Il Miccone conquista Milano

La tradizione culinaria pavese conquista Milano con Miccone in via del Torchio,1 

Caldo porco

Il miccone è una lunga fetta di pane piegata e farcita tipica della tradizione pavese. E la tradizione si estende fino a Milano

Miccone a Milano

In pieno centro a Milano apre un nuovo ristorante: Miccone.

Miccone si trova in via del Torchio, 1 e, dopo la sua prima apertura a Pavia nel 2014, è pronto a conquistare anche la Madonnina.

Per immergersi a pieno nell’antica tradizione culinaria pavese, Miccone offre a tutti gli ospiti assaggi del miccone con le farciture più classiche del territorio come la coppa al Bonarda, il salame di Varzi, la confettura di zucca bertagnina di Dorno e le cipolle di Breme.

Il tutto accompagnato dalle bevande dell’Oltrepò. Dai vini, che confluiscono anche in una particolare ricetta di spritz, alle birre artigianali del birrificio Stüvenagh, ai piedi del castello di Stefanago.

Il sapore della tradizione non passa mai di moda

Miccone nasce a Pavia nel 2014 grazie a Giuseppe Dabbene, giovane imprenditore che decide di dare una nuova vita al bar di famiglia, attivo da tre generazioni.

L’obiettivo è quello di salvare e continuare a fare assaporare l’antica ricetta dell’iconico pane miccone e insieme proporre tutti i prodotti del territorio come farciture.

Dopo un anno trascorso a Londra con un food truck che ha portato i sapori pavesi oltremanica, Dabbene ha deciso di regalare una seconda casa al ristorante Miccone.

Apre così a Milano, in via del Torchio, 1 ristorante Miccone.

A pochi passi da via Torino, in pieno centro, tra locali raffinati e ultra moderni, cibi ricercati e multiculturali, sbarca un po’ di sana tradizione italiana.

Si potranno gustare i micconi più classici e alcune ricette contaminate, unitamente a taglieri di salumi e formaggi, per riscoprire gli antici sapori di un tempo mai passato di moda.

“Il Miccone di Milano è il punto di approdo di anni di sperimentazione a Pavia e all’estero, dove abbiamo esportato il format come street food con lo scopo di valorizzare storia e sapori di un territorio, spesso sconosciuto, che non ha niente da invidiare a altre zone d’Italia più blasonate”.

Così Giuseppe Dabbene, creatore dei ristoranti Miccone, racconta la sua idea imprenditoriale.

Al nuovo Miccone c’è inoltre la caffetteria, attiva soprattutto a colazione, con specialty coffee tostati internamente e abbinati a dolci pavesi. La prelibata “Torta di Miccone 1978”, fatta con latte, gocce di cioccolato e i resti del pane, per ridurre sprechi.

Un salto nella tradizione

Arcobaleno-oltrepadano

Si ma, che cos’è il miccone? Ve lo spieghiamo subito.

Il miccone è un pane bianco di grandi dimensioni composto da acqua (meno del 50%), farina di grano tenero, lievito madre e sale

Le sue origini risalgono al lontano Medioevo, quando pellegrini e mercanti in viaggio sulla antica via del sale che collegava l’Oltrepò a Genova riuscivano a sfamarsi grazie a pane a lunga conservazione. Ingredienti semplici che davano vita a un prodotto fresco che riempiva anche le pance più affamate.

Ma la leggenda più nota lega questo pane al Natale, giorno in cui una enorme forma di miccone con sopra incisa una croce (in omaggio a Gesù bambino) veniva servita in tavola nei monasteri e nelle case dei pavesi.

Il piccolo Gesù infatti, secondo la tradizione, fu salvato da una situazione di pericolo grazie a mercanti ebrei che lo nascosero in un contenitore che conteneva l’impasto per il pane. Il pane riuscì a lievitare, nonostante il lievito fosse un ingrediente sconosciuto alla tradizione ebraica, nascondendo e salvando la vita al bambino.

London calling

Ma torniamo al presente. La preparazione del miccone dura oltre 48 ore e prevede due diverse lievitazioni. Una volta sfornato, il miccone mantiene per settimane la sua fragranza, pronto ad essere gustato in qualsiasi momento della giornata.

Una resistenza da guinness e una dimensione importante, ciascuna forma infatti pesa dai 500 grammi al chilo. Qualità indispensabili, soprattutto nel passato, per sfamare le sempre numerosissime famiglie di contadini, consumatori principali di questo prodotto, che necessitavano di un pane che potesse durare almeno due settimane, mantenendo però intatti morbidezza e sapore.

Ancora oggi il companatico più diffuso è composto da salumi e formaggi provenienti dagli stessi territori e dalle zone limitrofe come la raspadura lodigiana, il gorgonzola o la crescenza, che farciscono un pane d’altri tempi, composto da una crosta dorata e robusta e un morbido bianco ripieno.

Il miccone oggi più famoso è quello prodotto a Stradella (PV). Solo per veri intenditori.

Alessandra Borgonovo

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Miccone
via del Torchio, 1 – Milano - Italy
Orari: lun-dom, dalle 08 alle 24
www.miccone.com
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