Fino al 3 maggio 2026, oltre centoventi creazioni dello stilista celebrano un’estetica senza tempo tra i capolavori della galleria milanese

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Un percorso espositivo inedito, curato nei minimi dettagli, dove l’eleganza essenziale di Armani incontra Hayez e Mantegna. Un omaggio a Milano e alla bellezza che trascende le epoche

Fino al 3 maggio 2026 la Pinacoteca di Brera di Milano ospita la mostra Giorgio Armani. Milano, per amore. Mezzo secolo di eleganza e visione raccontato attraverso una selezione di oltre centoventi abiti collocati nelle prestigiose sale della galleria, dove dimorano le opere che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento, in un dialogo e celebrazione di stile davvero unico.

È la prima volta che la Pinacoteca di Brera ospita la moda e non potevamo perderci l’occasione di visitare l’esposizione. La scelta non è casuale e ci parla già sulla carta del legame affettivo del Re della moda con questo luogo, che considerava la sua casa ideale, per vivere e lavorare, epicentro di cultura e vitalità.

Un legame profondo riconosciuto anche dall’Accademia di Belle Arti che, nel 1993, lo onora con il titolo accademico per la coerenza della sua ricerca di stile e il rigore con cui ha saputo unire la funzione alla fantasia dell’invenzione. Un legame che vibra in ogni angolo e che regala emozioni davvero difficili da descrivere a parole.

Entriamo!

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Tanta bellezza inizialmente disorienta. Si perde il punto di vista e la centralità del vero protagonista. In una sala guardi prima l’opera e poi l’abito, nell’altra il contrario. Essendo ancorati a degli schemi e alla razionalità cerchiamo sempre di darci delle regole ma durerà un attimo perché poi si verrà completamente rapiti dalla meraviglia, e comincerà una danza da una sala all’altra, tornando anche dove si è già stati, per cogliere tutte le sfumature possibili e non perdersi nessun dettaglio.

Aiuta decisamente a farlo anche l’allestimento e il gioco di luci, perfettamente studiati. Aspetto spesso trascurato nelle mostre ma di fondamentale importanza. Anche la posa dei manichini è perfetta. Nell’invisibilità e assenza dei corpi si dà sicuramente più centralità all’abito ma tutto evoca comunque un movimento quasi reale, sinuoso ed elegantissimo, come se ci fosse una reale modella ad indossarlo.

Se è vero che uno dei tratti distintivi di Armani è l’essenzialità e minimalismo, dall’altra parte c’è una ricchezza nelle lavorazioni e nei richiami che inebria la vista. E se è vero che la sua tavolozza di colori è prevalentemente neutra, sono poi i quadri, con le mille sfumature, a completare la palette.

Un’eleganza senza eguali che sorprende il visitatore in questo incredibile gioco di contrasti cromatici e materici raccontando, nella selezione proveniente da Armani/Archivio, l’evoluzione della sua attività nel tempo e la trasformazione estetica e culturale dei suoi cinquant’anni di attività, anche se quello che non cambia mai è il suo stile unico e inconfondibile.

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Prendetevi del tempo per soffermarvi su ogni singolo abito, femminile e maschile, e permettete allo sguardo di essere accarezzato dalle stoffe, che è un peccato non poter nemmeno sfiorare.

“Il bacio” di Hayez, “Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti” di Mantegna, “Lo sposalizio della Vergine” di Raffaello e la “Cena in Emmaus” di Caravaggio, sono alcuni dei capolavori che aumenteranno le emozioni della visita e se arte è pittura, scultura e moda, arte è anche scrittura. Chiudere o aprire la visita nella Biblioteca Nazionale Braidense amplificherà ulteriormente le bellissime sensazioni che vi regalerà questo indimenticabile viaggio di stile.

L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare

Giorgio Armani

Michela Brivio

Pinacoteca di Brera – Milano, via Brera 28 - Dal 24 settembre 2025 all’3 maggio 2026 - Dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.15