Autunno in Alto Adige

Note d’Incanto in Alto Adige: l’autunno come non l’avete mai visto

Colori e tradizioni per vivere l’autunno unico dell’Alto Adige

Gruppo delle Odle_IDM Alto Adige. Credit Harald Wisthaler

L’autunno in Alto Adige è un periodo ricco di fascino e mistero: basta imboccare un sentiero per ritrovarsi davanti a uno scenario da cartolina; l’aria, divenuta più frizzante, è pervasa da suoni e profumi della tradizione e il cielo si trasforma in una tavolozza dai mille colori.

Ma è il foliage il vero protagonista dell’autunno in Alto Adige: basta scegliere uno dei tanti itinerari che questa regione offre, indossare un paio di scarpe comode e partire per avventurarsi in questa cornice di paesaggi tinti di rosso, giallo e arancione.

Ammirare il foliage: passeggiate in Alto Adige

Credit Harald Wisthaler

A Merano, la passeggiata Tappeiner segue il profilo di Monte Benedetto:  ideale per tutta la famiglia, il sentiero si snoda tra querce, alberi di eucalipto, pini marittimi e loti che offrono una visuale unica nel suo genere.

In Val Venosta, le escursioni sul Monte Sole a Silandro e Lasa fanno immergere gli escursionisti tra la ricca vegetazione che nasce e cresce su questi pendii.

Nella Valle Isarco poi, la passeggiata circolare all’Alpe di Villandro è ideale per chi vuole godersi lo spettacolo del foliage da una prospettiva diversa: lungo il cammino si più godere di una sosta al Lago alpino “Schwarzsee” o presso la paude “Rinderplatz”, una delle più grandi aree paludose dell’Alto Adige.

Per chi vuole scoprire le centinaia di sfumature dei castagni, consigliamo d’intraprendere il Sentiero del Castagno (Keschtnweg) ed ammirare gli alberi che caratterizzano i pendii di questa strepitosa valle.

Spostandosi in Alta Badia, ci si può immergere in un foliage meraviglioso attraverso il percorso didattico dei larici, tra boschi e distese di prati.

Vivere l’Alto Adige: esperienze e programmi da settembre a novembre

Tesimo – Credit Frieder Blickle

L’Alto Adige offre inoltre esperienze green: dai primi di settembre fino alla seconda settimana di ottobre è possibile programmare una settimana all’insegna della Mobilità dolce in Val d’ Ega.

Grazie alla Mobilcard Alto Adige gli autobus pubblici sono totalmente gratuiti, vi è l’uso illimitato di 14 impianti di risalita e si possono effettuare diverse escursioni per scoprire gli scenari più suggestivi.

Sempre all’insegna del trekking, dal 9 settembre al 4 novembre in Val Gardena va in scena il Burning Dolomites: ogni giovedì sono previste escursioni al calare del sole in compagnia di una guida esperta del territorio.

Per gli amanti della tradizione e della buona tavola, da inizio ottobre a fine novembre prende il via il Törggelen, un’antichissima tradizione altoatesina che vede aprire le porte dei masi per offrire agli ospiti il vino nuovo e i prodotti di stagione.

Un altro programma all’insegna della tradizione è quello che prende vita nella zona di Bressanone dal 10 al 17 novembre: Emozioni in malga, ovvero una ricca proposta per vivere da vicino la vita delle malghe altoatesine e scoprire la cultura di questo popolo contadino.

Valle Aurina_IDM Alto Adige. Credit Josef Gorfer

E durante l’autunno altoatesino non si può non andare alla ricerca dei centri di energia vitale in Alpe di Siusi: qui, una serie di itinerari permettono agli ospiti di addentrarsi in luoghi emozionanti, carichi di mistero e magia.

Altra tradizione molto sentita dell‘Alto Adige è la transumanza, un appuntamento annuale che vede ornare i capi di bestiame con campanacci, fiori di campo e perline per festeggiare il loro ritorno in valle dopo l’estate trascorsa in alpeggio.

E’ un momento carico di significato per tutti gli altoatesini e ogni vallata lo festeggia indossando i vestiti tipici e ballando sulle note delle musiche tradizionali. Dalle finestre e dai locali poi, fuoriesce il profumo della tipica cucina dell’Alto Adige.

Parco naturale Fanes-Senes-Braies_IDM Alto Adige. Credit Alexandra Korey

Il 12 e il 13 settembre ad esempio, prende vita la transumanza della Val Senasel (riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO) che, da 600 anni, conta il ritorno di circa 4.000 pecore dall’alpeggio estivo.

Beatrice Citron

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