Torino svelata: un viaggio nell’eleganza
Arte, storia e mistero: Torino si racconta tra mostre e bunker segreti. E celebra l’amore con le esperienze esclusive del Turin Palace Hotel

La prima Capitale d’Italia si riscopre in questo periodo tra i fasti di Casa Savoia e l’avanguardia delle OGR. Un itinerario di stile che unisce il brivido di Torino Sotterranea al comfort delle suite che hanno appena accolto l’élite della letteratura francese
Torino non si concede al primo sguardo: va conquistata passo dopo passo. La città sabauda accoglie i viaggiatori con un’eleganza rigorosa che nasconde, dietro le geometrie perfette dei suoi viali, un’anima profondamente godereccia e misteriosa. Pertanto, questo è il momento ideale per scoprire la prima Capitale d’Italia, un luogo dove la storia dialoga con il futuro tra saloni del gusto, arte visionaria e suite d’autore. Dimenticate la frenesia: qui il tempo è un concetto relativo, dilatato dalla bellezza dei 18 chilometri di portici e scandito dal rito del savoir vivre.
Il palcoscenico della città: Cioccolato, Vermouth e Vino
In questa stagione, l’austerità regale di Torino lascia spazio al piacere dei sensi. La città diventa un teatro a cielo aperto dove protagonisti sono i sapori forti e decisi che ne hanno fatto la storia.

- CioccolaTò (dal 13 al 17 del mese): Piazza Vittorio Veneto, una delle piazze più grandi d’Europa, si trasforma nel tempio del “Cibo degli Dèi”. Non è una semplice fiera, ma una celebrazione della maestria dei maîtres chocolatiers piemontesi che hanno inventato il gianduiotto.
- Salone del Vermouth (21 e 22): al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano si festeggia un compleanno importante. Sono passati 240 anni da quando, nel 1786, Antonio Benedetto Carpano creò la miscela di vino e spezie che ha cambiato per sempre il concetto di aperitivo nel mondo.
- Salone del Vino (dal 28 al 2 marzo): il mese si chiude con un omaggio ai grandi vitigni piemontesi, unendo produttori di nicchia ed etichette storiche in un percorso di degustazione diffuso.
Tuttavia, Torino non è solo gusto. È architettura che toglie il fiato. Basta alzare lo sguardo verso i palazzi del potere, oggi Patrimonio Unesco, per capire l’ambizione di Casa Savoia. Da Palazzo Reale a Palazzo Madama, fino alla Villa della Regina in collina, tutto parla di una grandezza europea. E proprio qui, nel cuore della città, il Museo Egizio — secondo solo a quello del Cairo — offre un viaggio millenario che, dopo il recente restauro, si sviluppa su cinque piani di pura meraviglia.
Visioni e abissi: dalla Mole alle viscere della terra
Se la superficie incanta, è scavando nel profondo — o guardando verso l’infinito — che Torino svela la sua doppia anima. Il Museo Nazionale del Cinema, ospitato nell’iconica Mole Antonelliana, non è solo un tempio della settima arte, ma un luogo di sperimentazione e memoria.
L’evento culturale da non perdere è la mostra “PAZZA IDEA. Oltre il ’68: icone pop nelle fotografie di Angelo Frontoni”. Si tratta di un viaggio visivo seducente attraverso l’obiettivo del “fotografo delle dive”, colui che ha saputo immortalare il passaggio epocale dalla Dolce Vita alla ribellione estetica degli anni Settanta. In esposizione, scatti iconici che raccontano i protagonisti della musica, del cinema e della moda che hanno ridisegnato l’immaginario collettivo italiano, trasformando la trasgressione in stile. Accanto a questo tuffo nel passato pop, la programmazione spazia dai “Manifesti d’Artista” (fino al 22 del mese), che celebrano l’epoca d’oro della promozione pittorica, alle esperienze immersive della realtà virtuale, capaci di ridefinire il ruolo dello spettatore.
Spostandosi verso corso Castelfidardo, le OGR – Officine Grandi Riparazioni rappresentano la rinascita industriale della città. Dove un tempo si riparavano i treni, oggi corre l’arte contemporanea. Le navate di mattoni rossi ospitano mostre come Electric Dreams, un’indagine sul rapporto tra uomo e tecnologia che proietta il visitatore in una dimensione quasi onirica.
Ma c’è un’altra città, buia e silenziosa, che vive 15 metri sotto i piedi dei passanti. Per esplorarla bisogna affidarsi all’agenzia Somewhere, l’unica capace di aprire le porte del mistero con il tour Torino Sotterranea®. Si scende così nel ventre della storia:
- Museo Pietro Micca: si percorrono le gallerie di contromina del 1706, rivivendo l’eroico sacrificio che salvò la città dall’assedio francese.
- Le Ghiacciaie: sotto il mercato di Porta Palazzo si celano immense cattedrali di mattoni, usate nei secoli scorsi per conservare il ghiaccio, che appaiono oggi come luoghi di culto dimenticati.
- Le Carceri e gli infernotti: è qui che il brivido si fa reale. In questi spazi angusti e segreti, recenti scavi hanno riportato alla luce un rifugio antiaereo, probabile presidio nazista. Un luogo che racconta intrighi e sofferenze di un passato che, laggiù, sembra ancora presente e palpabile.
L’arte dell’ospitalità: il Turin Palace Hotel
Dopo aver esplorato le vette del cinema e gli abissi della storia, il riposo deve essere all’altezza dell’esperienza. Il Turin Palace Hotel, situato al civico 8 di via Sacchi proprio di fronte alla stazione di Porta Nuova, è molto più di un albergo. È un’istituzione. Costruito nel 1872, questo palazzo ha visto passare la storia: nelle sue stanze hanno soggiornato leggende come Guglielmo Marconi, Arturo Toscanini, Maria Callas e, in tempi più recenti, icone pop come David Bowie, Madonna e Mick Jagger.
Riaperto nel 2015 dopo un restauro meticoloso curato dalla famiglia Marzot e Reale Immobili, l’hotel ha saputo mantenere intatta la sua anima storica fondendola con un comfort contemporaneo. Un prestigio confermato proprio in questi giorni, quando le sue sale hanno ospitato la cena di gala di Francesissimo, il festival dedicato alla letteratura e alla cultura d’oltralpe. Un evento d’eccezione che ha visto la partecipazione di Boualem Sansal, per la prima volta in Italia dopo la scarcerazione, accanto a giganti come Daniel Pennac e nuove voci del calibro di Jean-Baptiste Andrea e Adelaïde de Clermont-Tonnerre. Il Turin Palace si conferma così non solo un luogo di soggiorno, ma un crocevia culturale dove l’eleganza sabauda incontra il respiro internazionale.
San Valentino: quando i piccoli gesti diventano grandi ricordi
Ma c’è un motivo in più per varcare questa soglia a metà mese. Per rendere indimenticabile la Festa degli innamorati, il Turin Palace Hotel propone tre esperienze immersive, prenotabili anche singolarmente, che trasformano il soggiorno in un viaggio sentimentale.
- Un’accoglienza romantica: per chi desidera che la notte di San Valentino faccia della coccola la sua ispirazione, l’hotel propone un soggiorno in una delle sue stanze più suggestive. Ad attendere la coppia è un allestimento speciale con petali di rosa e una bottiglia di prosecco, pensati per sorprendere con discrezione fin dal primo istante.
- La cena di San Valentino: una serata dedicata alla complicità. Lo Chef Beppe Lisciotto declina l’amore con un menù speciale, studiato per una cena intima ed elegante, completato da una degustazione di vini selezionati per esaltare ogni portata.
- Il Rituale in Spa: un momento di benessere “a due” per riconnettersi. Il rituale prevede un massaggio rilassante e sensoriale, arricchito da profumazioni emozionali e da una dolce degustazione finale. A completare l’esperienza, l’accesso agli spazi benessere della Spa per un’ulteriore ora.
Per informazioni e prenotazioni: info@turinpalacehotel.it
Il rito del gusto: Les Petites Madeleines

