Casalbeltrame e pane, amore…poderia

A Casalbeltrame. Semplicità e ricchezza

Un gruppo di case contadine si stringe a cerchio a rievocare il ricordo della protezione dei suoi abitanti sotto attacco; l’eco lontana del Medioevo risuona ancora. Intorno, uno specchio d’acqua riflette i profili delle grandi cascine circostanti, nascondendo al proprio interno il segreto e silenzioso germogliare di uno dei più semplici frutti della terra. Ogni chicco di quel riso racchiude una storia che si tramanda e la fedeltà al territorio: ci troviamo nella campagna della provincia novarese, a Casalbeltrame. Il piccolo paese, che conta poco più di novecento abitanti, è entrato nel novero delle città slow. Adagiato sulla grande piana piemontese, Casalbeltrame fa parte di quel panorama carico di un «fascino discreto e struggente», come hanno annotato Teresa Scacchi e Gianfranco Podestà nel loro libro-guida Viaggio in Piemonte. Lo sguardo dello spettatore si distende lungo la pianura, per risalire poi i contorni del maestoso Monte Rosa e perdersi nelle tinte del tramonto durante le sere di bel tempo. Discendendo nuovamente verso Casalbeltrame, l’attenzione ci porta a scoprire, passo dopo passo, tante piccole perle che fanno la ricchezza di questo centro.

Cultura come cibo e cibo come cultura

Materima – Casalbeltrame

Medioevo, rinascimento ed epoca moderna si uniscono a Casalbeltrame, tanto nelle testimonianze storiche quanto nella cultura. Le case si raccolgono intorno al ricetto, struttura tipica del medioevo piemontese, mentre all’interno dell’abitato troviamo tracce di storia più recente nell’ottocentesco Palazzo Bracorens di Savoiroux, che ospita, oltre alla sua bellezza intrinseca, diverse mostre di arte pittorica e scultorea. L’imponente costruzione, eretta su tre piani, è inoltre sede di Materima, il progetto per la creazione di una “cittadella della scultura”. Materima si estende per più di ventimila metri quadri nel comune di Casalbeltrame, all’interno del Parco delle Lame di Sesia, occupando diversi luoghi, tra cui un’antica cascina appositamente restaurata e una parte del Palazzo Bracorens. L’idea di fondo è quella di dare vita a una sorta di bottega rinascimentale dove scultori e artigiani possano mettere in atto la propria creatività trovando a disposizione attrezzi e mezzi per ogni esigenza: spazi e strumenti pratici per la lavorazione dei materiali, ma anche spazi teorici, grazie alla messa in comune delle conoscenze e al progetto di una biblioteca a tema “scultura”. La calcografia è invece in funzione nella seconda delle cinque chiese “matrioska”, una fila di cinque edifici disposti in ordine decrescente che delinea una particolarissima struttura architettonica.

Le chiese “matrioska” – Casalbeltrame

Le chiese “matrioska” delimitano lo spazio di uno storico cascinale che coniuga cultura e buon cibo: in un’ala, infatti, trova accoglienza il museo etnografico L’civel, il quale, grazie alla presenza di storici carri e attrezzi agricoli unita ad attività multimediali, racconta il lavoro contadino di un tempo; nell’altra ala, invece, il lavoro agricolo di oggi si trasforma in pietanza, servita ai tavoli del ristorante Pane, amore…Poderia. “Semplicità, cura e gioia” è il motto di questo ristorante, che offre un menu diverso ogni mese, proponendo piatti tradizionali spesso rielaborati in modo da venire incontro all’esigenza “moderna” e diffusa di una dieta sana.

Dando uno sguardo alle proposte gastronomiche, possiamo imbatterci in una gustosa focaccia di riso Venere accompagnata da lardo alle erbe, ma anche in una più leggera insalatina di risi aromatici con verdure di stagione. Nelle varie portate, spicca sicuramente come elemento centrale il riso: si potrebbe dire che questo cereale fa tutt’uno con il territorio piemontese orientale, o, quanto meno, con la sua cucina locale, e ai fornelli di Pane, amore…Poderia non si pone limite alla fantasia nell’utilizzarne ampiamente tutte le varietà. Il riso “classico” è utilizzato nella preparazione dei “risutin” e della “paniscia”, piatto tipico fatto di fagioli, salame d’la duja, pomodoro e, naturalmente, riso.

Il riso Venere, introdotto nella coltura dal 1995, viene impiegato nelle insalate, nei pizzoccheri e persino nei dolci! Una fetta di Torta Paradiso o di Sacher, entrambe al riso Venere, attendono gli ospiti a fine pasto. Inoltre, ogni pietanza è servita con focacce di riso Ermes e Venere, nonché con il trio di immancabili ingredienti: “semplicità, cura e gioia”. L’intento di Roberta, proprietaria e Fabio lo chef di Pane, amore…Poderia, è proprio quello di creare un ambiente di gioia semplice e condivisa, all’insegna del buon cibo e del buon vino: «Pane, Amore…Poderia è uno spazio alternativo di condivisione in cui ritrovare il tempo per noi stessi, la libertà di scegliere e il piacere di gustare insieme». Un intento, dunque, in piena linea con la filosofia slow e che ha contribuito a rendere tale Casalbeltrame.

