Nîmes. L’art de vivre della “Roma francese”

Tutte le strade portano a Nîmes

L’eredità romana della città dell’Occitania dove splende sempre il sole è un fil rouge all’insegna della Bellezza, che ci accompagna fino alla Street Art

A maggio 2021 apre al Museo della Romanità una mostra sul culto imperiale fondato da Ottaviano Augusto

Dall’Arena Anfiteatro, ora luogo di corride, alla sobria architettura in vetro di Norman Foster      

Tutte le strade portano… a Nîmes, la Roma francese, un’affascinante città di circa 150mila abitanti che gode di circa 350 giorni di sole l’anno. E proprio dalla sua eredità romana, la città del dipartimento del Gard, inserito nella regione dell’Occitania, ha deciso di ripartire, pensando già al dopo-pandemia, quando torneremo a viaggiare.

Per gli italiani, visitare Nîmes può essere come respirare aria di casa pur andando all’estero. D’altronde Nîmes è molto vicina. L’aeroporto Montpellier Méditerranée si trova a 35 minuti in auto, il Marseille Provence a un’ora e dieci minuti.  Con il treno, si arriva a Nîmes in un’ora da Marsiglia. L’autostrada da percorrere è l’A54, arrivando dalla Costa Azzurra.

Mancano tre mesi a maggio, quando a Nîmes tutti parleranno del primo imperatore romano, Ottaviano Augusto, la cui memoria nella città occitana è ancora molto presente. E se prenotassimo già il viaggio? 

Musée de la Romanité -©Stephane Ramillon
©ISABELLE LECAUX

L’imperatore romano, un mortale tra gli dei

Dal 13 maggio al 19 settembre 2021, il Musée de la Romanité di Nîmes apre, in collaborazione con il Musée du Louvre, la prima mostra francese interamente dedicata al culto imperiale: “L’empereur romain, un mortel parmi les dieux” (L’imperatore romano, un mortale tra gli dei).

La mostra ripercorre le origini del culto imperiale, una pratica introdotta dal primo imperatore di Roma, Ottaviano Augusto, nel primo secolo avanti Cristo.

Lungo il percorso, i visitatori scopriranno i riferimenti religiosi e mitici che legittimavano il potere dell’imperatore. Punto di incontro tra arte ufficiale, politica e religione, la visita è divisa in due parti.

La prima parte della mostra è dedicata ad Augusto, sotto il cui regno è stato istituito il “culto imperiale”. La seconda parte si concentra sulle diverse forme assunte dal culto imperiale nella Gallia e in particolare a Nîmes. La mostra riunisce 149 opere, 30 delle quali prese in prestito dal Musée du Louvre, 49 le opere appartenenti alle collezioni del Musée de la Romanité, le altre prestate da musei francesi e italiani.

La palma e il coccodrillo

Se il simbolo di Roma è la lupa che allatta Romolo e Remo, il “logo” di Nîmes rappresenta una palma e un coccodrillo, che ricordano la vittoria di Ottaviano Augusto ad Azio nei confronti di Antonio e Cleopatra, a cui poco dopo seguì l’annessione dell’Egitto al nascente Impero Romano.

A Nîmes fu battuta una moneta per celebrare la vittoria. Una faccia rappresenta il profilo dell’imperatore e del figlio adottivo Agrippa, mentre l’altra un coccodrillo incatenato a una palma coronata da un ramo di alloro per simboleggiare la conquista dell’Egitto. Il simbolo è presente ovunque a Nîmes, persino sui chiodi del selciato del centro storico.

L’eredità architettonica romana

Dopo la visita al Museo della Romanità è senza dubbio una buona idea continuare la visita di Nîmes a partire dall’Arena Anfiteatro.

Costruito alla fine del primo secolo dopo Cristo, l’Amphithéâtre di Nîmes è quello meglio conservato e uno dei più grandi. Fu costruito poco dopo il Colosseo e possiede tutte le caratteristiche dell’Età Flavia: facciata suddivisa su due livelli di arcate, attico, pilastri e semicolonne di ordine tuscanico. È l’unico anfiteatro ad aver conservato l’attico. Attualmente l’Amphithéâtre ospita ricostruzioni storiche, concerti, spettacoli, corride e corse camarghesi che, a differenza delle corride, non comprendono l’uccisione dell’animale.

