I grandi protagonisti dell’arte

5 mostre imperdibili 

Depero, Max Ernst, Rubens e Pisanello: questi i protagonisti delle mostre organizzate da Electa che partiranno in autunno in tante città italiane. E anche una personale dedicata a Virginia Woolf

L’autunno porta con sé un po’ di malinconia per l’addio all’estate, alle vacanze e alla bella stagione. Porta però anche novità positive, perché da settembre ripartono gli appuntamenti culturali. E un Paese ricco di bellezza come l’Italia ha sempre tantissime proposte allettanti. In particolare, gli amanti dell’arte hanno cinque interessanti mostre tra cui scegliere.

Sono le esposizioni promosse da Electa in diverse città italiane. Ogni allestimento è dedicato a un grande protagonista del panorama artistico e culturale della sua epoca.

Vengono esplorate diverse correnti pittoriche, dal tardo-gotico al futurismo, dal barocco al surrealismo: gli artisti scelti per le mostre sono infatti , Depero, Max Ernst, Rubens e Pisanello. Non manca un’incursione nel campo letterario con una delle mostre interamente incentrata su Virginia Woolf, figura di spicco del modernismo e tra le scrittrici più influenti mai esistite.

Depero, artista a tutto tondo a Mantova

Studio di insegna pubblicitaria ©Depero Futuristic Art 1929

Il futurismo ha avuto tanti eccelsi esponenti in tutti i campi, da quello artistico a quello letterario. Uno dei più eclettici è stato sicuramente Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960), che in tutti questi ambiti ha voluto impegnare il suo genio e la sua creatività. Ha avuto infatti un’intensa produzione artistica che ha spaziato dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità.

Questo suo percorso poliedrico tra i diversi campi dell’arte viene ricostruito nella mostra a lui dedicata che sarà allestita a Palazzo della Ragione a Mantova, in concomitanza con il Festivaletteratura, dal 7 settembre 2022 al 26 febbraio 2023. Depero Acrobatico Automatico sarà il titolo dell’esibizione, che per la prima volta porterà a Mantova 80 opere dell’artista futurista, realizzate nell’arco temporale 1917-1938.

La sua lunga esperienza artistica viene ripercorsa attraverso le tre tappe geografiche fondamentali che l’hanno scandita. C’è innanzitutto la sosta a Capri da cui è scaturita una delle stagioni più creative per l’artista, quella legata all’avventura teatrale che ha avuto il suo acme tra il 1916 e il 1918. Seconda importantissima tappa è a Rovereto nel 1919, subito dopo la fine della guerra, quando Depero riuscì a coronare il suo sogno di aprire una casa d’arte specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate.

Qui eccelse sopratutto nella creazione delle tarsie in panno, che grande fortuna riscontrarono a Parigi, all’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes. Terza tappa fondamentale è a New York, dove nel 1928 l’artista e la moglie Rosetta aprirono la Depero’s Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d’arte di Rovereto.

La mostra è stata ideata da Electa in collaborazione con il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ed è stata curata da Nicoletta Boschiero, responsabile della Casa d’Arte Futurista Depero.

www.deperomantova.it

Max Ernst per la prima volta a Milano

L’angelo del focolare (1937), olio su tela, 114 x 146 cm – Collezione privata, Svizzera. Classicpaintings / Alamy Stock Photo © Max Ernst by SIAE 2022

Un’altra eclettica personalità dai mille talenti in mostra a partire dal prossimo autunno è Max Ernst (1891-1976). Dal 4 ottobre 2022 al 26 febbraio 2023 si terrà la prima retrospettiva in Italia dedicata a questo artista polivalente che è stato pittore, scultore, incisore, poeta e teorico dell’arte. La mostra sarà allestita a Palazzo Reale a Milano.

