Lucrezia Kauffmann borse ispirate dall’arte

Lucrezia Kauffmann e fondatrice del suo omonimo marchio LK ci racconta come sono nate le sue inconfondibili borse

Sono le 9.30 del mattino, Milano è nel momento, della giornata, di massimo splendore. I negozi sono ancora chiusi, tutti iniziano a lavorare, e sembra di respirare un’atmosfera calma e tranquilla. Lontana da quella frenetica e caotica. Esco dalla metro di San Babila, imbocco via Matteotti e entro in uno dei caffè che amo di più, il Sant Ambroeus. Mi piace perché sa di Milano fin dal suo nome e lo amo per le sue vetrine invitanti.

Quel giorno proprio in una di quelle vetrine era esposto un dolce a forma di borsa. Azzurrina, con quattro piedini sul fondo e una cerniera sul davanti, in pochi secondi ha catturato la mia attenzione. È stato così che ho incrociato per la prima volta una borsa Lucrezia Kauffmann.

Io, che di borse non ne ho mai abbastanza – come accade a ogni donna -, entro timidamente a scoprire il mondo di LK, Lucrezia Kauffmann.

Lucrezia Kauffmann oltre a essere il nome del brand è il nome della fondatrice che arriva da una famiglia di artigiani del pellame, commercianti e appassionati di arte. Lei però ha scelto un’altra via, quella della moda.

Realizza borse, ma di quelle belle, belle! Con materiali di altissima qualità e con l’idea di farsi ispirare dall’arte per ogni sua collezione.

Candy Memphis
Circus Memphis SS18

Così inizia la sua storia…

La donna che usa LK Bag, porta con sé il necessario ma vuole un oggetto colorato e divertente per essere comunque notata

Arriva da una famiglia di conciatori e commercianti. Come ha vissuto, da bambina, queste due attività?

La pelle è un materiale sicuramente molto affascinante. L’odore della pelle mi accompagna da quando sono piccola. Mi ricordo mio padre quando tornava dai lunghi viaggi in India; sapevo che era tornato a casa dall’odore del pellame che usciva dalla sua valigia e che si diffondeva per tutto l’ambiente.

Londra si può definire la città della svolta? La città che definitivamente l’ha fatta avvicinare all’arte?

Certo, sicuramente la mia esperienza a Londra è stata decisiva per quanto riguarda la mia carriera.

A dire il vero però, sono sempre stata molto curiosa riguardo all’arte e alla sua storia. Mio nonno quando eravamo piccoli, si divertiva a portare me e i miei fratelli a vedere mostre d’arte a Milano.

Per noi era un po’ un gioco, perché alla fine della mostra ci diceva sempre questa frase: “Ora potete scegliere solo un’opera a testa che potete portare a casa”.

Mi ricordo che allora dovevamo stare attenti per tutta la mostra e ricordarci, poi, quello che ci aveva colpito maggiormente.

Cosi anche suo cugino, da cui sono stata ospitata durante il mio soggiorno a Londra, mi ha permesso di approfondire la mia passione per l’arte.

Mio zio è stato direttore di diversi musei a Londra, tra cui anche il mio preferito: “Il Victorian Albert Museum”.

Ogni week end era un’occasione per andare a vedere mostre o esibizioni temporanee, e, in una città come Londra, sempre in fermento, era davvero molto stimolante.

Cosa ha portato l’arte nella sua vita?

L’arte mi regala grande curiosità. Grazie all’arte si riescono a capire molti aspetti nascosti delle varie culture. Ispirarmi all’arte mi permette di unire una mia passione a una mia curiosità, quella di conoscere sempre qualcosa di nuovo.

A quale tecnica artistica si sente più vicina?

Il movimento artistico che mi affascina maggiormente è sicuramente l’impressionismo. A dire il vero, non ho ancora pensato a una collezione ad hoc ispirata a questa corrente. Ma ci sarà sicuramente.

Ricorda come è nata la prima borsa del suo omonimo marchio, Lucrezia Kauffmann?

La shape della mia borsa è nata per caso. Tutto è cominciato quando un’amica di mia mamma mi ha chiesto una borsa su misura per una festa di matrimonio. La borsa aveva tutta un’altra forma e un gusto totalmente diverso da quello che oggi è il brand Lucrezia Kauffmann.

Cosa è successo dopo?

Da quel momento in poi ho deciso di studiare un modello unico. Studiando il modello e la forma sono capitata sul sito del Memphis design e cosi mi sono ispirata per realizzare la prima Candy Memphis, prima capsule collection di LK, Lucrezia Kauffmann.

Le sue borse racchiudono la moda, l’arte e il pellame. Cosa la attrae di più di questi tre mondi?

Il mondo dell’arte è senza dubbio quello che mi attrae maggiormente, è uno stimolo per creare sempre collezioni nuove e diverse. Cerco di rendere l’arte qualcosa di più giocoso e meno istituzionale grazie all’uso del colore e delle texture con le quali trasmetto la corrente artistica a cui mi ispiro.

Le borse per la primavera estate a cosa si ispirano?

L’idea del brand Lucrezia Kauffmann è di presentare le collezioni seguendo l’ispirazione per due stagioni (FW e SS).

Quindi Memphis design viene interpretato prima come Candy Memphis per la FW 2017/18 e come Circus Memphis per la SS18.

La collezione si ispira al mondo del circo. Come nei più bizzarri giochi di equilibrio, sulla borsa si ergono in fila delle piccole palline colorate e degli Swarovski che sfilano attorno alla grossa zip, sempre attente a non rompere l’armonia compositiva della borsa.

Qual è l’ideale di donna che vede camminare per strada con una sua borsa?

La mia borsa la vedo indossata a una donna smart. Non è più necessario uscire con delle borse enormi con dentro di tutto.

La donna che usa LK, Lucrezia Kauffmann, porta con sé il necessario ma vuole un oggetto colorato e divertente per essere comunque notata.

Grazie ai suoi piedini può essere appoggiata anche per terra senza aver paura che si rovini il pellame e nella tasca davanti racchiusa dalla grande zip possono essere inseriti tessere o altro che utilizziamo con più frequenza durante la giornata.

Le sue borse non sono ancora entrate nel commercio italiano (non ci sono rivenditori, ma è possibile acquistare online), perché?

Credo molto nel direct marketing il futuro è sempre più online, inoltre questo mi permette di avere un rapporto diretto con i miei clienti. Capire cosa piace e comunicare in maniera diretta i valori del brand.

Per la collezione autunno-inverno si ispira a Lucio Fontana; che cosa inserisce all’interno delle borse che richiami l’arte del Maestro?

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Ho deciso per questa unica collezione di presentare la borsa monocolore. Scelta dettata dall’essenzialismo dell’artista. L’artista viene ricordato per il suo tratto molto riconoscibile ed essenziale: tela monocolore e un taglio centrale. La galvanica per impreziosire maggiormente la borsa è oro chiaro. Lucio Fontana è riconosciuto anche per la sua attenzione verso la luce, quindi ho pensato che utilizzare una galvanica oro chiaro potesse colpire più l’attenzione e illuminare maggiormente la borsa.

Camilla Catalano

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