Alla scoperta della Via Francisca del Lucomagno

Camminare fa bene al corpo e allo spirito

Alla scoperta della Via Francisca del Lucomagno, per un’esperienza turistica e di fede sulle orme degli antichi pellegrini

Un percorso che parte da Lavena Ponte Tresa, sul Lago di Lugano, e arriva a Pavia

Pavia

Camminare non è sempre un atto che coinvolge solo il corpo. Sono molti infatti i Cammini spirituali, nati molti secoli fa, da quelli che portavano in Terra Santa al Cammino che conduceva a Santiago di Compostela.

Si tratta di itinerari che, tramite il sacrificio che comportava percorrere grandi distanze a piedi e affrontare ogni tipo di difficoltà, rappresentavano un’occasione di penitenza ed elevazione dello spirito. Oggi la riscoperta degli antichi Cammini costituisce anche un’occasione di promozione turistica.

Tutti gli appassionati di antichi Cammini conoscono quello per Santiago di Compostela in Spagna e la Via Francigena, che dall’Inghilterra, attraverso la Francia, conduceva a Roma i pellegrini.

La Via Francigena, prima “autostrada” europea

La Via Francigena aveva e ha tuttora una serie di ramificazioni, ognuna delle quali è un’ottima occasione per scoprire località e territori che solo in questi ultimi anni hanno scoperto una possibile vocazione turistica.  

Una delle ramificazioni della Via Francigena che solo di recente ha iniziato un percorso di promozione turistica è la Via Francisca del Lucomagno (www.laviafrancisca.org), il cui tratto italiano, lungo 135 chilometri, va da Lavena Ponte Tresa, suggestiva località varesina che sorge sul lago di Lugano al confine con la Svizzera, fino alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia.

La Via Francisca in Lombardia

Il cammino si sviluppa interamente in Lombardia seguendo le orme di quanti fin dall’anno Mille scendevano dal nord Europa per raggiungere Roma. Il tratto italiano della Via Francisca del Lucomagno segue quello di 375 chilometri che da Costanza passa dal Canton San Gallo, i Grigioni e poi il Canton Ticino. Dopo Pavia, si collega al ramo principale della Via Francigena che conduce a Roma.

Per chi arrivava e arriva dal Centro Europa, la Via Francisca rappresenta una sorta di “snodo” per raggiungere Vercelli e da lì Briançon e Arles, fino a Santiago di Compostela.

Il territorio della Via Francisca

La Via Francisca adesso si snoda in un territorio fortemente urbanizzato, ma che ha saputo conservare elementi capaci di renderla unica e ben riconoscibile: cinque parchi (Argentera, Campo dei Fiori, Medio Olona, Altomilanese e della Valle del Ticino), luoghi di fede come il Sacro Monte di Varese, la Badia di Ganna, il Monastero di Cairate, l’Abbazia di Morimondo e, alla fine, la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, ma anche testimonianze storiche di assoluto valore come il Monastero di Torba e borghi caratteristici come Castiglione Olona.

Il programma di valorizzazione turistica

Pur con tutte le difficoltà sorte durante questo anno particolarmente complesso a causa dell’emergenza sanitaria, tuttavia la Via Francisca del Lucomagno ha visto la sua consacrazione tra gli appassionati, che ne hanno apprezzato il valore naturale, artistico, storico e, naturalmente, anche religioso. 

Nella fitta rete di antichi Cammini che attraversano tutto lo Stivale, il tratto italiano della Via Francisca ha raggiunto il successo tra i “camminanti” grazie al progetto di valorizzazione sviluppato da ben 50 enti, in collaborazione con Regione Lombardia e Provincia di Varese e con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

C’è chi ha percorso tutti i 135 chilometri della Via Francisca, ma anche chi si è fermato dopo solo qualche tappa. I “camminanti” hanno generato nel 2020 per il sistema delle accoglienze e per le attività economiche locali un giro di affari superiore a 250mila euro.

Più di tremila le notti passate nelle oltre quaranta strutture a disposizione, tra ostelli, pensioni e B&B che si trovano lungo il cammino.

«È un segnale importante, soprattutto in un momento di grande difficoltà per tutto il settore turistico – ha rilevato il vicepresidente della Provincia di Varese Alessandro Fagioli -. La Via Francisca del Lucomagno ha avuto nel 2020 il suo decollo definitivo e, dalle testimonianze ricevute da chi l’ha percorsa, abbiamo avuto anche un grande riscontro sia per la qualità del tracciato e dei servizi di accoglienza, sia per la qualità delle informazioni diffuse».

Il lavoro compiuto negli ultimi dodici mesi ha visto la mappatura dell’intero tracciato, il posizionamento di oltre mille segnavia, così da rendere la Via Francisca accessibile anche alle biciclette e alle special bike, la creazione di una rete di accoglienza con più di seicento posti letto, lo sviluppo di un’apposita app e la pubblicazione della Guida Ufficiale, redatta da Marco Giovannelli e Alberto Conte per Terre di Mezzo editore.

«L’impegno è stato molto anche sul fronte della promozione – ha osservato Ferruccio Maruca, del Tavolo di Coordinamento tra gli enti gestori della Via -. Attraverso i social, con le pagine Facebook, Twitter e Instagram, abbiamo fatto conoscere la Via Francisca anche ben al di fuori dei confini regionali e nazionali, con una risposta che è andata oltre ogni aspettativa».

ST