Maison Carrée

La Maison Carrée è invece un tempio costruito nel primo secolo dopo Cristo in onore dei nipoti adottivi di Ottaviano Augusto, Caio e Lucio Cesare, ma dedicato al culto dell’imperatore.

La Maison Carrée, circondata da un porticato ed eretta su una piattaforma, si trovava nel Foro, cuore economico e amministrativo della città antica.

Deve il suo ottimo stato di conservazione all’utilizzo costante fino a oggi, anche come residenza privata, abitazione consolare, scuderia, convento, prefettura, archivio e infine primo Museo di Nîmes dal 1823.

Il cosiddetto Tempio di Diana, che si trova nei Jardins de la Fontaine è il monumento più enigmatico della città. Probabilmente era una biblioteca, con una sala dedicata alle celebrazioni del culto dell’imperatore.

Nei pressi del Tempio di Diana si trova la Tour Magne, unica torre che resta delle mura romane, che erano tra le più grandi della Gallia romana. Oggi il piano superiore è scomparso e la torre si eleva a un’altezza di 32 metri nei “Jardins”.

I Jardins de la Fontaine, estesi per quindici ettari, si trovano vicino alla “Source”, una sorgente attorno alla quale si stabilirono i primi abitanti di Nîmes e che fu poi il nucleo della città romana. Sono stati tra i primi spazi verdi pubblici realizzati in Europa, durante il regno di Luigi XV.

©Z S – Unsplash

Seguendo il fil rouge della presenza romana a Nîmes, troviamo a una ventina di chilometri dal centro il Pont du Gard, l’acquedotto romano di Nîmes. Costruito nel primo secolo dopo Cristo per oltrepassare la valle del Gardon, è lungo 275 m per 48 m di altezza (il più alto dell’Impero Romano), formato da tre livelli di arcate sovrapposti.

Il Castellum Aquae era invece il punto di arrivo dell’acquedotto a Nîmes, dove arrivavano le acque della sorgente di Eure grazie a un acquedotto di 50 km di cui il Pont du Gard resta l’opera principale.

©Dimitry B – Unsplash

Finisce l’Impero Romano e…

Come accaduto in altre città, a partire dalla stessa Roma, anche a Nîmes le vestigia romane rappresentano spesso parte integrante di edifici realizzati successivamente.

Le facciate di numerosi palazzi signorili del sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo secolo conservano ancora oggi i pilastri romani e i capitelli corinzi, ma anche frontoni triangolari e circolari ispirati al Tempio di Diana dei Jardins de la Fontaine.

Nel centro storico di Nîmes si trovano, oltre alle vestigia romane, anche molti palazzi privati protetti in quanto “monumenti storici”, spesso visitabili. Dal 1985 è stata creata una speciale protezione per la parte più antica di Nîmes, circondata dai boulevards, che copre 41 ettari ed è chiamata l’Ecusson.

Tornando alla Maison Carré, c’è un ideale “passaggio di consegne” tra l’eredità romana di Nîmes e la modernità. È rappresentata dal Carré d’Art Jean Bousquet, “tempio” contemporaneo situato di fronte al tempio antico, progettato dall’architetto Norman Foster. L’edificio, dalla sobria facciata in vetro, ospita una biblioteca, un’audioteca, una mediateca e il museo d’arte contemporanea.

Anche la piazza tra la Maison Carré e il Carré d’Art è stata ristrutturata da Norman Foster per definire una sorta di unità architettonica nello spazio tra i due edifici.

A Nîmes sono inoltre visitabili il Museo di Nîmes Antica nel vecchio palazzo vescovile (con una sala dedicata alla tela di Nîmes, il famoso “denim“, il Museo della Cultura del Toro, il Museo di Belle Arti, il Museo di Storia Naturale e il Planetario.

L’Expo de Ouf a Nîmes

Gli orizzonti dell’arte nella bella città occitana non sono limitati e, alla fine di questa cavalcata che copre due millenni, si arriva a Nîmes fino alla Street Art che, con il festival Expo de Ouf anima il quartiere Gambetta.

Dove alloggiare a Nîmes?

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Dove mangiare a Nîmes?

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