Un secolo di bollicine tra storia e avanguardia

Al Teatro Gerolamo di Milano, la maison di Valdobbiadene ha celebrato i suoi primi cento anni. Non una semplice ricorrenza, ma il racconto di come un vino sia diventato il linguaggio universale del saper vivere italiano

Pierluigi Bolla, Presidente

Milano si è tinta dell’eleganza senza tempo di Valdobbiadene per un anniversario che profuma di storia. Nel palcoscenico intimo e prezioso del Teatro Gerolamo, l’azienda Valdo ha messo in scena “Cento anni di Valdo. Quando il Prosecco diventa cultura”, un evento che ha trasformato il centenario del brand in una riflessione profonda sul costume e sull’identità del nostro Paese.

Un salotto di voci e visioni

A guidare gli ospiti in questo viaggio non è stata una semplice presentazione, ma una narrazione fluida orchestrata da Pino Strabioli. Il regista e conduttore, con la sua consueta sensibilità per il racconto d’autore, ha dialogato con Pierluigi Bolla, Presidente di Valdo e custode di una tradizione familiare giunta alla seconda generazione.

Al loro fianco, la chef stellata Chiara Pavan, anima della cucina ambientale e sostenibile, e il wine expert Giulio Somma, per esplorare come il Prosecco sia passato dall’essere un prodotto di territorio a un’icona globale.

Dal 1926: una genealogia del gusto

La storia di Valdo è, intrinsecamente, la storia della famiglia Bolla. Un percorso iniziato nel 1883 con la locanda di Albano Bolla a Soave e cristallizzatosi nel 1926 con la nascita della Società Anonima Vini Italiani Superiori.

È nel 1951 che avviene l’intuizione decisiva: il cambio di nome in Valdo, un omaggio quasi onomastico alla terra di Valdobbiadene, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Come ricordato dal Presidente Bolla, lo spirito dell’azienda si riassume in quel claim anni ’90 che oggi suona come una promessa mantenuta: “Una vita vivace”. Una filosofia che celebra l’ottimismo e la leggerezza raffinata, doti che hanno permesso a Valdo di entrare ufficialmente nell’Associazione Marchi Storici d’Italia.

Oltre il calice: il futuro è sostenibile e analcolico

Se il passato è glorioso, il futuro di Valdo si scrive con la responsabilità della visione. L’azienda sta tracciando nuove rotte enologiche attraverso l’acquisizione de I Magredi nelle Grave del Friuli — 65 ettari dedicati a sperimentazioni tra vini fermi e spumanti — e intercettando le nuove sensibilità del mercato con Valdo Purø, la proposta Alcohol Free Blanc de Blancs dedicata a chi non vuole rinunciare al rito del brindisi pur seguendo uno stile di vita contemporaneo.

Un secolo di Valdo, dunque, non è che l’inizio. È la conferma che, mentre il mondo cambia, l’eccellenza italiana continua a trovare nel perlage di un grande Prosecco il suo modo più autentico di sorridere al futuro.

La Redazione

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