Da Leonardo a Caravaggio: le meraviglie a Mantova
A Palazzo Te, la mostra Inventare la Natura indaga il legame tra uomo e cosmo. Da Leonardo a Caravaggio, un raffinato percorso espositivo tra arte, scienza e meraviglia
Come nel piccolo si trova il meraviglioso
Ecco uno dei temi della mostra Inventare la Natura-Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio in scena nella spettacolare cornice di Palazzo Te a Mantova, fino al 10 gennaio 2027.
Un’esposizione che ci coinvolge in prima persona, perché, sottolinea il sindaco Andrea Murari,“questi sono anni in cui è diventato cruciale modificare radicalmente il modo d’intendere il rapporto tra l’uomo e l’ambiente circostante, per evitare danni irreversibili ”.
Il Cinquecento coincide con il momento in cui l’uomo si stacca dalla natura, considerandola “altro dall’umano”, dichiara Stefano Baia Curioni, direttore di Fondazione Palazzo Te.

IL risultato è una mostra di grande fascino, mai noiosa, dove la natura diventa oggetto d’indagine e di studio nella speranza di allontanarne la paura, mentre l’arte si coniuga con lo stupore, il grandioso, l’assurdo e la meraviglia.
Un applauso ai curatori, Barbara Furlotti e Guido Rebecchini, per la loro raffinata scelta delle opere in mostra, provenienti dai musei di tutta Europa. Di sala in sala sfilano opere di grandi artisti, quali Arcimboldo, Leonardo da Vinci, i Carracci e Caravaggio, per fare qualche nome, insieme a sculture, oggetti preziosi, materiali esotici, fino ad arrivare agli automi.
Il percorso espositivo, che include la camera dei Giganti, comprende sette sezioni. Ogni sala strappa un oh di meraviglia.
Nella camera degli stucchi ad affascinarci è la potenza creatrice della natura, rappresentata da due statue di grande impatto scenografico. La spettacolare Diana Efesia, II sec d.c, dal busto costellato di sacchetti enigmatici a forma di seni per le offerte dei fedeli, mentre di fronte spicca la Dea Natura in marmo bianco con i numerosi seni fonte di nutrimento, realizzata da Niccolò Tribolo nel 1528 e giunta qui dal Castello di Fantainebleau.

Al creare segue il distruggere. A rendere l’idea entra in scena Leonardo da Vinci, che immagina una tempesta causata da una spietata divinità dalle guance rigonfie d’aria, mentre Jacopo da Ponte (1576) ci presenta il diluvio universale.

Riprodurre porta in scena i tentativi degli artisti del Cinquecento di riprodurre con precisione scientifica le forme naturali. Ed ecco apparire rane, lucertole, serpenti, conchiglie pesci, granceole, rospi in ceramica e bronzo, ma anche le meraviglie in argento riprese dalla natura, create da Wenzel Jamnitzer, orefice scienziato. Conoscere ci parla degli artisti dediti al disegno di piante e fiori, insetti, uccelli e pesci per illustrare dettagli difficili da descrivere a parole. Le opere a metà Cinquecento circolavano tra i naturalisti di tutta Europa, come strumenti di conoscenza da condividere.L’appuntamento da non perdere era al banco del pesce alla scoperta del mondo sottomarino.

Olio su tavola, 36×24 cm – Cremona, Museo Civico Ala Ponzone @Archivio Pinacoteca Ala Ponzone Cremona
Ed ecco la raffinata sezione Stupire, dove scorrono opere che risentono degli scambi commerciali e della colonizzazione dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe. In questo ambiente le collezioni diventano luoghi di sapere, meraviglia per chi le visitava e orgoglio per i proprietari. Tra le opere in mostra spicca L’Ortolano (1590) dell’Arcimboldo. L’artista raffigura realisticamente una cipolla, dei tuberi, foglie di verdure e quant’altro. In realtà i frutti e gli ortaggi disposti in un recipiente, se visti al contrario, nascondono una seconda immagine: il volto sorridente di un enigmatico ortolano.

Olio su tela, 67×53 cm © Galleria Borghese foto allestimento: ©Gian Maria Pontiroli
Last but not least, il celebre Autoritratto in veste di Bacco (1595) di Caravaggio. Il capo è cinto di edera e ogni acino d’uva emana vitalità a dimostrare che nel piccolo si trova il meraviglioso.
Silvana Rizzi









