Fondation Valmont a Venezia

Fondation Valmont presenta a Palazzo Bonvicini  “Hansel & Gretel – White Traces In Search of Your Self”

“Hansel & Gretel – White Traces In Search of Your Self” è la mostra presentata da Fondation Valmont alla Biennale di Venezia. A fare da scrigno alla bellezza una location d’eccezione: Palazzo Bonvicini

Stanza 2 Didier Guillon White Mirror

Fondation Valmont nella città della bellezza

Biennale di Venezia, l’Esposizione Internazionale d’Arte più amata al mondo, ha riaperto i battenti

Giunta alla sua 58esima edizione, ospita da sempre artisti unici provenienti da ogni parte del globo, che presentano opere ricche di creatività e innovazione, pronte a lasciarci senza fiato.

Tema di quest’anno: May You Live In Interesting Time. Una profonda riflessione attraverso l’arte che ci fa pensare alla vita nella società attuale, spesso purtroppo precaria e ricca di incertezze.

Così, dopo le mostre organizzate nel 2015 e nel 2017, Fondation Valmont ha deciso di tornare nella città culla di arte, amore e bellezza. E lo fa alla grande.

Palazzo Bonvicini

Le porte di Palazzo Bonvicini si spalancano per accogliere la mostra “Hansel & Gretel – White Traces In Search of Your Self”. Con le opere di Didier Guillon, Isao e Silvano Rubino.

A fare da scrigno alla bellezza c’è una location d’eccezione: Palazzo Bonvicini.

Autentico palazzo veneziano in puro stile rinascimentale del XVI secolo, Palazzo Bonvicini è una gioia per gli occhi.

Una volta spalancate le sue porte cammineremo tra affreschi luminosi sopra le nostre teste e mosaici sotto i nostri piedi

Fondation Valmont non poteva quindi scegliere luogo migliore, che dopo un’enorme opera di restauro si è trasformato nello spazio ideale per accogliere ogni anno tutti i suoi progetti d’arte moderna e di design.

Lounge

“Hansel & Gretel – White Traces In Search of Your Self”

“Hansel & Gretel – White Traces In Search of Your Self” è una mostra che assume le forme di un viaggio simbolico

Hansel e Gretel sono due bambini smarriti nel bosco.

Non finiamo tutti per perderci prima o poi? Magari tra la folla, oppure nelle occupazioni del nostro quotidiano

Non possono tornare a casa, perché non sanno dove questa sia e perché i loro genitori non li vogliono più.

Arriva sempre il momento in cui ci si sente diversi e abbandonati a causa di questa differenza

Possono solo addentrarsi sempre più nel bosco, anche se non sanno dove stanno andando.

Continua ad andare avanti, qualcosa accadrà

Qualcosa di orribile dimora nel cuore del bosco.

Sapevi che la vita sarebbe stata dura, ma non così dura

Solo dopo aver affrontato tutto questo, diventano adulti e possono finalmente tornare a casa loro, dalla loro famiglia, per cambiare la storia.

I tre artisti Didier Guillon (presidente della Fondation Valmont), Isao e Silvano Rubino, scavano nei loro ricordi personali per cominciare un lungo cammino.

Mille sono le domande da porsi. Chi è un artista? Quali sono le sue radici, le sue esperienze di vita, i suoi rimpianti e le sue speranze?

Da qui nasce la stanza piena di oggetti legati alle case d’infanzia dei tre protagonisti.

Tracce del passato che fanno da bussola alle loro creazioni, come le piccole pietre bianche che Hansel lascia cadere sul sentiero nel bosco.

Creatività e installazioni guideranno i visitatori attraverso tutti i passaggi della storia: la casa, la foresta, la trappola, il ritorno.

Infine gli artisti tracceranno la loro visione del futuro, che segnerà la fine di un viaggio e l’inizio di un nuovo percorso.

Didier Guillon, Isao, Silvano Rubino

Da sinistra a destra: Didier Guillon, Isao e Silvano Rubino

“Nella foresta delle ombre misteriose dove anime bianche e smarrite mormorano le loro gioie e i loro dolori”.

Didier Guillon è il presidente della Fondation Valmont.

Erede d’eccezione di una grande stirpe di collezionisti d’arte, esteti e mecenati.

Le sue origini risalgono a Charles Sedelmeyer, padre della bisnonna e famoso commerciante d’arte nella Parigi della fine del XIX secolo e dell’inizio del XX secolo.

Immerso in un meraviglioso universo dove il gusto della rarità e della bellezza la fanno da padrone,

Didier Guillon ha sviluppato una profonda sensibilità artistica, che si è poi perfezionata nelle visite delle gallerie d’arte, degli atelier di artisti e delle mostre, frequentate fin dall’infanzia insieme al nonno.

Da questa eredità nasce una profonda e sincera passione per le arti e il legame con l’Italia, in particolare Venezia, dove ha acquistato un piano nobile a Palazzo Bonvicini.

Guillon ha ideato una serie di opere utilizzando svariati mezzi espressivi. Il suo scopo è quello di fare pensare a nuovi modi per avvicinarsi all’arte contemporanea.

“Dal dolce al teschio

Dallo zucchero alle ceneri

Dall’alba alla morte

Dal bianco al bianco”

Dipinti, sculture, illustrazioni, disegni, animazioni, film. Le opere d’arte che nascono dal genio creativo di Isao hanno colori tenui, unici, originali.

Le creature sono trasformate in simboli di vita, la vita dell’artista, in nome del riduzionismo. Per definire i confini della semplificazione.

“L’ombra inghiotte la luce. Percorsi insidiosi e tortuosi oscurano la via, fino al punto di scoprire un luogo dalla nuda essenza, e lì, proprio lì, arrivare a vedere una pioggia di luce che domina il tutto. Il bianco esplode negli occhi, illuminando burroni mai visti prima, che si aprono su mondi sconosciuti, ma non improbabili. Bianco nel bianco. Luce nella luce.”

Appassionato di pittura, scenografie, costumi, arte figurativa e astratta geometrica, Silvano Rubino ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove vive e lavora.

Le sue opere raccontano la storia di ciò che le attraversa, di ciò che risiede nel loro essere.

Lo scopo non è mostrare. L’arte per lui ha una natura più ambigua, meno ovvia e più intrigante.

Alessandra Borgonovo

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