Un rifugio adults only dove storia, neve e alta cucina si fondono con eleganza

A Burgusio, in Trentino-Alto Adige, l’inverno è un’esperienza da vivere con lentezza. Tra un’antica dépendance, spa panoramica e piatti gourmet. Il lusso ama i silenzi

©Daniel Zangerl©Daniel Zangerl
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C’è una stanza, all’interno dell’Ansitz zum Löwen, che ancora oggi porta il nome di “Sala da Ballo”. Eppure, nessuno vi ha mai danzato: nel Quattrocento, i vescovi-conti di Coira la eleggevano a magazzino e crocevia di affari, un luogo dove stipare fieno e accogliere mercanti. È in questo aneddoto che si riassume l’anima dell’Hotel Weisses Kreuz di Burgusio, in Trentino-Alto Adige: un rifugio alpino per soli adulti dove il lusso non è mai un mero esercizio decorativo, ma la naturale evoluzione di ottocento anni di storia. L’architettura stessa del complesso è un dialogo ininterrotto tra epoche, fondendo la tenuta zum Löwen del 1236, la casa madre di fine Ottocento, l’edificio contemporaneo del 2013 e la recente estensione del Mamesa.

A orchestrare questa sinfonia dell’ospitalità è un trio d’eccezione: Mara Theiner, sommelier e padrona di casa impeccabile, si muove tra la sala e la reception; Marlene, presenza discreta ma fondamentale, accompagna gli ospiti alla scoperta dei segreti della valle; e lo chef Marc Bernhart, anima creativa della proposta gastronomica. Insieme, trasformano il soggiorno in un’esperienza su misura, dalla lentezza della prima colazione fino all’ultima coccola in Spa.

Il fascino sospeso dell’Ansitz zum Löwen

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A pochi passi dal corpo centrale, la dépendance Ansitz zum Löwen è un capolavoro di restauro tutelato dalle Belle Arti. Il suo nucleo originario, il Pfisterhaus, risale al XIII secolo, mentre l’aggiunta padronale è di matrice quattrocentesca. Nelle sue nove suite, ognuna espressione di un’epoca diversa, l’attenzione al dettaglio è assoluta: ci si imbatte in un soffitto intagliato a mano, un bagno ricavato in un antico affumicatoio o un chiavistello che sussurra storie centenarie. Il design gioca sui contrasti, accostando il calore del legno di cembro secolare, gli affreschi originali e i maestosi soffitti a cassettoni all’essenzialità dei bagni moderni, del cemento a vista, dell’intonaco grezzo e del vetro. Al piano terra, un intimo caffè di paese accoglie anche i non residenti, restituendo all’edificio la sua antica vocazione di punto d’incontro per gli abitanti di Burgusio.

Aura Mea Spa: l’estetica del benessere e del silenzio

Il fulcro del relax è l’Aura Mea Spa, un santuario di 1.300 metri quadrati, premiato con 94 punti nella Falstaff Spa Guide e due gigli (16 punti) nella Relax Guide. L’acqua della piscina infinity di 20 metri sembra tuffarsi verso le cime innevate, affiancata da un idromassaggio panoramico all’aperto e da un percorso che include sauna al cirmolo, biosauna e sauna in abete. Dalle sale relax lo sguardo scivola dal Piz Lun al massiccio dell’Ortles, perdendosi fino ai vigneti dell’Abbazia di Monte Maria.

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La Silence Lounge, riservata agli adulti, è dominata da un’antica parete in legno recuperata da una fattoria locale e offre uno spazio di pura contemplazione tra luce di candela e lettini ad acqua riscaldati, mentre il giardino d’inverno invita all’ozio dietro ampie vetrate. Per le coppie, la Private Spa declina l’arte dell’intimità con percorsi come il “Wellness da sogno” (peeling, bagno, massaggio accompagnati da prosecco e frutta) o il romantico “Batticuore” (bagno di coppia, massaggio e cabina a infrarossi condivisa). Il benessere prosegue nell’area fitness Technogym e nella sala yoga, con lezioni settimanali (Hatha, Ashtanga, Flow e Vinyasa) guidate dall’esperta Annalisa e periodici ritiri (Re)Treat Yorself di quattro giorni.

