Richard Avedon, il fotografo di modelle e star

A Milano in settembre, Richard Avedon

La mostra “Relationships” a Palazzo Reale, racconta oltre sessant’anni di carriera dell’artista statunitense maestro della fotografia del Novecento, fra rivoluzionari scatti di top model e ritratti di celebrità di tutto il mondo, da Marylin Monroe al Dalai Lama ai Beatles

Richard Avedon, Self-portrait, Provo, Utah, 20 Agosto, 1980 © The Richard Avedon Foundation

Rivoluzionò il modo di fotografare le modelle, da soggetti splendidi ma statici a protagoniste del set, e fu ritrattista iconico del maggiori personaggi del secolo scorso: da Truman Capote a Allen Ginsberg, da Marylin Monroe a Audrey Hepburn, da Sofia Loren ad Anna Magnani, sino ai Beatles e al Dalai Lama.

Si terrà dal 22 settembre 2022 al 29 gennaio 2023 a Palazzo Reale di Milano una mostra omaggio all’arte iconica di Richard Avedon (1923-2004), uno dei maestri della fotografia del Novecento.

Si intitola Richard Avedon: Relationships e ripercorre gli oltre sessant’anni di carriera del maestro attraverso 106 immagini provenienti dalla collezione del Center for Creative Photography (CCP) di Tucson (USA) e dalla Richard Avedon Foundation (USA).

La mostra è promossa dal Comune di Milano, prodotta e organizzata da Palazzo Reale e Skira Editore in collaborazione con il Center for Creative Photography e la Richard Avedon Foundation ed è curata da Rebecca Senf, responsabile della collezione del Center for Creative Photography. L’evento ha come main partner Versace e media partner Vogue Italia.

Una rassegna prestigiosa, a ricostruire le innovazioni che hanno fatto di Avedon uno dei personaggi più influenti del secolo scorso. Una sezione sarà dedicata alla collaborazione tra Richard Avedon e Gianni Versace, iniziata con la campagna per la collezione primavera/estate 1980, che decretava l’esordio dello stilista, fino a quella della collezione primavera/estate 1998, la prima firmata da Donatella Versace.

Il percorso espositivo sarà articolato in dieci sezioni, costruite attorno ai due filoni privilegiati d’attività dell’artista: scatti di moda e ritratti.

Percorso cronologico e per temi, dalle fotografie degli anni Sessanta agli scatti eseguiti per blasonate riviste, da “Harper’s Bazaar” e “Vogue”, fra sequenze filmiche e originali espedienti tecnici che hanno rivoluzionato, letteralmente, il mondo della fotografia di moda.

Richard Avedon, Dovima with elephants, evening dress by Dior, Cirque d’Hiver, Paris, Agosto 1955 © The Richard Avedon Foundation

L’obiettivo di Avedon fu puntato senza interruzione sulle più celebri top model della seconda metà del secolo scorso, da Dovima a China Machado, da Suzy Parker a Jean Shrimpton, da Penelope Tree a Twiggy, a Veruschka.

Non semplici fotografie, ma sperimentazioni di tecnica e fantasia alla ricerca di immagini spettacolari ed evocative, a trasformare e rileggere volti e corpi. Dalla straordinaria affinità che aveva con Dovima sono nate opere immortali come l’iconica Dovima con gli elefanti, Abito da sera Dior, Cirque d’Hiver.

Le fotografie di Dorian Leigh risalenti al 1949 mostrano come “l’artista potesse trasformare il soggetto attraverso location e abiti diversi in modo da fargli impersonare ruoli e personaggi distinti”.

In Dorian Leigh, Cappotto Dior, Avenue Montaigne, Parigi, la modella, in soprabito con collo di pelliccia e maniche voluminose, siede su una decapottabile con accanto una cappelliera, un mazzo di rose e un cagnolino acciambellato.

La frangia morbida, l’espressione gentile e l’aria distratta suggeriscono un’idea di innocenza e disponibilità, e travalicano la bellezza. Uno stile assolutamente unico caratterizzò il fotografo anche nei ritratti, diventati centrali nella sua attività a partire dalla fine degli anni Sessanta.

Tratto distintivo l’uso dello sfondo bianco, “che gli consentiva di eliminare i potenziali elementi di distrazione e di enfatizzare le qualità della posa, dei gesti e dell’espressione”.

Richard Avedon, Nastassja Kinski, Los Angeles, California, 14 giugno, 1981 © The Richard Avedon Foundation

Un esempio? La fotografia del 1981, scelta come immagine guida della mostra, che ritrae Nastassja Kinski, morbidamente distesa sul pavimento e abbracciata da un serpente. Avedon lavorava con una fotocamera di grande formato e riprendeva i suoi soggetti abbastanza da vicino, affinché occupassero un’ampia sezione dell’inquadratura. A creare un senso di intimità e vicinanza, e a conferire potenza alla descrizione. L’elenco di soggetti e opere, quasi interminabile.

L’artista non mancò peraltro di fotografare molti dei suoi soggetti in più occasioni se non per molti anni consecutivi. È il caso del pittore Jasper Johns, ritratto nel 1965 e nel 1976, della scrittrice Carson McCullers nel 1956 e nel 1958, del politico George Wallace nel 1963 e nel 1976, del poeta Allen Ginsberg nel 1963 e nel 1970.

La sua ‘relazione fotografica’ più duratura quella con l’amico Truman Capote, fotografato nell’arco di quasi quarant’anni.

Il percorso espositivo propone una ricchissima selezione di ritratti di celebrità del mondo dello spettacolo, attori, ballerini, musicisti ma anche di attivisti, politici e scrittori, tra cui quelli dei Beatles (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr), di Bob Dylan, di Michelangelo Antonioni, Allen Ginsberg, Sofia Loren, Marylin Monroe, del Dalai Lama e due di Andy Wahrol.

Una sezione è dedicata ai ritratti degli esponenti dei movimenti americani per i diritti civili e ai membri del Congresso americano. Confluiti, questi ultimi, o, nel portfolio The Family, realizzato nel 1976 per la rivista Rolling Stone.

Monica Autunno

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