CioccolaTò 2026: arriva il Dubai Chocolate e torna Joanne Harris a Torino
Dal 13 al 17 febbraio la kermesse unisce 60 artigiani, business e letteratura: tutti gli appuntamenti
In piazza Vittorio il cioccolato diventa cultura con un’area B2B e focus sul sociale. Scopri le date e le novità in degustazione
CioccolaTò 2026: il salto di qualità
CioccolaTò 2026 non si accontenta più di riempire la piazza. La manifestazione, in programma a Torino da venerdì 13 a martedì 17 febbraio, alza decisamente l’asticella rispetto al passato. L’evento mantiene il suo baricentro storico in Piazza Vittorio Veneto, tuttavia quest’anno la strategia è diversa: trasformare il cioccolato da semplice prodotto dolciario a chiave di lettura culturale. Pertanto, l’organizzazione ha scelto di coinvolgere luoghi istituzionali come il Circolo dei Lettori e i Musei Reali, creando un percorso diffuso che mescola l’assaggio alla riflessione.
I numeri confermano questa espansione. L’area espositiva ospita 60 espositori in oltre 70 stand, coprendo ogni metro disponibile dagli argini del Po a via Po. Un dato interessante riguarda la provenienza: oltre il 45% dei produttori arriva da fuori Torino. Di conseguenza, il pubblico potrà confrontare la scuola piemontese con eccellenze diverse, come il Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica IGP, il Torrone di Bagnara IGP e la raffinata produzione svizzera bean-to-bar di Garçoa.
Cosa mangeremo: dal classico al fenomeno Dubai
Il palato vuole la sua parte, ma anche la curiosità. Accanto ai pilastri della tradizione — Giandujotti, Cremini e le immancabili “bugie” al cacao per il Carnevale — i maestri cioccolatieri hanno osato di più. Infatti, grande attesa c’è per le interpretazioni artigianali del Dubai Chocolate, il fenomeno che ha dominato i social nell’ultimo anno.
Per chi ancora non lo conoscesse, si tratta di una tavoletta spessa caratterizzata da un contrasto unico di consistenze: un guscio di cioccolato (spesso decorato) che racchiude un ripieno di crema al pistacchio mescolata a pasta kataifi tostata (fili di pasta fillo croccanti). A Torino, gli artigiani non si limiteranno a replicare il trend virale, ma ne proporranno versioni d’autore utilizzando pistacchi selezionati e cioccolato di alta qualità, nobilitando quello che è nato come un “snack da TikTok”. Inoltre, per chi cerca l’esclusiva, l’edizione 2026 lancia la “Nuvola” (sia classica che gianduja) e nuove linee gluten free.
Il salotto letterario di CioccolaTò 2026
Il programma trasforma il cacao in un pretesto narrativo, portando a Torino firme di caratura internazionale. Il fulcro di questa operazione è il Circolo dei Lettori, che ospita una rassegna dove il cibo si intreccia con la filosofia e il romanzo. Pertanto, l’agenda degli incontri merita un’attenzione specifica:
- Joanne Harris (14 febbraio, 17:45): l’autrice del best seller Chocolat torna sul “luogo del delitto”. Presenterà L’apprendista del cioccolato, dialogando con Martina Liverani su come un ingrediente possa definire il destino di un personaggio.
- Felicia Kingsley (14 febbraio, 18:30): la scrittrice più letta in Italia nel 2025 incontra il pubblico per Lezioni d’amore. Un appuntamento imperdibile per il target che unisce la passione per il romance a quella per il dolce.
- Nino Haratischwili (15 febbraio, 18:30): dalla Georgia, l’autrice della monumentale saga L’ottava vita racconterà come la “cioccolata calda” attraversi la Grande Storia del Novecento.
- Matteo Nucci (15 febbraio, 16:30): un passo indietro verso l’Antica Grecia per esplorare il legame tra Platone ed Eros, analizzando la passione come motore del pensiero.
Musei, Cinema e Teatro: il cacao diffuso
La manifestazione attiva le istituzioni cittadine per analizzare il cioccolato sotto lenti diverse. Di conseguenza, i palazzi torinesi non faranno solo da cornice, ma diventeranno aule di dibattito.
Al Castello di Rivoli (venerdì 13 e domenica 15), il tour guidato svelerà il rapporto tra i Savoia e il cacao, concludendosi con una Merenda Reale basata su ricette del Settecento. Al Museo Accorsi-Ometto, domenica 15 alle 11:00, si guarderà invece al domani con il talk Il cioccolato del futuro: esperti come Lamberto Gancia discuteranno di cambiamento climatico e sostenibilità delle filiere.
L’arte visiva completa il quadro. Il Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema, proietterà pellicole cult come Grand Budapest Hotel (14 febbraio), mentre la chiusura dell’evento è affidata a un’icona torinese. Martedì 17 febbraio, ai Musei Reali, Arturo Brachetti andrà in scena con Dietro la maschera, collegando la magia del teatro alla capacità del cioccolato di assumere infinite forme.
Business e attenzione al sociale
L’evento matura anche sotto il profilo professionale. Tuttavia, non dimentica la solidarietà. Lunedì 16 e martedì 17 febbraio debutta l’area B2B da Signorvino, pensata per far incontrare i produttori con i buyer internazionali della GDO e dell’HoReCa.
Per il pubblico, invece, l’attenzione si sposta sull’etica. La partnership con Fondazione Paideia prevede che il ricavato (5 euro) di laboratori e degustazioni sia devoluto a sostegno dei bambini con disabilità. Inoltre, l’Area Kids alla scuola San Francesco d’Assisi permetterà ai più piccoli di ottenere il diploma di “Piccolo Maître Chocolatier”, unendo gioco ed educazione alimentare.
Mobilità e Sport: le connessioni
Torino fa sistema. Durante i giorni di CioccolaTò 2026, la città si prepara ad accogliere anche le Frecciarossa Final Eight di basket. Il legame è sancito da una Coppa Italia realizzata interamente in cioccolato, esposta in piazza prima di raggiungere l’Inalpi Arena. Infine, per muoversi tra le varie location, GTT ha personalizzato la metropolitana con grafiche a tema, mentre per i turisti è disponibile il download gratuito del volume pocket Lonely Planet Torino in PDF, offerto per incentivare la scoperta della città oltre i confini del festival.
La Redazione
INFO turismotorino.org



