Mito, arte, fragranza

Nasce la collaborazione tra il designer Alessandro Luciani e il brand Danhera

Quando la passione per l’arte e per il bello diventa una fragranza d’ambiente. Vi presentiamo l’universo di Danhera

Daniela Ciaffardoni

L’idea nasce dalla sua fondatrice, Daniela Ciaffardoni e dall’evoluzione che ha voluto imprimere all’azienda di famiglia che si occupava di profumazioni di alta gamma per la casa e l’hotellerie.

A cominciare dal nome del brand che fonde alcune lettere del suo nome con quello di Hera, la consorte di Giove/Zeus, padre e padrone dell’Olimpo. La strada da seguire è chiara: “Il nostro impegno è quello di creare fragranze che siano magiche, belle e rispettose dell’ambiente e delle persone” e per questo ci si affida a ingredienti di origine naturale che sono poi lavorati grazie alle tecnologie cosmetiche più avanzate.

Il debutto internazionale è avvenuto in occasione della Biennale di Venezia del 2014 con la fragranza, creata ad hoc, Arzanà, l’antico nome dell’Arsenale così come lo tramanda Dante nella Divina Commedia. L’anno successivo, Danhera ha realizzato Infinito per rappresentare le Marche a Expo 2015.

La maggior parte delle fragranze porta il nome di personaggi del mito come nel caso di Krono o della linea Efesto Jewels racchiusa in preziosi contenitori in metallo, lavorati a mano, ma affonda le sue radici anche nei ricordi di infanzia della sua creatrice. È il caso della linea pensata per biancheria e bucato che evoca il tocco ruvido ma fresco del lino.

Un’azienda che custodisce il suo passato come un tesoro raro ma che è in grado di guardare al futuro con l’idea del marketing olfattivo, ovvero un’esperienza immersiva da offrire al cliente ogni volta che entra in show room.

Alessandro Luciani

Su questa scia è nata la collaborazione con il designer Alessandro Luciani per lo sviluppo creativo del marchio che riguarderà la creazione di un ambiente multi-esperienziale nell’Head Quarter di Porto Sant’Elpidio e una riprogettazione dei corner presenti in diversi paesi del mondo, tra cui il Giappone. È previsto anche un intervento sul packaging dei prodotti.

La sua dichiarazione di intenti si riassume in questa frase: “Con il brand Danhera, che ha già nella sua essenza i valori della bellezza e si connota per una forte identità di prodotto, ho lavorato per mettere in campo nuove idee e creare soluzioni che possano amplificarne lo sviluppo e il valore”.

Proprio l’idea di mettere al centro la sensibilità e la passione dell’animo umano ha fatto incontrare Daniela Ciaffardoni e Luciani che si definisce, infatti, un “designer of human experience”.

A questa visione, Luciani è approdato dopo una serie di esperienze molto diverse tra loro iniziate nell’azienda di famiglia che gestiva un negozio di articoli sportivi e arricchite con le sue passioni per la musica – suona il sassofono – e lo sport. Ha, infatti, una laurea all’Isef e ha praticato sci e automobilismo a livello agonistico.

Il suo primo impegno è stato proprio la riprogettazione del negozio di famiglia per il quale ha ideato e realizzato nuovi arredi con lo scopo di valorizzare al meglio i prodotti tenendo ben presente l’esperienza del cliente, cercando di intuirne le aspettative per trasformare l’acquisto in qualcosa di nuovo.

Come, lo ha spiegato lo stesso Luciani: “Mi sento un pioniere dell’idea di trasformare l’attesa in accoglienza, per passare dalla percezione del tempo perso, a quella del tempo percepito positivamente come occasione di arricchimento personale”.

Due esempi di come questa idea è diventata realtà si ritrovano negli store di Pirelli, riprogettati nel 2011, all’indomani dell’ingresso del marchio in Formula 1 e nel progetto per una parafarmacia a Milano nel 2013 dove è stato abolito, di fatto, il tradizionale bancone per creare un’esperienza di acquisto totalmente nuova. Una sintesi perfetta tra prodotto, attenzione per la persona e tecnologia.

Vedremo cosa riserva la collaborazione con l’universo mitologico di cui si fa portatrice Danhera.

Antonella Di Vincenzo

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