Molton Brown presenta Tea Ceremony: un sillage legnoso e meditativo che traduce l’antica arte giapponese del tè nel nuovo, inafferrabile lusso contemporaneo

Un invito olfattivo a rallentare. Firmata da Mathieu Nardin, la creazione intreccia tè verde, matcha e legni pregiati in una formula sostenibile. Più che un profumo, un intimo rituale per l’anima cosmopolita alla ricerca del proprio baricentro

C’è una sottile ironia nel cercare la calma all’interno di un flacone, eppure la profumeria contemporanea guarda sempre più all’evocazione del silenzio come massima espressione di esclusività. È in questa intersezione tra necessità di lentezza e frenesia metropolitana che si inserisce Tea Ceremony, la prima fragranza di matrice legnosa presentata dalla maison britannica dal 2019 a oggi.

L’ispirazione si allontana dai classici cliché olfattivi per tracciare un meridiano che collega le colline di Grasse – dove Nardin è cresciuto – a una tea room londinese, fino ad approdare alle rarefatte atmosfere d’Oriente. «Bere il tè in Giappone è un rito sacro, un gesto che intreccia benessere, armonia e purezza», racconta il Senior Perfumer di Mane, che ha trovato l’innesco creativo nello studio di un raro tè di Yakushima. L’intento, tuttavia, non è replicare pedissequamente l’aroma di una bevanda, ma tradurre in note la sensazione di sospensione temporale che accompagna la cerimonia.

La composizione si apre con una freschezza misurata. La dolcezza della pera Nashi si affianca al cardamomo e alle foglie di eucalipto, creando un preludio nitido e pulito. Il cuore della fragranza è un dialogo terroso e aromatico tra l’energia del tè verde e la densità meditativa di un accordo matcha, strutturato attorno alle sfumature erbacee del cipresso. È un’evoluzione pacata, che si assesta su un fondo misterioso e persistente dove il legno di sandalo, l’accordo di legno Hinoki e il legno di cedro riciclato definiscono il sillage.

Dietro la composizione olfattiva, la realtà produttiva parla la lingua del pragmatismo britannico. Il polo dell’Hertfordshire opera esclusivamente con energia rinnovabile e zero rifiuti in discarica, nel rispetto di una vocazione cruelty-free che accompagna il marchio dagli esordi. Un’essenzialità che si traduce anche nel flacone, realizzato per metà in plastica riciclata: una scelta tecnica e funzionale, in perfetta sintonia con un profumo che fa della sottrazione la sua vera cifra stilistica.

Angela Rover

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