Il sale della felicità si trova in Danimarca

Conosciamo il Læsø Salt, un prodotto di altissima qualità per la gastronomia e il wellness che ha risolto tutti i problemi di un’isola danese        

Il 20 marzo è la Giornata mondiale della Felicità e la Danimarca è da sempre ai vertici della classifica delle nazioni che hanno più fiducia nel futuro

Qualche consiglio su come trasferire la felicità danese nella nostra vita quotidiana   

Quasi sempre lo mettiamo distrattamente a tavola, prima di mangiare. Altre volte è parte integrante della preparazione dei cibi, già sui fornelli.

Ma la stragrande maggioranza di chi lo usa in gastronomia ignora che il sale può anche essere di altissima qualità, destinato a preparazioni gourmet.  

Conosciamo “sua maestà” il Læsø Salt

©Vesterbrofotograferne

Uno dei marchi gourmet di sale più famosi al mondo è Læsø Salt (www.laesoesalt.com), che identifica il sale marino dell’isola danese di Læsø, la cui produzione “a marchio” festeggia quest’anno il trentennio.

Una vera e propria beautytudine per il palato, ma non solo.

Il brand Læsø Salt è stato fondato nel 1991 all’interno di un laboratorio di riqualificazione per l’impiego di giovani disoccupati.

Læsø è una isola che si trova a 19 chilometri al largo della costa nord-orientale della Danimarca nel mar Baltico

Qui il sale era stato prodotto per centinaia di anni fino al 1600, quando la produzione fu vietata perché aveva causato la quasi completa scomparsa della foresta locale.

Dopo una serie di scavi archeologici che hanno riportato alla luce i resti di saline risalenti al Medioevo, il sale di Læsø è tornato protagonista nell’economia dell’isola e oltre a essere impiegato in gastronomia è un ottimo ingrediente per esclusivi trattamenti nel settore wellness. Oggi è infatti possibile concedersi rilassanti trattamenti al sale presso la struttura termale di Læsø Kur.

©Pia Britton

Come si produce il sale di Læsø?

Il sale di Læsø viene prodotto tramite ebollizione, un processo in cui l’acqua di falda salina viene riscaldata in grandi pentole di ferro finché il sale non si cristallizza.

Il prodotto finale è costituito dal sale stesso e da una serie di minerali che contribuiscono a creare il gusto unico che lo rende una spezia gastronomica molto apprezzata.

Læsø ©VisitDenmark
Læsø ©Vesterbrofotograferne

L’acqua di mare intorno all’isola contiene solo il 2% di sale, ma l’acqua sotterranea può contenerne fino al 14%, quindi è possibile mantenere la produzione di sale tramite evaporazione dell’acqua, un metodo che è stato utilizzato fin dal Medioevo ma che nella modernità può essere portato a termine salvaguardando l’ambiente.

L’azienda Læsø Salt acquista la sua legna da ardere localmente e la conserva sulla strada principale tra Vesteroe e Byrum in grandi cataste che si asciugheranno per circa un anno e mezzo prima di essere consegnate alle saline.

Dopo trecento anni di salvaguardia assoluta degli alberi dell’isola, l’equilibrio ambientale che è stato raggiunto permette la raccolta di legna da ardere e trucioli di legno senza mettere in pericolo l’esistenza della foresta.

Lezioni danesi di felicità

Boelgen ©Kenneth Stjernegaard-VisitVejle

La felicità degli abitanti dell’isola di Læsø è senza dubbio invidiabile perché si poggia sull’equilibrio tra sviluppo economico (dato dal turismo e dalla produzione del sale), salvaguardia dell’occupazione locale e conservazione ambientale.

Il 20 marzo la Giornata Mondiale della Felicità 

Di felicità la Danimarca se ne intende e proprio il 20 marzo festeggia da protagonista la Giornata mondiale della felicità.

La Danimarca è infatti ai vertici della classifica dei Paesi più felici al mondo sin dalla sua prima edizione, nel 2012, arrivando al primo posto anche nel 2013 e nel 2016 e al secondo nel 2020, anno che ha visto due città danesi – Aarhus e Copenaghen – nella top 5 delle città più felici.

Cosa rende la Danimarca una nazione felice?

Copenaghen ©Davide Vettore-unsplash

Meik Wiking, direttore dell’Istituto di Ricerca sulla Felicità di Copenaghen, osserva che «la Danimarca si posiziona sempre ai livelli più alti della classifica dei Paesi più felici al mondo per una serie di ragioni, tra queste la capacità di separare il benessere personale da quello economico: in Danimarca la felicità non ha un prezzo, qui la qualità della vita può comunque essere di alto livello».

«Ne sono testimone in prima persona – prosegue il professor Wiking -. Una delle cose che amo fare di più a Copenaghen è nuotare nelle acque limpide e pulite del porto. Mi piace trovarmi con qualche amico dopo il lavoro, fare una nuotata e poi bere una birra insieme. Che io sia ricco o povero, è una cosa che so di poter fare sempre e questo mi rende felice. Anche il grado di fiducia nel prossimo e la percezione di sicurezza di un popolo spiega la maggiore o minore felicità di un Paese rispetto a un altro, infatti la Danimarca è nota per l’alto tasso di fiducia dei suoi abitanti: per esempio, una delle cose che stupisce di più i turisti è l’abitudine dei danesi di lasciare i bambini nel passeggino fuori dai locali mentre bevono un caffè all’interno. Mi sembra che la recente pandemia abbia reso ancora più evidente il legame tra il grado di fiducia e quello di benessere».

©Niclas Jessen

Tre modi per portare la felicità danese nella vita quotidiana

Iniziare a cercare la felicità “made in Denmark” è molto facile. Ecco come.

  • Abbraccia la filosofia della “friluftsliv”, la vita all’aria aperta. Le condizioni atmosferiche non sono mai un ostacolo per immergersi nella natura, con una passeggiata in campagna o una bella pedalata. Un detto danese recita: “Non esiste buono e cattivo tempo, ma solo buono e cattivo equipaggiamento”.
  • Il concetto danese di “hygge” consiste nel trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno. Non dimenticare mai di prendersi un po’ di tempo per pensare a cosa ci rende felici, anche in questa fase di pandemia. Essere felici è una priorità ed ecco uno dei segreti per una vita felice: un pizzico di hygge ogni giorno.
  • Provare a creare un clima di fiducia nella propria comunità o nella propria zona. I danesi amano fare rete, partecipare ad attività di volontariato, fare parte di un gruppo. Camminando per strada, si possono trovare in Danimarca delle bancarelle dove servirsi da soli, pagando frutta e verdura senza il controllo di un negoziante. Tutto questo aumenta il cosiddetto “samfundssind”, sentimento di appartenenza a una comunità, che a sua volta genera fiducia. Bisogna contribuire in prima persona al cambiamento, magari offrendo aiuto al vicinato.

La felicità inizia dalle piccole cose. E dipende da ognuno di noi.

ST

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