Seychelles, in Paradiso e ritorno

Un viaggio nel tempo

Per chi ama il mare e la natura

Grazie a nuovi corridoi covid free e a protocolli che garantiscono un viaggio in sicurezza riaprono al turismo internazionale e ai viaggiatori italiani le splendide isole dell’Oceano Indiano, mix di culture millenarie, natura incontaminata, riti e tradizioni, cucina, danze e colori creoli.

Uno scheletro di granito e calcare, un sole che abbaglia 365 giorni l’anno, una storia scritta da esploratori, mercanti e avventurieri, un mix di culture e tradizioni millenarie che sopravvivono intatte, in cucina come nella musica e nella danza, nelle usanze e nella vita quotidiana.

Paradiso è il termine più adatto a indicare le Seychelles, 115 isole sprofondate nell’Oceano Indiano, perla della biodiversità e patrimonio dell’Umanità.

Il lungo periodo delle restrizioni è finito, e dal governo della “giovane” repubblica indipendente arriva la notizia più attesa: i corridoi covid free sono pronti, porte aperte, finalmente, anche ai turisti italiani. In paradiso e ritorno, naturalmente in sicurezza.

Viaggio ammesso con permanenza in strutture ricettive selezionate, per usufruire dei “corridoi” bisognerà necessariamente essere in possesso di Green Pass e massimo 48 ore prima di partire sarà obbligatorio sottoporsi a un tampone antigenico o molecolare con risultato negativo. 

Nessun obbligo di quarantena o isolamento al rientro: anche in questo caso tuttavia occorrerà produrre all’imbarco l’esito negativo di un tampone, e sottoporsi ad un ultimo test in aeroporto.

Misure obbligatorie, ma ne sarà valsa la pena. “Le Seychelles sono felici di accogliere i turisti italiani – così Danielle Di Gianvito Marketing Representative Seychelles Tourism in Italia – Abbiamo lavorato molto, con strutture ricettive, compagnie aeree e tour operator, per sviluppare e preparare l’accoglienza dei turisti internazionali. E finalmente anche di quelli italiani, che tanto hanno sempre amato questa meravigliosa destinazione».

Oggi, come da sempre, visitare le Seychelles significa fare un viaggio in una macchina del tempo che porti indietro di due secoli

Tradizioni risultato di passaggio di popoli e culture sono custodite al Museo Nazionale di Storia delle Seychelles nella capitale, Victoria, dove è possibile perdersi fra suggestivi manufatti, documenti, icone e reperti, ma anche approfondire le conoscenze grazie a nuovissime e tecnologiche postazioni interattive. 

Storia ma anche curiosità, oggetti rituali, simboli e icone religiose. Il museo è di per sé un monumento, in stile coloniale.

Inaugurato nel 1965, ha ospitato la Corte Suprema delle Seychelles, e accoglie i visitatori con un eccezionale monumento omaggio ai secoli di protettorato britannico, la più piccola statua al mondo della regina Vittoria.

Nel corso del viaggio il turista si troverà immerso nella cultura creola, caleidoscopica quanto viva: fra gli isolani risuonano i tamburi moutia della tradizione, i mercatini vendono borse, cappelli in rafia, abiti e copricapo; sono pezzi di storia le acconciature delle donne come i giochi da strada di ragazzi e bambini.

La cucina isolana è un tripudio di sapore e aromi, che si sprigionano, ancora oggi, dal “marmit”, la pentola in ghisa regina di ogni cucina.

Cucina isolana, immancabile il pesce. Sulle rive di Bau Vallon i pescatori si muovono su chiatte di legno. All’attrezzatura “moderna” da pesca si alternano, anche a beneficio dei visitatori, le tradizionali trappole in bambù.

Ad avvisare gli isolani del ritorno dei pescatori dal mare, e del mercato del fresco aperto, il suono della “Lansiv”, singolare richiamo a conchiglia.

Tradizione antica, credenze e rituali a metà fra scienza e culto. Ogni isolano che si rispetti conosce le proprietà benefiche e curative delle piante dell’isola, una vera panacea per dolori, ustioni e infiammazioni.

Monica Autnno

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