Tedesco di nascita, poi naturalizzato americano e francese, Max Ernst si è occupato di una varietà di temi e sperimentazioni immensa che ha coperto ben settant’anni di storia del XX secolo. Muovendosi tra Europa e Stati Uniti in maniera instancabile, ha creato attorno a sé l’immagine di pictor doctus, pittore colto che non solo conosce approfonditamente la storia dell’arte, ma se ne fa interprete con opere originali che di quella storia entrano a pieno titolo a far parte. Se a questo si aggiunge il fatto che tra i suoi interessi c’erano anche la filosofia, la scienza e l’alchimia, si capisce quanto la sua figura emerga come una sorta di umanista in senso neorinascimentale

La mostra nasce grazie a un lungo lavoro di ricerca scientifica che ha permesso di riunire assieme oltre 400 opere tra dipinti, sculture, disegni, collages, fotografie, gioielli e libri illustrati provenienti da musei, fondazioni e collezioni private, in Italia e all’estero. Tra questi: la GAM di Torino, la Peggy Guggenheim Collection e il Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, la Tate Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Cantini di Marsiglia, i Musei Statali e la Fondazione Arp di Berlino, il Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Ai due curatori dell’allestimento, Martina Mazzotta e Jürgen Pech, va anche il merito di aver reso visionabili opere e documenti che non venivano esposti al pubblico da parecchi decenni.

La mostra è promossa da Comune di Milano-Cultura e da Palazzo Reale con Electa, in collaborazione con Madeinart.

www.palazzorealemilano.it
www.maxernstmilano.it

Scoprire la Genova barocca con Rubens

Jans Wildens e Cornelis De Wael, Veduta di palazzi con figure – Olio su tela, cm 120 x 167, Collezione privata

È possibile fare un tuffo nella Genova del ‘600 accompagnati dal massimo pittore barocco di sempre: Peter Paul Rubens. Basta visitare la mostra Rubens a Genova, che sarà a Palazzo Ducale dal 6 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023.

La scelta di dedicare un’esibizione al rapporto tra il più famoso pittore barocco e la più grande città portuale italiana non è casuale, perché nel 2022 si celebra il quarto centenario della pubblicazione ad Anversa del noto volume di Peter Paul Rubens, Palazzi di Genova (1622). La curatela è di Nils Büttner e di Anna Orlando.

È certo che Rubens soggiornò più volte a Genova tra il 1600 e il 1607. Vi sostò anche al seguito del Duca di Mantova, Vincenzo I Gonzaga, presso cui ricopriva il ruolo di pittore di corte. Le sue visite lo portarono ad assidue e in alcuni casi molto strette relazioni con i più ricchi e influenti aristocratici dell’oligarchia genovese.

All’interno della mostra si viene catapultati nell’atmosfera sfarzosa del barocco attraverso le oltre 150 opere presenti, tra cui spiccano ben venti Rubens provenienti da musei e collezioni europee e italiane. Se a queste si aggiungono le sue opere già visionabili in città si arriva a un numero record come non succedeva dalla fine del Settecento a Genova.

Punto di partenza del percorso espositivo e suo pezzo forte sono i capolavori rubensiani, ma da lì la visita si allarga fino a ricreare visivamente il contesto culturale e artistico della città nell’epoca del suo massimo splendore tramite le opere di altri artisti legati in qualche modo al grande pittore fiammingo. O perché sappiamo che li vide e li studiò (Tintoretto e Luca Cambiaso), o perché li incontrò in Italia e in particolare a Genova durante il suo soggiorno (Frans Pourbus il Giovane, Sofonisba Anguissola e Bernardo Castello), o perché furono artisti con cui collaborò attivamente (Jan Wildens e Frans Snyders).

Elementi importanti della mostra, oltre ai quadri, sono tutta una serie di oggetti volti a far assaporare lo stile di vita dell’epoca: disegni, incisioni, arazzi, arredi, volumi antichi, perfino abiti, accessori femminili e gioielli. Nell’allestimento prende vita quella sontuosa atmosfera barocca che meritò a Genova l’appellativo di Superba e la rese meta prediletta di uno dei più grandi geni pittorici del passato.

La mostra è promossa dal Comune di Genova insieme a Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura e a Electa, con il supporto e la partecipazione dello Sponsor Unico Rimorchiatori Riuniti S.p.A.

www.palazzoducale.genova.it

Pisanello, lo splendore del tardo-gotico a Mantova

Pisanello, La Madonna della quaglia

Cinquant’anni fa un allestimento curato da Giovanni Paccagnini presentava una delle più importanti acquisizioni nel campo della storia dell’arte nel XX secolo: la scoperta nelle sale di Palazzo Ducale di Mantova del ciclo decorativo di tema cavalleresco dipinto a tecnica mista intorno al 1430-1433 da Antonio Pisano, detto il Pisanello.

