La Maison svizzera apre una boutique e una Spa nell’iconico hotel The Carlyle

Valmont, marchio di lusso nel mercato dei prodotti skincare e dei profumi, inaugura al Carlyle di New York la sua prima boutique statunitense. Il famoso hotel 5 stelle ospita anche la Spa della Maison elvetica

Il viaggio nel mondo fatto di arte e beauty della Valmont prosegue alla mostra Alice in Doomedland allestita a Palazzo Bonvicini a Venezia fino al 27 febbraio

La Maison Valmont a New York al piano terra di The Carlyle

Da due storie di eccellenza che si uniscono non può che nascere una partnership di grande successo.

Così, unendo l’expertise cosmetica pluridecennale di Valmont all’ospitalità di alta classe offerta per intere generazioni da The Carlyle Hotel, il risultato è una boutique dove arte, beauty e lusso si fondono a creare un’atmosfera raffinata ed elegante che incanterà chiunque.

La Maison Valmont a New York l’arte incontra la bellezza

Lo spazio all’interno del quale la Maison Valmont venderà i suoi portentosi prodotti di skincare e le sue ammalianti fragranze si trova al piano terra dello storico palazzo del Carlyle, costruito nel 1930 e situato nell’Upper East Side di New York City.

Si tratta della prima boutique monomarca che la Maison svizzera apre negli Stati Uniti. La scelta dell’hotel 5 stelle The Carlyle come sede è stata più che naturale, sia perché entrambi i marchi condividono la stessa clientela esclusiva composta da celebrità, VIP e viaggiatori internazionali, sia perché sono identici i valori nei quali i due brand si riconoscono, come l’autenticità, il lusso e un servizio non solo di alto livello ma tarato sulla persona.

Nella boutique, infatti, oltre all’acquisto dei prodotti sarà possibile ottenere consulenza e consigli dagli esperti Valmont su analisi della pelle personalizzate, beauty routines, trattamenti skincare mirati e straordinari percorsi olfattivi. In aggiunta a ciò, le clienti più fedeli verranno premiate con esperienze interattive davvero uniche e coinvolgenti.

Sophie Vann Guillon, CEO di Valmont, ha bene in mente che tipo di persone frequenteranno la boutique e cosa offrire loro: «La clientela newyorkese è impegnata, esigente e sofisticata. In questa città che non dorme mai vogliamo servire al meglio i nostri clienti locali e internazionali offrendo trattamenti beauty e soluzioni skincare esclusive ed efficaci. La Maison Valmont vuole anche essere un’oasi di bellezza in mezzo alla frenesia della metropoli, un luogo del bello dove le persone potranno sentirsi coccolate, amate e ringiovanite grazie alla nostra scienza e tecnologia cosmetica svizzera».

Sophie Vann Guillon CEO del Gruppo Valmont

La Maison Valmont crede nella bellezza a tutto tondo, non solo quella fisica coltivabile con i giusti prodotti di cosmesi, ma anche quella artistica. “Where Art Meets Beauty” non per niente è il claim del marchio. Ecco perché ogni boutique Valmont è impreziosita da opere d’arte scelte con grande gusto e oculatezza. Quella appena aperta a New York non fa eccezione. Ad abbellire le sue sale sono le creazioni degli artisti contemporanei americani Sol Lewitt, Mark Tobey e Woodrow Nasha.

La scultura di Nash in vetrina nella Maison Valmont di New York

La selezione delle opere è stata fatta da Didier Guillion, che non solo è il Direttore Creativo e il Proprietario del Gruppo Valmont, ma è a sua volta un artista. Sue creazioni sono presenti proprio nella boutique di New York di nuova apertura: sulle pareti campeggiano alcuni artworks della serie Tintswalo presi dalla collezione della Fondation Valmont, la Fondazione per l’arte contemporeanea del Gruppo. Altro tocco di classe sono le lampade personalizzate in vetro di Murano dell’artista veneziano AristideNajean.

