Carosello. “Tutti alla mostra”

Carosello. Pubblicità e televisione 1957-1977. Una mostra dedicata agli anni d’oro della società dei consumi

Locandina. Osvaldo Cavandoli, La Linea © 2019 CAVA/QUIPOS

Da “Tutti a nanna” a “Tutti alla mostra”: La storia della pubblicità e della televisione italiana. Attraverso i personaggi-icona di Carosello

Quanti di voi ricordano Carosello? La trasmissione che per vent’anni ha riunito famiglie intere davanti alla televisione.

Era molto più di un programma. Per un’Italia che proveniva da un lungo periodo di disagi e povertà, si trattava di un paesaggio fiabesco dove regnavano la felicità e il benessere.

La popolazione italiana, uscita piegata dalla seconda guerra mondiale, attraverso Carosello ha riscoperto la modernità e ha iniziato a sentirsi parte del nuovo modello sociale urbano e industriale.

Nuovi prodotti, nuovi consumi, nuove icone. Carosello ha introdotto una vera e propria rivoluzione nel patrimonio culturale e visivo di tutti.

Lo ammetto. Io non sono cresciuta con Carosello e non ho guardato tutti i suoi sketch. I miei anni ’90 mi hanno offerto altri programmi e altri modelli.

Tuttavia, ne ho sentito molto parlare e ho avuto modo di recuperare gli spot più conosciuti dalla Rai, che a distanza di tanti anni, durante le estati, ancora ricorda il suo periodo d’oro.

Gonfiabile di Susanna tutta Panna. Foto di Marco Beck Peccoz

Un tuffo nel passato

La prima puntata di Carosello, rigorosamente in bianco e nero, è andata in onda il 3 febbraio 1957 su Rai 1. In quell’anno la Rai ha deciso di iniziare a trasmettere messaggi pubblicitari.

Dovendo rispettare la legge, allora vigente, che vietava la pubblicità durante gli spettacoli televisivi serali, è stato necessario creare un format specifico.

È nato, così, Carosello: un formato originale e innovativo per l’epoca, che univa televisione e pubblicità

La parte di spettacolo era rigidamente separata dagli sketch pubblicitari, della durata di 30 secondi. Il passaggio dall’una all’altra era, inoltre, sempre preannunciato dal protagonista.

Gli spot pubblicitari erano ricchi di “colori”… i colori del consumo. Per la prima volta sulla scena sociale, veniva presentato un nuovo mondo di beni luccicanti e gustosi.

Produzione Pagot Calimero pubblicità per Ava Mira Lanza 1965 vetrofania Collezione Galleria L’IMAGE Alassio (SV)

I detersivi Mira Lanza, di cui era testimonial Calimero, il pulcino nero che aveva bisogno di essere lavato col detersivo Ava per tornare bianco.

Le caffettiere Bialetti, il cui testimonial “omino coi baffi” sembrava essere sinonimo di garanzia per un buon caffè.

I formaggini Milione, rappresentati dalla paffutella Susanna Tutta Panna che interagiva direttamente col pubblico al di là dello schermo.

La nutella pubblicizzata da Jo Condor, l’uccellaccio dispettoso; il caffè Paulista della Lavazza sponsorizzato da Carmencita e Caballero; e molti, molti altri prodotti, rappresentati da altrettanti personaggi indimenticabili.

La fine dello spettacolo era segnata dall’intramontabile frase-icona “Tutti a nanna!”.

Finito il programma, finiva la serata per molti italiani, che andavano a letto col sorriso e con la speranza di incontrare i protagonisti delle storie dei loro spot preferiti nel magico mondo dei sogni.

Autore anonimo, Zoppas Il fuoriserie, circa 1965, offset, foto, 140 x 100 cm. Collezione Galleria L’IMAGE, Alassio (SV)

Da “Tutti a nanna” a “Tutti alla mostra”

Adesso Carosello è il sogno che torna a vivere: fino all’8 dicembre 2019, la Villa dei Capolavori (sede della Fondazione Magnani-Rocca, a Mamiano di Traversetolo presso Parma) rievoca la storia della pubblicità e della televisione italiana attraverso i personaggi-icone di Carosello.

Dopo due anni dalla prima esposizione dedicata alla storia della pubblicità dal 1890 al 1957, la Fondazione approfondisce la sua indagine storica e si arricchisce di schizzi, bozzetti, rodovetri, storyboard e manifesti del periodo d’oro 1957-1977.

Carosello in mostra rivive grazie a una serie di schermi distribuiti nelle sale espositive che propongono una serie di cartoni animati dell’epoca, ai quali si aggiunge l’unicità e l’innovazione degli inserti pubblicitari.

La mostra, a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi, ci porta alla scoperta dei personaggi nati con Carosello: Calimero di Pagot, Re Artù di Marco Biassoni, La Linea di Osvaldo Cavandoli… Fino alle numerose creazioni nate dalla matita di Gino Gavioli.

Tali personaggi hanno saputo integrarsi efficacemente con la cultura di massa della società italiana, divenendo delle vere e proprie “icone”.

Non solo! A completare la mostra, una carrellata delle voci che hanno segnato la storia della musica: da Mina a Frank Sinatra, da Patty Pravo a Ornella Vanoni.

E ancora, una strepitosa rassegna dei grandi attori (Totò, Alberto Sordi, Virna Lisi…), dei grandi registi come Luciano Emmer e dei personaggi tv più popolari, da Mike Bongiorno a Raffaella Carrà.

Non resta che andare “tutti alla mostra”.

Chiara Pompeo

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