Per celebrare l’anniversario di questo importantissimo ritrovamento è stata allestita la mostra curata da Stefano L’Occaso dal titolo Pisanello. Il tumulto del mondo. L’esibizione sarà visitabile a Palazzo Ducale di Mantova dal 7 ottobre 2022 all’8 gennaio 2023.

Per l’occasione è stato avviato un importante lavoro di ristrutturazione degli ambienti espositivi in modo da permettere una fruizione migliore della bellezza conservata al loro interno. È stato progettato un completo riallestimento che coinvolgerà non solo la Sala del Pisanello, ma anche l’attigua Sala dei Papi.

L’obiettivo è una perfetta valorizzazione del patrimonio artistico grazie a un nuovo sistema di illuminazione e a una pedana sopraelevata che per la prima volta porrà il visitatore a distanza ravvicinata dalle pareti. Le modifiche permanenti alle strutture museali sono realizzate tramite il supporto alla progettazione del Politecnico di Milano, polo territoriale di Mantova, con la supervisione di Eduardo Souto de Moura, mentre la parte temporanea dell’allestimento è progettata da Archiplan Studio.

La mostra Pisanello. Il tumulto del mondo comprende circa 30 opere, tra cui prestiti internazionali prestigiosi come i disegni dell’artista conservati al Museo del Louvre di Parigi e soprattutto la Madonna col Bambino e i santi Antonio e Giorgio, suo celebre capolavoro custodito alla National Gallery di Londra che per la prima volta torna in Italia da quando la lasciò nel 1862. Altre opere in esposizione saranno la preziosa Madonna della quaglia di Pisanello dal Museo di Castelvecchio di Verona e l’Adorazione dei magi di Stefano da Verona dalla Pinacoteca di Brera di Milano. Il percorso espositivo si snoderà attraverso le due ampie sale attigue del piano nobile, la Sala del Pisanello e la Sala dei Papi, per poi proseguire negli ambienti del piano terreno, dove sarà possibile avere una panoramica più generale della cultura tardo-gotica a Mantova.

www.mantovaducale.beniculturali.it

Virginia Woolf e Bloomsbury prendono vita a Roma

Esistono luoghi entrati nella storia per la grande vivacità culturale di cui sono stati protagonisti. Tra questi il quartiere Bloomsbury di Londra occupa un posto di tutto rispetto, perché è lì che alcuni dei più brillanti intellettuali di inizio ‘900 si ritrovavano in uno scambio fecondo di idee da cui sono scaturiti capolavori in ogni campo del sapere e dell’arte. E membro di punta di quello che si chiamò Bloomsbury Group fu Virginia Woolf.

Alla scrittrice e al suo legame con quel quartiere londinese è dedicata la mostra allestita a Palazzo Altemps di Roma dal 19 ottobre 2022 al 12 febbraio 2023.

Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing life vuole far rivivere gli anni di grande fermento culturale che hanno portato alla nascita di capolavori immortali ancora oggi apprezzati in tutto il mondo. Tutto è cominciato quando nel 1904 Virginia e i suoi fratelli, Vanessa, Thoby e Adrian, da poco divenuti orfani, si sono trasferiti dal quartiere altolocato di Kensington, dal 22 di Hyde Park Gate, al malfamato numero 46 di Gordon Square. Ogni giovedì il dopocena si ravvivava di incontri tra giovani brillanti, dotati di estro, inventiva e ironia, giovani che erano desiderosi di libertà e di cambiamento.

Tra i nomi poi divenuti celebri figurano molti degli amici di Thoby che frequentavano Cambridge: Lytton Strachey, John Maynard Keynes, Saxon Sydney-Turner, Clive Bell, Leonard Woolf. Tutte figure che certamente avrebbero avuto grande influenza sulla Woolf, alimentando il suo innato amore per l’arte e la conoscenza. Anche noi oggi possiamo rivivere lo spirito di Bloomsbury attraverso il percorso espositivo creato a Palazzo Altemps, che vede così rinascere la sua vocazione di casa nobiliare nel cuore di Roma.

A curare la mostra è stata Nadia Fusini, tra i massimi esperti dell’autrice inglese come si evince dal fatto che sia stata scelta insieme a Luca Scarlini per lavorare all’edizione in due volumi dei Meridiani dedicati alla Woolf. L’esposizione è stata organizzata dal Museo Nazionale Romano e dalla National Portrait Gallery, London in collaborazione con Electa, editore anche del catalogo.

museonazionaleromano.beniculturali.it

Beatrice Maria Beretti

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