Montelvini grandi vini e donne ai vertici

Montelvini è una delle realtà vitivinicole più dinamiche nel panorama italiano. Ha sede a Venegazzù in provincia di Treviso, nel cuore delle aree DOCG Prosecco Superiore Asolo e Rosso Montello e della DOC Montello e Colli Asolani, un territorio la cui storia si intreccia da sempre con quella del vino.

L’esperienza nella coltivazione dei vitigni, in Montelvini, è passata di padre in figlio attraverso cinque generazioni in 130 anni, mantenendo l’obiettivo della qualità, della lealtà e della correttezza, valori in cui ancora oggi si riconosce la nuova generazione Montelvini, all’insegna di quella “voglia sana e sincera” che, da sempre, rappresenta lo spirito del vino e di questa azienda che contribuisce a scrivere il futuro di un territorio vocato a grandi eccellenze enologiche.

L’anima di Montelvini è tradizionalista nei sistemi di produzione del suo vino e moderna nel suo modello di gestione aziendale, costantemente al passo coi tempi. Oggi Armando Serena è affiancato dai figli Alberto, responsabile commerciale e marketing dell’azienda e Sarah, direttore amministrativo e produttivo.

E proprio a Sarah abbiamo deciso di dedicare la nostra attenzione; una donna del nostro tempo impegnata in un’attività antica e con una tradizione di famiglia fortissima. L’abbiamo incontrata per cercare di capire come lavoro, famiglia e cura di sé possano convivere pacificamente nel suo spirito.

Un’azienda di famiglia, una tradizione consolidata che si perpetua nel tempo. Per lei una scelta libera o si è trovata “dentro a un mestiere”?

Il mio percorso lavorativo non è proprio lineare. Il giorno dopo essermi laureata in filosofia, ero già in azienda a lavorare, ma mi pesava il fatto di non avere potuto provare altre esperienze, così ho dato le dimissioni ed ho cominciato a collaborare con delle testate giornalistiche, diventando poi responsabile dell’ufficio stampa della Fondazione Benetton. Dopo qualche anno, mi sono resa conto che avere un’azienda di famiglia era un valore forte, una chance da non sottovalutare ed ho deciso di rientrare in cantina, dando una grande gioia a mio padre.

La sua è una posizione duplice: direttore amministrativo e produttivo. In equilibrio tra numeri senz’anima e la produzione di un prodotto che molto ha a che fare col cuore. Come si trova una donna in una posizione così?

Beh non è semplice, soprattutto avere la supervisione produttiva. Ancora oggi ci sono aspetti tecnici difficile da capire, ma credo che le capacità organizzative caratteristiche delle donne mi permettano di portare il mio contributo nella gestione del lavoro quotidiano. Devo dire che il mio staff è molto collaborativo e mi segue nella nuova impostazione della produzione che ho messo a punto in questi ultimi due anni: anzi, forse ha dato anche a loro nuovi stimoli.

Il suo impegno in azienda è senz’altro di grande peso sulla sua vita privata (in termini di tempo). Si è imposta delle regole per ritagliarsi i suoi spazi o sono solo circostanze fortunate che la portano fuori dal business?

Cerco sempre di ritagliarmi del tempo per seguire i miei figli, spesso mi porto il lavoro a casa, così tra una mail, una telefonata e una relazione controllo i loro compiti. Da questo punto di vista, pur avendo molte responsabilità, mi sento una donna fortunata.

Cosa fa nel suo tempo libero in una terra così eccezionale e piena di tradizioni? Preferisce il riposo, come i vini che produce l’azienda per raggiungere la loro piena maturazione, o qualcosa di più dinamico? Un contraltare ai ritmi della vita quotidiana?

Negli ultimi tempi ho riscoperto il piacere di incontrare le amiche: per un aperitivo, per una cena, per una tisana. Non sono mondana, non mi interessa frequentare i “posti giusti”, ma amo rilassarmi cucinando in compagnia di mio marito e degli amici veri, stappando una buona bottiglia e ritrovando una dimensione intima della vita, che nella frenesia del lavoro quotidiano si perde.

E la sua beauty routine? Si affida a prodotti ormai ben noti o ama la sperimentazione delle novità?

Non c’è novità che non provi, ma non sono costante, mi stanco in fretta soprattutto se non vedo risultati immediati, cosa che succede praticamente sempre. C’è solo un rito che al quale non rinuncio mai, anche sotto la pioggia battente: la passeggiata all’alba del sabato in compagnia di una cara amica e del mio cane. È un momento catartico, tra le vie ancora deserte della mia Treviso, che si conclude con un caffè bevuto un completo relax. Fa bene al corpo, ma ancor di più alla mente.

Quanto la cura dell’aspetto estetico secondo lei conta nell’approccio col mondo del lavoro? Soprattutto ad alti livelli come il suo.

Io ci tengo alla mia immagine: aiuta a dare una buona impressione, anche se poi quello che vale ovviamente sono i contenuti. Non credo nemmeno sia necessario spendere troppo nell’abbigliamento per ottenere un buon risultato, si possono trovare cose carine da indossare anche nei mercatini, magari spulciando tra i banchi in compagnia di qualche amica, così ci diverte anche!

Che altro aggiungere se non i nostri complimenti a Sarah Serena per la sua attività ma anche per la sua estrema semplicità che si traduce in quel sorriso aperto e genuino.

Paola Drera

Noi di beautytudine per brindare alle feste 

proponiamo un prosecco da veri intenditori
www.montelvini.it
SOCIAL FB
No Comments Yet

Comments are closed