Buon cibo e convivialità a Corvara

Dal Giappone all’Alto Adige per una cucina dell’anima

Simone Cantafio è il nuovo chef dell’hotel La Perla in Alta Badia. Dalla doppia stella Michelin ottenuta a Hokkaido alla casa preziosa della famiglia Costa

Immaginate un baule colmo di meraviglie, da scoprire prima di sedersi alla tavola di uno chef alle prese con una nuova avventura

©Gustav Vileit

È strana la vita. Quella di Simone Cantafio inizia in Calabria, poi si sposta al nord per imparare i segreti di Marchesi e Cracco e da lì vola in Giappone, nell’isola di Hokkaido, dove rimane per 11 anni a guidare il ristorante due stelle Michelin Michel Bras Toyas.

Dal 3 dicembre il giovane chef porta in Alto Adige l’eredità di tanti anni a contatto con la cultura giapponese: il rispetto degli ingredienti selezionati, delle persone che li producono, di chi li lavora in cucina, insieme a sobrietà e armonia.

Simone Cantafio © Stefano Butturini

La nuova patria di Simone Cantafio sulle guglie dolomitiche è La Perla, a Corvara, gioiello della famiglia Costa, che da anni porta avanti con sensibilità e impegno una fondazione che supporta progetti nei paesi più svantaggiati al mondo.

La Perla non si distingue solo per il servizio, di altissimo livello quale si conviene agli affiliati Leading Hotels of the World, ma per lo stile, l’atmosfera e la cura con cui ha disegnato ogni singolo ambiente.

Collezioni di cappelli, bastoni da passeggio, chiavistelli, teiere, taglieri, sottovesti antiche… La Perla recupera la memoria, per se stessa e per i propri ospiti, che coccola nella grande casa montana d’altri tempi.

Le 54 camere racchiudono pezzi d’antiquariato, letti a baldacchino, fiocchi e tessuti originali; ciascuna profuma di tradizione e buon gusto. Il nido ottimale per rilassarsi dopo lo sport; in Alta Badia ci sono infatti 132 km di piste per sci alpino e snowboard, nonché 36 km per lo sci nordico.

La Perla mette a disposizione dei suoi ospiti un centro benessere e una cantina con 30.000 bottiglie, di 3.000 etichette.

Il fiore all’occhiello è indubbiamente la parte gourmet. La Stüa de Michil è la sala diretta da Simone Cantafio, sorta di Wunderkammer in legno con stuben del ‘600. Les Stües è il ristorante di chi sceglie la mezza pensione, formata da una serie di stuben collegate fra loro; la sequenza dei colori delle pareti in legno rallegra, decori e cristalli incorniciano i piatti tipicamente tirolesi.

Barbabietola, origami di mele antiche, anguilla laccata al Kabayaki e salsa bonne femme al sidro locale

Il Bistrot è versatile: dal pranzo italiano allo spuntino, dal tè con pasticcini all’aperitivo, e la sera si trasforma acceso dalla musica, per gustare champagne cocktails, rum pregiati, analcolici alla frutta. L’Murin in inverno è un après ski molto frequentato, con musica a tutto volume e 30 birre artigianali provenienti da mezza Europa.

Dulcis in fundo Ladinia, la locanda dei Costa nel mezzo del vecchio paese, un pezzo di storia, con vista sulla cima del Sassongher; porta in tavola menù alpini con ingredienti della filiera corta e vini altoatesini biodinamici.

La Perla è aperto da dicembre a marzo e da metà giugno a metà settembre.

Luisella Colombo

WEB SITE
error: il contenuto è protetto.