Nuove seduzioni a Palazzo Reale

Due nuovissime mostre nel salotto di Milano, Corpus Domini e Realismo Magico. Consigliate a chi vuole sorprendersi

La fine di ottobre vede l’inaugurazione di mostre mai realizzate prima. Palazzo Reale, si fa contenitore di progetti inediti e stimolanti da mettere in agenda

CORPUS DOMINI Dal corpo glorioso alle rovine dell’anima

 

Se il termine vi fa pensare a un tema religioso, siete completamente fuori strada: il percorso espositivo analizza il mutamento dei canoni estetici della rappresentazione del corpo, l’evocazione dell’individuo mediante i suoi resti, tracce e rivestimenti.

34 artisti riconosciuti a livello internazionale (4 italiani), 111 opere fra installazioni, sculture, dipinti, video e fotografie, 30 delle quali vengono esposte per la prima volta in Italia, per raccontare la molteplicità della rappresentazione dell’essere umano.

Provengono da archivi, collezioni, gallerie e musei di Atene, Berlino, Londra, Parigi, Skopje, New York, Venezia, Roma, Bolzano, Catania e altre città italiane.

Dagli iperrealisti si approda ad altre tipologie narrative, dove il corpo è evocato più che rappresentato; l’essere umano è da cercare fra i suoi abiti, gli oggetti del suo lavoro, del suo essere nomade, i suoi frammenti corporei.

Il progetto infatti indaga la molteplicità delle forme in cui oggi viene rappresentato ed evocato il corpo umano: il tema della sua esibizione, anche esasperata, o della sottrazione, dell’annullamento del corpo stesso, fino all’invisibilità.

In mille metri quadrati va in scena una pluralità di linguaggi artistici e figurativi, con un omaggio alla critica Lea Vergine che ha teorizzato i capisaldi della Body Art. La traiettoria stimola riflessioni di carattere non solo artistico ma anche sociologico sulle visioni e percezioni del corpo.

Francesca Alfano Miglietti ©Edoardo Valle

L’approccio complesso all’arte contemporanea è stato curato da Francesca Alfano Miglietti, teorica e critica d’arte, insegnante all’Accademia di Belle Arti di Brera e in tre occasioni Commissario alla Biennale di Venezia. Racconta: “Corpus Domini segna due direzioni: la prima è il passaggio di orizzonte dalla Body Art all’Iperrealismo, la seconda è la consapevolezza che il tempo storico in cui stiamo vivendo dichiara e fa emergere due tipi di corpi, quello prodotto dallo spettacolo, perfetto, giovane, snello, sano, non fumatore e senza rughe né peli, e quello invisibile delle persone fuori dallo spettacolo, la cui immagine è spesso relegata a valigie, abiti, biciclette, strumenti di lavoro, o a una rappresentazione di masse, di lavoratori, di malati, di disoccupati”.

La nostra opinione: questo genere di opere normalmente è esposto in occasione di Biennali, è una grande opportunità quella di scoprire linguaggi e icone del contemporaneo in un museo decisamente istituzionale come Palazzo Reale. La trasposizione artistica del significato intellettuale in Corpus Domini è perturbante.

Il biglietto d’ingresso comprende una guida cartacea, utile per orientarsi nel decifrare stili e messaggi e avvicinare chi non è avvezzo all’arte contemporanea.

Fino al 30 gennaio 2022

REALISMO MAGICO Uno stile italiano

Non fu una corrente, piuttosto un movimento la cui parabola si sviluppò tra le due guerre mondiali. Espressione di arte italiana inevitabilmente attraversata dalle inquietudini esistenziali e ideali del Novecento.

Opponendosi alle pulsioni di Futurismo ed Espressionismo, la realtà venne riprodotta senza totale trasfigurazione; dal ritratto alla maternità, dai nudi femminili ai bambini, dall’eros al paesaggio, dalla natura morta all’allegoria. Un generale recupero dei valori plastici dell’arte del passato filtrato da un senso dolente e soprattutto straniante.

Siamo nel periodo 1920-1935 e i “realisti magici” italiani incrociano le loro esperienze con quelle tedesche e austriache. Mario Boglio, Cagnaccio di San Pietro, Arturo Martini, Mario Sironi ci conducono per mano nelle sale avvolte da una soffusa malinconia.

In Felice Casorati e Ubaldo Oppi il mondo femminile si esplicita in gesti pacati, sguardi profondi, intimità silente. La metafisica di De Chirico, Carrà e Morandi fa da base a questo recupero classicheggiante. Anche “Novecento italiano”, movimento voluto nel 1922 da Margherita Sarfatti, si ispirava a una “moderna classicità; ne faceva parte Achille Funi, di cui varie opere sono esposte a Palazzo Reale.

La nostra opinione: la mostra è un’immersione in un mondo statico e al contempo sospeso, in una compostezza che sa di solitudine. Aleggia un’ambiguità enigmatica, è difficile sottrarsi agli sguardi delle donne sulle tele.

Fino al 27 febbraio 2022

Di tutt’altro registro, Palazzo Reale ospita fino al 30 gennaio anche la celebrata mostra su Monet, di cui vi abbiamo raccontato a questo link.

Luisella Colombo

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