Il profumo del successo

CAMPVS MARTIVS omaggio olfattivo all’eredità culturale dell’Impero Romano     

«Questo è il mio omaggio olfattivo all’imperitura eredità dell’Impero Romano – ha osservato Ramon Monegal, da sempre affascinato dalla storia dell’antica Roma e dai suoi valori -, un’eredità rappresentata dal “campvs martivs” che è la fantastica allegoria della versatilità e della frenetica attività che si svolgeva al suo interno, un riflesso della più grande, vitale e potente cultura, forse, di tutti i tempi».

Il marchio più famoso spagnolo di profumeria Ramon Monegal celebra con la fragranza “CAMPVS MARTIVS” la decennale collaborazione con Campomarzio70, storico marchio romano punto di riferimento per gli appassionati di profumeria artistica, di proprietà della famiglia Di Liello.

La storia di Campomarzio70 inizia nel 1996 e con un altro nome, Pantheon 96, primo punto vendita dei Di Liello aperto nella Capitale, in piazza della Rotonda. Nel 2003 viene aperto il secondo punto vendita, quello della nascita del brand attuale: Campomarzio70, in via di Campo Marzio 70, a cinque minuti a piedi da Palazzo Chigi, nello storico quartiere che da sempre è il cuore della Bellezza e della Civiltà che Roma ha lasciato in eredità al mondo.

Il Campo Marzio nella storia di Roma

Il Campo Marzio (o “Campo di Marte”) era un’area pubblica di Roma antica di circa due chilometri quadrati, accessibile dalla via Flaminia.

Prima della fondazione della città, Campo Marzio era un’area pianeggiante delimitata a ovest da un’ansa del Tevere nei pressi dell’Isola Tiberina, a est dal colle Quirinale e a sud-est dal colle Campidoglio. In seguito, vi fu eretto un altare dedicato a Marte ai tempi di Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, che impiegò l’area per esercitazioni militari. Successivamente, vi si svolsero i “trionfi” dei generali romani di ritorno dalle loro conquiste. Vi si costruì anche, sul lato meridionale, il Circo Flaminio dedicato alle corse dei carri.

In seguito, nel Campo Marzio Gneo Pompeo fece costruire nel 55 avanti Cristo il primo teatro di Roma in pietra che, quando la Curia Hostilia bruciò nel 52 a. C., venne usato anche per le sedute del Senato. Fu proprio qui che nel 44 a. C. fu assassinato Giulio Cesare.

Il Campo Marzio subì un deciso sviluppo architettonico di pregio per volere del primo Imperatore Ottaviano Augusto, con il Portico di Ottavia e l’Ara Pacis, entrando così a pieno titolo nell’area urbana di Roma.  Sempre nell’area del Campo Marzio, il generale e architetto augusteo Marco Vipsanio Agrippa possedeva un terreno paludoso che fece trasformare nelle sue Terme con fontane, statue, parchi e templi, oltre a farvi edificare il Portico degli Argonauti e il Pantheon.

Nella zona nord dell’ex area dedicata alle esercitazioni militari, ancora priva di edifici, fu inoltre eretto il Mausoleo di Augusto (recentemente restaurato e visitabile), il Teatro di Marcello, il tempio di Iside, le Terme e il Ponte di Nerone.

Dopo il grande incendio del 64 dopo Cristo, oltre alla ricostruzione dei monumenti distrutti fu inoltre edificato in Campo Marzio uno Stadium (nella cui area oggi si trova Piazza Navona).

Decennio dopo decennio, il vecchio Campo Marzio diventò il simbolo dell’architettura romana con templi, edifici pubblici, circhi, teatri, portici, bagni, monumenti, colonne e obelischi.

Ramon Monegal e l’eredità di Roma

L’eredità di Roma e la sua visione culturale, che trasforma nei secoli un’area dedicata alle esercitazioni militari nei due chilometri quadrati più densi di bellezza al mondo, rivive nella fragranza “CAMPVS MARTIVS”.

Un profumo che celebra la vitalità dell’Impero Romano

CAMPVS MARTIVS  è racchiuso in una confezione a forma di libro, testimonianza di valori storici e autentici che comprendono le varie attività culturali, religiose, fisiche e artistiche che si svolsero nel Campo Marzio.

Vestita di porpora e oro, l’immagine olfattiva spazia tra la solennità dell’incenso, la forza maestosa di un accordo di legno e la presenza imponente del cuoio.

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