Mamesa: alta gastronomia tra radici e avanguardia

L’eccellenza culinaria del Weisses Kreuz è certificata: il ristorante fine dining Mamesa ha conquistato 4 cappelli e 18 punti Gault Millau Südtirol 2026, oltre a 94 punti Falstaff. Con soli sei tavoli a disposizione in un ex fienile affacciato sulla valle, la cucina dello chef Bernhart è un atto d’amore verso il territorio alpino, contaminato da eleganti tecniche francesi e suggestioni asiatiche.

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Salmerino ©Daniel ZangerlSalmerino ©Daniel Zangerl

Il rigore etico è assoluto: la carne Wagyu proviene dall’allevamento della famiglia, allevata al pascolo d’estate e a stabulazione libera d’inverno, e viene lavorata secondo la filosofia nose to tail, azzerando gli sprechi. Al suo fianco, il pastry chef Kay Baumgardt ridefinisce la pasticceria eliminando lo zucchero bianco a favore delle dolcezze naturali delle materie prime. Da non perdere la Kitchen Party del 29 novembre 2026: un evento esclusivo con chef internazionali, vini rari e un approccio culinario fuori dagli schemi che promette di non fermarsi al dessert.

L’inverno fuori dalla porta: neve e tradizione

Chi cerca un inverno lontano dal clamore trova qui la sua dimensione ideale. Le giornate trascorrono esplorando silenzi d’alta quota con le ciaspole verso la Croce del Watles o sull’altopiano della Roia, un piccolo paradiso selvaggio a duemila metri di quota.

Escursioni come le due ore e mezza di cammino attraverso il misterioso Zerzertal fino alla Baita Brugger si concludono immancabilmente accanto al fuoco – un rito che da queste parti chiamano inkäntn – condividendo un tè caldo dal thermos. Non mancano le discese lungo i quattro chilometri della pista naturale da slittino del Watles, tanto amata dalla famiglia Theiner, o la rilassante passeggiata di un’ora nella mistica Val di Mazia verso la Matscher Alm, dove ci si premia con un autentico Kaiserschmarrn prima della discesa in slittino.

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La montagna in movimento

Per chi predilige lo sci, i 18 chilometri di piste del Watles distano appena dieci minuti, mentre lo skipass Skiarena Val Venosta riunisce cinque comprensori (Schöneben-Belpiano, Malga San Valentino-Haideralm, Watles, Trafoi e Solda all’Ortles) per un totale di 150 chilometri di tracciati e 36 impianti di risalita.

Gli appassionati di sci alpinismo trovano terreno d’elezione verso Cima Pian del Lago, Monte dei Vitelli e Piz Sesvenna, mentre i fondisti possono esplorare i 232 chilometri del circuito transfrontaliero nordic³ (tra Trentino-Alto Adige, l’austriaca Nauders e la svizzera Val Monastero). Il pattinaggio su ghiaccio trova la sua massima espressione scenografica sul lago di San Valentino o su quello di Resia, all’ombra del celebre campanile sommerso. E per un pomeriggio diverso, la storica Vinschgerbahn porta comodamente in treno a Merano, per un aperitivo baciato dal sole invernale tra i portici della Laubengasse.

Ogni esplorazione è facilitata dalla VenostaCard, inclusa nel soggiorno, che garantisce l’uso gratuito dei trasporti pubblici e degli skibus in tutto il Trentino-Alto Adige, oltre a una visita guidata invernale a Glorenza e un corso base di sci di fondo a tariffa agevolata. A completare il quadro, le premure dell’hotel, che mette a disposizione gratuitamente lo shuttle per gli impianti, il noleggio ciaspole e le mappe dei sentieri.

La Redazione

Taccuino di viaggio: la magia dell’Avvento

  • Glorenza (6-8 dicembre 2026): la città murata più piccola d’Italia ospita un mercatino incantato sotto i portici medievali, tra fiaccole, cori e bande d’ottoni. Sosta d’obbligo al ristorante Flurin, incastonato in una torre del Duecento, dove lo chef Thomas Ortler firma menu stagionali basati su ingredienti locali.
  • Silandro (12-13 dicembre 2026): un mercatino di Natale intimo e suggestivo nel cuore pedonale del paese.
  • Come arrivare: in auto dall’A22 fino a Bolzano, proseguendo sulla superstrada per Merano in direzione Val Venosta e Passo Resia fino a Burgusio. In treno, la stazione di riferimento è Malles, servita dal Citybus 274 per Burgusio (mentre la linea 273 collega Malles, Resia e Nauders).

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