Villa Durazzo Pallavicini. Un gioiello

Alla scoperta di Villa Durazzo Pallavicini

Oggi andiamo a Pegli (Genova – Liguria) per scoprire Villa Durazzo Pallavicini. Un’opera unica in cui la bellezza della natura si unisce alla cultura del nostro paese e alla spiritualità, guidandoci in un percorso indimenticabile.

Villa Durazzo Pallavicini: natura, cultura e spiritualità

Molto più di un parco botanico. Molto più di un percorso nella storia del nostro paese.

Villa Durazzo Pallavicini è una realtà assolutamente unica nel suo genere. Si trova a Pegli e il suo parco si aggiudica il primo posto dei Luoghi del Cuore FAI in Liguria, 37° in Italia

Esteso su 8 ettari dirimpetto al mare, sentieri, laghi, piazzali ed edifici fanno da cornice a un parco botanico che guida i visitatori in un magico labirinto di simbologie esoteriche, allusioni mitologiche e riflessioni letterarie.

Gli architetti Fabio Calvi e Silvana Ghigino, dell’Associazione (ATI) Villa Durazzo Pallavicini a cui il Parco è affidato in concessione, portano avanti dal 2010 opere di restauro e studi che ci riportano allo scopo principale per cui questa opera immensa è stata concepita.

Uno spazio onirico che unisce alle spensierate passeggiate informazioni sul mondo dell’esoterismo e della massoneria.

Tra storia e teatralità

Lago grande credits Gaia Peverati

Realizzato tra il 1840 e il 1846 dal Marchese Ignazio Alessandro Pallavicini su progetto dell’architetto, decoratore e scenografo Michele Canzio, Villa Durazzo Pallavicini è una rappresentazione fedele del loro credo.

Entrambi esoteristi e massoni,  hanno portato la scenografia teatrale all’interno di una ricca e imponente vegetazione.

Infatti, Villa Durazzo Pallavicini ci presenta un racconto in tre Atti, ognuno composto da quattro scene, precedute da un Prologo e un Antefatto, e concluso con un Esodo.

Ogni scenografia è composta da flora, acque, arredi e architetture negli stili più vari. Dal neogotico al neoclassico, all’esotico, chinoiserie e rustico

Una rappresentazione paesaggistica e teatrale che coinvolge a pieno ogni visitatore, che diventa protagonista indiscusso della commedia.

Una commedia in cui si parte alla ricerca del proprio essere, in una sorta di melodramma in cui si incontrano la Natura, la Storia e il Futuro. Personificato dal Paradiso Terrestre dedicato alla dea Flora.

Tre atti di un racconto

Tre atti compongono il racconto scenografico-filosofico di Villa Durazzo Pallavicini, accompagnati da altrettante associazioni vegetali

Il primo atto ci guida in un lungo percorso tra viali e ambientazioni caratterizzate da vegetazioni antitetiche le une alle altre, che richiamano gli ambienti della montagna, dell’Oasi esotica e delle piante da fiore.

In questo tratto si sviluppa il famosissimo Viale delle Camelie, in cui si possono ammirare oltre 150 esemplari di Camellia japonica. Il più vasto e antico “giardino” di camelie di tutta Italia che, fino al mese di aprile, regala l’emozione unica di camminare attraverso un tunnel circondato da corolle.

Il secondo atto, invece, è ambientato in un bosco mediterraneo. Il terzo ci trasporta all’interno di un’ambientazione davvero magica.

Dove esemplari arborei come la grande Canfora e il maestoso Cedro del Libano, che vivono sulla riva del Lago Grande, all’interno della scenografia del Paradiso Empireo, ci faranno sognare.

Nella scena del Paradiso Terrestre poi ci troviamo a fluttuare nei Giardini di Flora di piante da fiore di ogni tipo. Camelie, primule, iberis, salvie, begonie, iri e numerose altre specie che, di stagione in stagione, accolgono i visitatori.

Villa Durazzo Pallavicini non è un semplice parco botanico ma una preziosa e autentica esperienza, capace di arrivare dritta al cuore delle persone

Così la descrive Silvana Ghigino, architetto, paesaggista e direttrice del Parco, di cui si occupa da oltre trent’anni:

“Si tratta di un’opera di straordinaria bellezza che ha la capacità di arrivare al cuore delle persone, siano esse specialisti del settore o semplici amatori. Di questo è dimostrazione il fatto che la nostra organizzazione gestionale è supportata da molti volontari che dedicano gran parte del loro tempo al giardino impegnati in varie mansioni. Inoltre i “misteri esoterici” disseminati nel percorso scenografico-iniziatico sono fonte di interessanti visite filosofiche e spunto per attività di riflessione che si tengono una volta al mese alla Casa delle Tortore”.

Per tutto il 2019 un vasto programma di appuntamenti imperdibili ci aspetta!

Alessandra Borgonovo

Info e visite: Il Parco è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dall’inizio di marzo all’inizio di novembre

 

Nei weekend di luglio e agosto sono previste aperture dei giochi d’acqua dell’Esodo

Fino al 1 aprile è possibile partecipare alla visita guidata “Il camelieto, le sue particolarità e la sua storia” accompagnati dal direttore

È possibile visitare il parco con l’ausilio di audio guida o con guida cartacea o partecipare alle visite guidate di tipo scenografico, botanico o agli Incontri con il Direttore durante i quali si rivive il percorso esoterico-massonico.

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