Pane, amore … Poderia - Vicolo della chiesa 4 - Casalbeltrame (NO) - Italy
Tel: 3471084179 - e-mail info.poderia@gmail.com
www.paneamorepoderia.com

 

Il ciclo delle stagioni, il ciclo del lavoro

In queste zone di campagna, il lavoro agricolo segue i ritmi dei cicli stagionali e dona al paesaggio aspetti e colori diversi: lo scintillare dell’acqua che inonda le risaie in primavera, l’oro delle spighe in estate, l’argento delle brine invernali… Proprio l’inverno è il momento più adatto per godersi il calore di una cena in compagnia e assaporare i risultati della risicoltura. A Casalbeltrame e dintorni sono numerosissime le aziende che si impegnano nella coltivazione di risi di qualità, che finiranno sulla tavola dei ristoranti elaborati in gustose ricette. C’è anche chi, in aggiunta, ha pensato a pranzi e cene “casalinghi”: l’azienda agricola Sala Rita, specializzata nella produzione dello zafferano, ha combinato la passione per questa spezia con l’alimento locale tradizionale, preparando risotti pronti di tutti i tipi (alle zucchine, ai carciofi, al radicchio…), senza mai dimenticare un pizzico di zafferano.

La pratica della coltivazione del riso ha radici lontane in Piemonte e negli anni le tecniche di coltura e di irrigazione si sono sviluppate sempre più, raggiungendo un’efficienza da primato. Nonostante l’introduzione di pesticidi e macchinari moderni, lo spirito pare rimasto inalterato nel tempo e, talvolta, anche alcuni mezzi: l’azienda Falasco di Casalbeltrame, ad esempio, è attiva da generazioni nella selezione dei migliori tipi di riso, con un occhio di riguardo a quelli meno comuni, e si avvale tuttora della manodopera stagionale. L’attenzione all’ambiente e la ricerca del particolare sono caratteristiche di questa azienda, che propone anche prodotti derivati a base di riso come biscotti, pasta e farine.

Tradizione e novità si combinano anche nell’attività dell’azienda Riso Buono di Luigi e Carlo Guidobono Cavalchini, situata sempre a Casalbeltrame nella tenuta La Mondina. La famiglia Guidobono Cavalchini ha le sue origini nobili nella stirpe dei Gautieri, i quali si trasferirono nel novarese verso la fine del Seicento, introducendo innovazioni nei metodi di coltivazione e irrigazione. Le generazioni che si sono susseguite hanno portato avanti questo lavoro con successo e ora si producono tanto risi classici come il Carnaroli quanto varietà particolari quali l’Artemide (un incrocio tra il Venere e un riso di tipo Indica).

L’abbraccio del silenzio fuori dal tempo

La cura e l’amore per il territorio si mostrano non solo nei campi, ma anche nel preservare certe zone naturali caratteristiche, come la Riserva naturale speciale. Quest’ultima fa parte della Riserva naturale della Palude di Casalbeltrame e accoglie più di duecento specie di uccelli nei vari periodi dell’anno; l’altra area della riserva è denominata Riserva naturale Orientata ed è adibita a coltura.

Il silenzio avvolge queste terre, ricche di acque che bagnano le risaie, tratti di natura pura e piccoli centri densi di cultura e storia. Il corso del tempo, per certi aspetti, pare quasi essere arrestato in paesini come Casalbeltrame, con il suo modo di vivere slow. La ricerca dell’abbraccio del silenzio era stata fatta propria dallo scrittore Sebastiano Vassalli, che aveva finito per trovarla nella piccola frazione Marangana di Biandrate, a pochi chilometri di distanza da Casalbeltrame. Qui possiamo osservare quella che era la sua abitazione, con un’iconica scritta sulla porta d’ingresso: “i soli stanno soli e fanno luce”.

 

L’inseguimento della quiete e della solitudine si accompagna all’amore per i luoghi in cui queste vengono raggiunte e all’accettazione anche dei suoi elementi più…scomodi: fuori dalla casa di Vassalli compare una curiosa scultura, il “monumento alla zanzara”, in ferro battuto e dorato. Anche le zanzare, complici l’abbondanza di acqua e l’umidità, fanno parte per Vassalli dell’ambiente novarese, gli appartengono da sempre, e in quanto tali vanno accettate o, per lo meno, sopportate.

Casalbeltrame e le piane novaresi sono tutto questo: semplicità, paesaggi talvolta melanconici che variano ciclicamente insieme ai ritmi della natura e del lavoro e una tranquillità avvolgente, punteggiata però da luoghi di convivialità e gioia, come Pane, Amore…Poderia.

Gloria Bargigia

 

Per imparare a conoscere il riso attraverso l'analisi sensoriale www.acquaverderiso.it
 
Tutte le immagini di questo articolo sono di Giovanna Dal Magro  – sito www. ART-PHOTO-IMPACT.Giodal.it
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