Nelle Cattedrali Sotterranee di Canelli, patrimonio UNESCO, nascono spumanti dal carattere austero e longevo, ideali per il Capodanno

Le etichette simbolo della maison piemontese. Dal Pinot Nero millesimato alla scelta alcohol free, un percorso tra architettura ipogea e tecnica enologica

C’è un luogo sotto Canelli dove il mondo di superficie scompare: sono le Cantine Storiche Bosca. Qui il tufo non è solo roccia, ma custode di un silenzio necessario. A oltre trenta metri di profondità, infatti, le Cattedrali Sotterranee — Patrimonio UNESCO dal 2014 — creano l’habitat perfetto per il Metodo Classico. I lunghi corridoi a volta respirano insieme al vino, mantenendo una temperatura naturale che non supera mai i 14 gradi. È in questa penombra costante che le bottiglie riposano per anni. Quindi, per le feste, stappare una di queste etichette significa liberare nel calice l’atmosfera unica di quel sottosuolo.

Alta Langa DOCG: l’eleganza rigorosa

Sulla tavola delle feste, dove i sapori si fanno intensi, serve un vino capace di tenere il passo. L’Alta Langa DOCG della Collezione Luigi Bosca risponde con autorevolezza.

Il Rosé, in particolare, è un Pinot Nero in purezza che punta sulla verticalità. I trenta mesi di affinamento sui lieviti scolpiscono un sorso teso e profondo. Al naso emergono sentori di cipria e crosta di pane. In bocca, invece, la bollicina è cremosa ma il finale risulta asciutto. Questo vino è capace di “sgrassare” il palato dopo un piatto importante. È la scelta perfetta per chi ama l’austera eleganza piemontese delle Cantine Bosca.

Mille Notti: la freschezza del Metodo Classico

Se l’Alta Langa rappresenta il rigore, la linea Mille Notti racconta il lato più conviviale. Il nome evoca il lungo sonno delle bottiglie al buio delle gallerie, tuttavia il risultato nel bicchiere è luminoso. Sia nella versione Brut che in quella Rosé, si apprezza un equilibrio giocato sulla freschezza. Le note evolutive lasciano spazio al frutto croccante, come la mela e la pesca bianca. È l’opzione ideale per un aperitivo prolungato o per il brindisi della mezzanotte, quando si cerca un sorso dinamico che invita al riassaggio.

Immagino Zero: la libertà del vino dealcolato

La convivialità contemporanea guarda al benessere e all’inclusività. Bosca, forte di 190 anni di storia e trent’anni di ricerca nel settore no & low alcohol, lancia Immagino Zero Dry. Non si tratta di un semplice succo, ma di un vero vino dealcolato che mantiene l’identità dello spumante.

Grazie a tecnologie avanzate (osmosi e distillazione sottovuoto), l’alcol viene rimosso preservando il profilo sensoriale. Il risultato è un calice giallo paglierino brillante, con un perlage fine. Al naso offre note di agrumi, miele leggero e fiori bianchi, mentre al palato risulta fresco, armonico e piacevolmente asciutto. Inoltre, la produzione è fortemente sostenibile: l’azienda utilizza il 100% di acque di scarto pre-trattate, energia da fonti rinnovabili e bottiglie dal vetro alleggerito. Immagino Zero è la scelta per chi vuole brindare senza compromessi, unendo la libertà di bere analcolico al rispetto per l’ambiente.

Visita alle Cantine Storiche Bosca

Questi spumanti sono il frutto di un dialogo tra uomo e architettura. Le gallerie che si snodano per venti chilometri sotto la Langa non sono un museo statico, ma un laboratorio attivo. Le installazioni luminose che oggi vestono le navate storiche sottolineano proprio questa vitalità.

Angela Rover

Per approfondire è possibile visitare i luoghi dove nascono questi vini prenotando un tour immersivo sul sito www.bosca.it