Anche oltre San Valentino, il ristorante dell’hotel, Les Petites Madeleines, resta una destinazione gastronomica d’eccellenza. Il nome, omaggio a Marcel Proust, è una dichiarazione d’intenti: qui il cibo serve a risvegliare la memoria. Alla guida della brigata c’è l’Executive Chef Giuseppe Lisciotto, classe 1992, un talento torinese che ha affinato la tecnica a Londra prima di tornare a casa. La sua cucina segue una filosofia rigorosa:


- Il tempo come ingrediente: nessuna fretta. Piatti come lo Spaghettone dell’Antico Pastificio Fabbri richiedono attesa, trasformando il pasto in un rito lento.
- Il vegetale al centro: le verdure non sono mai un contorno, ma protagoniste trattate con la stessa dignità di un taglio pregiato.
- Tradizione ed evoluzione: il menù è un dialogo costante tra i grandi classici piemontesi, come il Raviolo del Plin o il vitello tonnato, e influenze internazionali, serviti in un ambiente che ricorda i bistrot parigini, tra boiserie e velluti.
Benessere alpino e panorami urbani
Per chi cerca un’oasi di pace dopo le lunghe camminate, la Spa del Turin Palace è un rifugio segreto. L’approccio al benessere qui è legato al territorio: la struttura ha scelto la linea Eau d’Altitude Dolomitic Water, premiata per la sua innovazione eco-friendly. I trattamenti sfruttano i principi attivi dell’acqua della Fonte di San Martino e del porfido dolomitico per detossinare e rigenerare la pelle, offrendo un’esperienza sensoriale che porta la purezza della montagna nel cuore della città.

La giornata perfetta a Torino non può che concludersi in alto. La Terrazza dell’hotel offre 500 metri quadrati di meraviglia sospesa. Da qui, lo sguardo abbraccia l’intera città: dalla Mole Antonelliana alla collina di Superga, fino all’arco alpino che protegge Torino.

Torino è un racconto infinito
Soggiornare a Torino significa immergersi in un racconto continuo. Significa fare colazione nei caffè storici come Baratti & Milano o Mulassano (dove è nato il tramezzino), pranzare al tavolo che fu di Cavour al ristorante Del Cambio in Piazza Carignano, e perdersi davanti ai capolavori di Spranger e del Beato Angelico ai Musei Reali (mostra in corso fino al 3 maggio). Significa scoprire che dietro l’apparente rigore sabaudo c’è un cuore che batte forte, fatto di passione per l’arte, culto del cibo e un’ospitalità che sa far sentire ogni viaggiatore un re. Di conseguenza, non resta che prenotare: Torino vi aspetta per svelarvi i suoi segreti, uno alla volta.
Valentina Avogadro























