiamo parlando dell’oriente, e in particolare, vi parleremo di un viaggio “espresso” tra Cina e Mongolia, #OrienteEspresso.

L’ idea che vi proponiamo è quella, di un viaggio #OrienteEspresso ovvero di un viaggio “rapido”, per quanto possibile ma anche denso nelle terre d’oriente, che vi porti alla loro scoperta e magari farvi venire voglia di tornare.

La nostra idea di #OrienteEspresso è quella di una esperienza dalla durata di 10-15 giorni, che possa farvi apprezzare un po’ del meglio che queste terre offrono. Una premessa però va fatta, 10-15 giorni per conoscere questi territori e la loro storia e cultura sono pochi, ma sono comunque un inizio per chi in futuro poi volesse continuare il viaggio.

Il nostro #OrienteEspresso parte dall’Italia e arriva a Pechino, per snodarsi dapprima nel territorio cinese e successivamente nella steppa della Mongolia passando per la sua capitale

Passeremo da Pechino, XI’An, Bedalig, Shanghai, Suzhou, Baotou, Erdos, Ulaan Baatar. Indicandovi i posti di maggiore interesse che possono essere visitati mantenendo il nostro itinerario. Inutile dirvi che si è quasi obbligati ad aggiungere nuove tappe di personale interesse a quanto suggerito.

Prima del viaggio, siamo nel paese dei treni più veloci del mondo, vi consigliamo di utilizzare una delle tratte ferroviarie più famose del mondo, quello della Trans-mongolica, ma in un modo “inconsueto” (ovvero utilizzando treni regionali e non il classico treno internazionale che tutti immaginano).

Arrivati a Pechino e trovata una sistemazione, cominciate il vostro #OrienteEspresso con la visita della capitale che conta circa 21 milioni di abitanti.

Cominciamo con una visita alla Città Proibita (proibita poiché in passato il suo accesso fu negato per ben 500 anni) la cui magnificenza sovrasta su Piazza Tian’Anmen, sede del mausoleo in onore a Mao. La Città Proibita, larga 52m, è stata classificata come patrimonio mondiale dall’UNESCO ed è la più larga costruzione al mondo. Entrando nella città verrete completamente sommersi da una moltitudine di interessi che vi faranno sicuramente sentire persi; giardini, terrazze, ingressi maestosi, storia e tanto altro vi coloreranno i sensi.

Il nostro consiglio è di munirvi di guida (sia essa persona fisica o cartacea, vi suggeriamo quelle di Lonely Planet) e decidere su cosa concentrarvi con maggiore attenzione. Proseguite presso Tempio del Cielo (anch’esso patrimonio UNESCO) e arrivare alla Grande Muraglia a Juyongguan pass. Passeggiata lungo la strada, per ammirare il grande complesso funerario delle Tombe Ming fino alla Via Sacra. Spostatevi poi, in un secondo momento, a XI’An, famosa per il suo esercito di terracotta, costruito più di 2.000 anni fa, per conto del primo imperatore Qin Shi Huangd, che si compone di seimila statue di guerrieri, cavalli e carri a grandezza naturale, disposti in ordine di marcia (un esercito che quasi sembra vivo data l’elevata fattura degli artigiani).

#OrienteEspresso prosegue poi in super treno per Shanghai per tuffarsi in Nanjing Road la strada dello shopping e per camminare lungo il Bund, il leggendario lungo fiume del periodo coloniale, visitare la Città Vecchia con le sue stradine e negozietti. Il Giardino del Mandarino Yu Yuan e il Tempio del Buddha di Giada (costruito nel XIX secolo per conservare due importanti statue di Giada).

Terminata questa parte del nostro #OrienteEspresso da Pechino, prendete uno dei treni che vi porterà dapprima al confine con la Mongolia poi da lì, attraverso la steppa desertica e giungerete fino alla capitale mongola Ulaan Baatar. Facciamo notare che la nostra idea di #OrienteEspresso non prevede treni con tratte internazionali, che sarebbero più costosi, ma treni regionali e nazionali tuttavia vi è anche la possibilità di usufruirne evitando al viaggiatore troppi cambi e soste noiose (al confine tra Cina e Mongolia si potrà assistere, nel caso si opti per i treni internazionali, alla sostituzione dei carrelli dei i treni che tra le due nazioni hanno scarti differenti dovuti a strategie militari passate).

Il viaggio e l’esplorazione nella Mongolia, comincerà fin da quando salirete in treno, dove lungo il tragitto, vedrete man mano cambiare il paesaggio attorno a voi; passerete infatti dalla caotica modernità della città al deserto della steppa (la terra di Gengis Khan).

#OrienteEspresso arriva così nella capitale mongola Ulaan Baatar, qui noterete che la città è ben radicata nel suo territorio e rappresenta unico avamposto di modernità nel deserto che la circonda. Anche qui avrete un bel po’ di cose da fare, siti di interesse sono: Piazza Suho Bator, il Museo Centrale, il Museo delle Belle Arti, il Monastero di Gandan (la maggior attrattiva della città, costruito nel 1840, è uno dei più prestigiosi monasteri Lambisti o Tibetani Buddisti della Mongolia), il Museo del Palazzo d’Inverno di Bogd Khan (dimora in stile cinese di Bogd Khan, un Buddha Vivente, che governò i quartieri di Ulaan Baatar abitati da monaci, nobili, mercanti, artigiani, russi, cinesi fino al 1924). Anche se la presenza della modernità è ben radicata all’interno della capitale, non manca tuttavia una persistenza delle vecchie abitudini nonché costruzioni (Ulaan Baatar ha un’architettura cittadina di tipo sovietico degli anni quaranta e cinquanta del XX secolo), sono presenti anche alcuni insediamenti nomadi con le famosissime Ger. Va sottolineato che soltanto un terzo della popolazione mongola vive nelle città la restante parte vive ancora nei caratteristici accampamenti nomadi nelle Ger.

Se siete poi avventurosi e amate la natura incontaminata e selvaggia, dalla capitale, potete proseguire l’ #OrienteEspresso scegliendo se esplorare la steppa e il deserto dei Gobi, utilizzando tour in bus o in jeep munita di conducente (sarebbe fortemente sconsigliato viaggiare da soli dato che si tratta di un deserto gelido, le cui condizioni, non sono certo le più favorevoli) che vi porteranno ad ammirare il tipico paesaggio mongolo e a conoscere le famiglie nomadi alla scoperta delle loro usanze e tradizioni con la possibilità di soggiornare nelle loro tipiche case, le Ger (aspettatevi qualcosa di caratteristico, lontano dalla normalità e sopratutto dalle comodità quotidiane). Qui vi ritroverete nel bel mezzo del nulla, ma con un immenso paesaggio dinanzi dove percepire il vero spirito della natura.

Un modo diverso di viaggiare uscendo dagli schemi usuali e avventurarsi in posti dove nulla è mai scontato

Terminiamo così il nostro #OrienteEspresso Travel con la speranza che questo itinerario vi abbia suscitato curiosità e soprattutto la voglia di partire!

Buon #OrienteEspresso a tutti.

Luca Ferri

Se invece preferite viaggiare comodi e già organizzati www.evolutiontravel.it
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