Per godere al massimo dello spettacolo artistico offerto dalle opere presenti sono state disposte in una sala alcune comode sedie dove potersi rilassare circondati da stimoli visivi e olfattivi di sicuro impatto per un’esperienza del bello immersiva e completa. Una volta alla settimana è prevista la proiezione di un film che è tra le principali fonti d’ispirazione di Didier Guillon, 2001: Odissea nello spazio (1968, Stanley Kubrick), oltre ad altri contenuti e film ispirati all’arte.

Da ogni angolo della boutique traspare lo spirito e l’art de vivre della famiglia Guillon che ha voluto creare anche a New York un vero e proprio tempio del lusso moderno. La ragione la spiega Didier Guillon: «Mentre il mondo diventa sempre più digitale, volevamo creare uno spazio fisico per mantenere il profondo legame che abbiamo con la nostra clientela. La Maison Valmont è un luogo in cui raccontare la nostra storia e trasmettere il nostro universo a tutti coloro che varcano le nostre porte. Vogliamo che i nostri clienti provino una forte emozione per le nostre creazioni cosmetiche e olfattive e per le nostre fragranze, ma anche per le nostre opere d’arte che rappresentano un elemento centrale nel DNA della marca».

Al terzo piano dell’hotel The Carlyle, accanto al grande parrucchiere di Yves Durif, si trova la Valmont Spa, che comprende 4 esclusive sale per i trattamenti i cui nomi si ispirano ai meravigliosi luoghi delle Résidences Valmont: Verbier, Hydra, Venezia e Barcellona. Sarà facile e rilassante prendersi una pausa dalla frenesia della città per riacquistare giovinezza e bellezza grazie ai prodotti cosmetici all’avanguardia di Valmont. E se si cerca il massimo in termini di anti-aging e benessere, solo nella Spa del Carlyle Hotel si potrà usufruire del protocollo Carlyle Exclusive Treatment di Valmont: 90 minuti durante i quali si verrà coccolati con un trattamento che combina OxyLight per il viso alla maschera rigenerante al collagene firmata Valmont, lasciando la pelle rivitalizzata e luminosa.

Alice in Doomedlan – The Room of Tears di Didier Guillon

Il meraviglioso mondo fatto di Arte e Bellezza che costituisce l’anima della Valmont ha dato vita anche a una mostra allestita a Venezia fino al 27 febbraio all’interno di Palazzo Bonvicini, dove ha sede la Fondation Valmont. Il titolo dell’esibizione è Alice in Doomedland, un chiaro riferimento al capolavoro di Lewis Carroll, e gli artisti esposti sono Didier Guillon, Silvano Rubino, Isao e Stephanie-Blake.

La discesa di Alice nel Paese delle Meraviglie attraverso la celebre tana del coniglio viene reinterpretata in maniera contemporanea come un viaggio introspettivo alla scoperta del proprio sé che però soprattutto in tempo di pandemia assurge a simbolo paradigmatico attraverso cui fare una riflessione collettiva in grado di abbracciare l’intera umanità. Ecco allora le opere ergersi a metafora del desiderio di onnipotenza dell’uomo e delle nefaste conseguenze che questo comporta in termini di creazione di realtà distopiche e inquietanti. Perché, come giustamente ricordano i curatori Luca Berta e Francesca Giubilei, “A volte capita che i sogni (o gli incubi) prendano il posto della realtà”.

Didier Guillon e suo figlio Maxence

A proposito della Fondation Valmont, va ricordata una grande novità: da gennaio 2022 a guidarla in qualità di presidente è Maxence Guillon, primogenito di Didier e Sophie Vann Guillon. La sua sensibilità artistica si è sviluppata stando sin da piccolo a stretto contatto con l’arte attraverso le numerose frequentazioni di mostre e musei. Per questo porterà sicuramente uno sguardo nuovo all’interno della Fondazione, riservando un’attenzione particolare soprattutto agli artisti emergenti e a tutti quei talenti che aspettano solo di essere scoperti.

Beatrice Maria Beretti

www.lamaisonvalmont.com