Da De Nittis a Morlotti, da Carrà a Fontana

Paesaggi Possibili, in mostra a Lecco

Dal 17 luglio al 21 novembre la rassegna analizza, attraverso 100 opere, come il tema iconografico del paesaggio sia stato interpretato da autori italiani attivi tra Ottocento e Novecento

Palazzo delle Paure – Lecco

 Quel ramo del lago di Como”. È uno degli incipit più famosi nella storia della letteratura, che fa diventare un paesaggio possibile un protagonista vero e proprio delle vicende umane che proprio con lui prendono il via.

Francesco De Sanctis scriveva a proposito “Per lo più nelle descrizioni di scrittori italiani la grande preoccupazione è di trovare l’effetto estetico con tali ingegnose combinazioni di ombre e di luce, con tale lavorio di immaginazione, che si abbia non la veduta ma la “bella veduta”. Non il paese, ma il paesaggio. Qui [ndr: nell’incipit dei Promessi Sposi] la preoccupazione è di rendere accessibili all’immaginazione le figure e le impressioni che naturalmente producono, l’effetto estetico non ci cerca, ma s’incontra.

Lucio Fontana, 196, Ambiente spaziale, 1948

La contemplazione dell’esistenza del paesaggio in spirito manzoniano quale specchio dell’anima non può che essere di casa a Lecco

Dal 17 luglio al 21 novembre 2021, nelle due sedi di Palazzo delle Paure e di Villa Manzoni, si tiene la mostra Paesaggi Possibili. Da De Nittis a Morlotti, da Carrà a Fontana, a cura di Simona Bartolena e prodotta e realizzata da ViDi – Visit Different, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese.

Massimo d’Azeglio, il Piccio, Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Gaetano Previati, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Ennio Morlotti, Lucio Fontana: i grandi maestri italiani vengono idealmente chiamati a tenere una conferenza sul tema iconografico del paesaggio.

Filippo De Pisis, Paesaggio, 1928, olio su cartone, 48,5×38 cm

Simona Bartolena, confermando ancora una volta una indiscussa preparazione artistica unita a una sensibilità intellettuale che la rendono una delle più interessanti curatrici di mostre del momento, si rivela innovativa interprete della critica desanctiana (forse senza neanche volerlo)  nel presentare la rassegna Paesaggi Possibili.

Giuseppe De Nittis, Via di Portici, olio su tela, 19×20 cm

“L’autonomia del paesaggio come genere pittorico è molto recente – spiega nel comunicato ufficiale della mostra – Solo nel XIX secolo, infatti, gli venne riconosciuto un ruolo autonomo: non più paysage historique, non più scenografia per racconti mitologici, religiosi o storici, ma tema a se stante, momento di osservazione del vero dal vero, occasione di sperimentazione tecnica ed espressione poetica”.

Paesaggi Possibili è un racconto che si snoda dalla classicità del paysage historique dei romantici all’indagine del vero dei macchiaioli, per giungere alle visioni divisioniste e alle sperimentazioni delle Avanguardie di inizio Novecento, fino alle soglie del contemporaneo.

“Dalla natura sublime della generazione romantica agli scorci dal vero dei pittori di Barbizon e dei loro numerosi eredi – prosegue Simona Bartolena – l’Ottocento è, in tutta Europa, il secolo in cui il Paesaggio trova se stesso, trasformandosi progressivamente da scenografia per narrazioni bibliche storiche o letterarie, a luogo  del vero, a luogo dell’anima, da spazio collettivo a spazio mentale”.

Telemaco Signorini, Presso l’arno alla Casaccia, 12,5 x 21,2 cm

L’arco temporale coperto da Paesaggi Possibili è così un autentico viaggio che conduce dall’epoca romantica fino al secondo dopoguerra, mettendo in luce i diversi approcci – come mimesi del vero, come luogo dell’immaginazione e del sogno, come simbolo, come proiezione del sé, come concetto spaziale – con cui il rapporto con il paesaggio può rivelare l’istinto emotivo o il concetto spaziale dell’artista  e del visitatore.

Plinio Nomellini, Fantasia marina, olio su cartone, 30,5×41 cm

Il percorso espositivo, quindi, segue il tema iconografico del paesaggio nella sua rapida evoluzione in Italia, in quella progressiva tendenza all’astrazione che dall’Ottocento in avanti l’ha condotto fino alle soglie dell’Informale e oltre e di conseguenza verso la contemporaneità.

Paesaggi Possibili è “un importante appuntamento – dichiara Simona Piazza, assessore alla cultura del Comune di Lecco – che chiude il calendario delle grandi mostre con una rassegna che coinvolge non solo due sedi espositive della nostra città, come Palazzo delle Paure e Villa Manzoni, ma anche opere importanti che trattano il tema iconografico del paesaggio degli autori tra Otto e Novecento”.

All’uscita da Palazzo delle Paure la mostra non termina: lo sguardo corre sul panorama, su quel ramo del lago che racchiude tra seni e golfi il segreto della bellezza del paesaggio.

Quel genius loci che da sempre, in ogni campo dell’arte, viene indagato, cercato, immortalato, idealizzato, eternato: “Monti sorgenti dall’acque ed elevati al cielo […] Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande”.

Elena B. Ornaghi

17 luglio – 21 novembre 2021
PAESAGGI POSSIBILI. Da De Nittis a Morlotti, da Carrà a Fontana
Lecco, Palazzo delle Paure (piazza XX Settembre) 
e Villa Manzoni (via Don Guanella 1) - Italy

Villa Manzoni
lunedì chiuso - martedì, 14-18; mercoledì e giovedì, 10-13; venerdì, sabato e domenica, 10-18
Gli accessi alla mostra saranno regolati in base alle vigenti norme anti Covid-19.

Il biglietto della mostra è acquistabile solo presso Palazzo Paure 
o in prevendita sul sito internet www.vivaticket.com, e comprende anche la visita 
alla seconda sede della mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Villa Manzoni
Informazioni Tel. +39 0341 286729
www.vidicultural.com

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