Delizie in vetrina

Un tempio del sapore nel salotto di Torino

All’interno di quello che fu lo storico emporio Fratelli Paissa il punto vendita del colosso caseario Biraghi: formaggi, vini e liquori pregiati e persino prelibatezze sarde. Non “solo” un negozio, ma un polo di cultura gastronomica

I prodotti non hanno bisogno di presentazioni, dalla forma “madre” Gran Biraghi alla barretta Biralungo, dai Petali sottili alle fettine Biraghette, dai Biraghini al Grattugiato, sino al Gorgonzola DOP, dolce e cremoso o piccante, “a misura” di gusto e palato.

Quella di Biraghi SpA, 80 anni e 4 generazioni di attività, è una storia imprenditoriale tutta italiana, anzi, piemontese. Parole d’ordine “Territorio, Storia e Persone”. E il profumo della storia si respira forte nel grande punto vendita nel centro di Torino, realizzato nel 2019 nei locali che furono dello storico emporio Fratelli Paissa, in piazza San Carlo.

Uno scenario affascinante e storico per l’incontro fra l’azienda orgoglio del cuneese e il cliente, guidato in un viaggio non virtuale alla riscoperta del sapore e della tradizione

Prodotti tipici e di nicchia, 200 aziende partners, oltre mille prodotti in vendita: con le delizie a marchio Biraghi anche 250 etichette di vini piemontesi, 160 liquori del territorio e un assortimento di birre regionali che a breve supererà le 200 referenze.

C’è anche una selezione di prodotti di Sardegna, frutto di una collaborazione fra Biraghi e la Coldiretti isolana, nata con il progetto Pecorino Etico Solidale. Negozio speciale in contesto di pregio: gli storici locali ex Paissa sono stati restaurati sulla base di un progetto artistico visionato dalla Sovrintendenza.

Le 11 vetrine esterne, datate 1877, arricchite da cartine enogastronomiche a china e elementi di arredo a tema, sono un varco delle delizie. All’interno 200 metri quadrati di area di vendita, arredata in stile e che sa di tradizione. Al piano terra i prodotti sono esposti all’interno di quattro portali a giorno del Cinquecento. Due sale al piano inferiore: una fu l’antica Farmacia Gambarova, tempio delle spezie nel Regno di Sardegna.

Non solo un negozio, ma un polo propulsore di cultura enogastronomica e un luogo di aggregazione: oggi le attività di degustazione, in futuro, grazie ai contatti in corso con prestigiosi musei cittadini (fra gli altri il Museo Nazionale del Cinema di Torino), il negozio potrebbe ospitare spazi espositivi e diventare teatro di eventi e mostre.  Il successo, si sa, è (anche) questione di numeri.

Quelli di Biraghi SpA strizzano l’occhio al futuro: la SpA del settore caseario ha chiuso il 2020 con un fatturato pari a 131 milioni di euro. Altri numeri: 470.000 litri di latte raccolto e lavorato al giorno, per un totale di circa 170 milioni di litri l’anno. 320.000 forme di Gran Biraghi prodotte ogni e circa 200.000 quelle di Gorgonzola DOP.

Si parte da lontano. Porta data 1934 la fondazione dell’azienda a Cavallermaggiore da parte del patron Ferruccio Biraghi. Pochi anni dopo l’azienda piemontese conquistava già le vette del mercato caseario. Negli anni Ottanta la grande svolta industriale, e la trasformazione di un caseificio ancora a forte impronta artigianale in azienda moderna e tecnologica.

Oggi Biraghi SpA è guidata da Bruno e Anna, figli di Ferruccio, e da uno staff manageriale selezionato. I fiori all’occhiello di sempre: legame con il territorio e qualità rigorosa. Nel sito produttivo di Cavallermaggiore un laboratorio analisi monitora e verifica ogni fase del processo produttivo: dal controllo qualitativo del latte alle caratteristiche dei prodotti finiti, dalle composizioni alle caratteristiche microbiologiche dei semilavorati intermedi. Fra le certificazioni blasone UNI EN ISO 9001 e gli standard di Sicurezza Alimentare internazionale IFS e BRC.

Monica Autunno

www.biraghi.it
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