Venezia 2026, il nuovo Danieli conquista la Mostra
Lusso firmato Four Seasons per l’indirizzo più esclusivo della Laguna
Riaperto a luglio, il capolavoro gotico rinasce con l’eleganza Four Seasons. Tra design d’autore e alta cucina, l’hotel diventa il rifugio prediletto delle star del Lido
Venezia, fine agosto. L’aria lagunare profuma di salsedine e glamour mentre il Lido si accende per la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Tra motoscafi in mogano lucido che fendono le acque e star hollywoodiane che sfilano sul red carpet, quest’anno il palcoscenico più ambito si estende ben oltre il Palazzo del Cinema. A pochi colpi di remo, sulla Riva degli Schiavoni, l’hôtellerie di lusso ha già celebrato il suo debutto stagionale: l’iconico gioiello veneziano affronta ora i riflettori internazionali nella sua nuova veste di Danieli, Venezia, A Four Seasons Hotel.
La kermesse ha sempre richiesto una scenografia all’altezza dei suoi protagonisti. In questa edizione, dove la cinematografia d’autore incontra le grandi produzioni tra proiezioni esclusive e party blindati nei palazzi storici, il nuovo Danieli, forte del suo recente e impeccabile rodaggio estivo, si consolida come l’indirizzo d’elezione per una fuga dalla mondanità. L’hotel si trasforma in un’estensione narrativa della città, un set privato dove la grandiosità della Serenissima si esprime in modo inedito.
Un’alchimia tra gotico e lusso contemporaneo
Costruito nel 1471 come residenza della dinastia Dandolo, questo capolavoro dell’architettura gotica, unito a Palazzo Casa Nuova, inaugura un’era di eleganza senza tempo. Una rinascita resa possibile dalla solida partnership con il Gruppo Statuto e dalla visione dell’interior designer Pierre-Yves Rochon. Come sottolinea Christian Zandonella, General Manager della struttura: «Siamo lieti di accogliere nuovamente gli ospiti in uno degli indirizzi più iconici, dove lo straordinario patrimonio dell’hotel viene reimmaginato attraverso la leggendaria ospitalità di Four Seasons».
L’impatto visivo, varcando la soglia, è magistrale. La hall accoglie i viaggiatori con soffitti dorati restaurati a mano, dove motivi a quadrifoglio danzano su uno sfondo azzurro polvere che richiama le acque della laguna. Colonne millenarie, pietre intagliate e il monumentale scalone sono tornati al loro splendore primigenio grazie alla dedizione certosina degli artigiani locali. Gli spazi sono stati riletti attraverso una palette sofisticata che ruba i colori all’anima della città: verdi celadon, azzurri sussurrati, terracotta, ocra e rosa cipria fanno eco ai marmi e agli intonaci storici. La luce naturale, amplificata da specchi veneziani antichi, si riflette sui pavimenti in terrazzo e sulle trasparenze del vetro di Murano, mentre i preziosi tessuti Rubelli su misura dialogano con una ricercata collezione d’arte. Intagli, stampe e oggetti decorativi ispirati allo spirito del Grand Tour trasformano gli ambienti in una dimora aristocratica dal respiro internazionale.
Un sipario aperto sulla Laguna

L’hotel accoglie oggi i suoi ospiti in 120 sistemazioni (destinate a diventare 168 con il completamento del restauro di Palazzo Danieli Excelsior previsto per il 2027), dove le ampie Junior e One-Bedroom Suite offrono layout flessibili. Soggiornare qui durante i giorni concitati del Festival significa immergersi in un’oasi di comfort assoluto, dove la storicità del luogo sposa un’innovazione invisibile.
La domotica scompare elegantemente dietro composizioni d’arte curatissime: una media wall su misura cela gli schermi, mentre luci personalizzabili, tende automatizzate e un intuitivo sistema di controllo climatico permettono di plasmare l’ambiente sui propri desideri. Il vero colpo di teatro si compie all’apertura dei tendaggi, che si spalancano come un sipario teatrale rivelando l’inconfondibile profilo di San Giorgio Maggiore o gli scorci segreti sui tetti in coccio.
Terrazza Danieli: la messa in scena del gusto

Quando il tramonto cede il passo alle première serali, il rito dell’aperitivo italiano trova la sua massima espressione sul rooftop. Completamente reimmaginato, ha abbandonato i vecchi legni scuri in favore di toni pastello, sfumature dorate e superfici a specchio che catturano ogni raggio di luce. L’ambiente dialoga armoniosamente con i caldi toni terracotta della facciata storica esterna, confermandosi crocevia d’elezione per cineasti e viaggiatori esigenti.
In questa cornice panoramica, l’Executive Chef Adriano Rausa firma un’interpretazione magistrale della cucina italiana con accenti fortemente legati al territorio. Esaltando materie prime stagionali e rapporti consolidati con i produttori locali, l’esperienza gastronomica raggiunge l’apice con i piatti signature rifiniti direttamente al tavolo. Un tocco di raffinata spettacolarità che trasforma ogni cena in una vera e propria performance, accompagnata da cocktail classici reinterpretati in chiave contemporanea.
Il prossimo capitolo
Mentre la Mostra consacra i nuovi capolavori della Settima Arte, la collezione italiana Four Seasons si arricchisce del suo quarto gioiello, affiancando Milano, Firenze e Taormina. «Inauguriamo un nuovo capitolo nella storia di questo celebre Palazzo», afferma Rainer Stampfer, President, Global Operations. Un percorso che culminerà nella seconda metà del 2026 con l’attesa apertura della Danieli Spa: un intimo tempio del benessere dotato di tre sale trattamenti – inclusa una dedicata alle esperienze di coppia – hammam e sauna. Un ritorno all’eleganza assoluta, dove la storia secolare e la magia della cinepresa si fondono in un’unica, ineccepibile inquadratura.
Valentina Avogadro







