Un viaggio sensoriale alle radici della Maison, dove l’antica alchimia del Kyphi sposa il rigore del papiro per svelare l’anima dell’Egitto

Il nuovo capitolo olfattivo Nomade celebra la terra originaria di Gaby Aghion. Tra la freschezza vegetale e l’intensità di incensi millenari, un’eau de parfum che si fa puro invito all’evasione

Esiste un legame profondo che unisce le strade di Parigi alle sponde del Nilo. È la memoria della donna che ha fondato Chloé, rivoluzionando la moda del dopoguerra con un’estetica disinvolta, pensata per donne indipendenti. Nata ad Alessandria, Gaby Aghion ha sempre custodito dentro di sé i contrasti del paesaggio natio: l’aridità del deserto e la ricchezza botanica delle valli fluviali. Oggi, questo patrimonio culturale prende forma nel terzo episodio della saga Nomade: Jardin d’Égypte.

Dopo Nuit d’Égypte e Lumière d’Égypte, la Maison ci invita a scoprire un’oasi segreta. Più che una semplice fragranza, questo jus è una dichiarazione d’intenti, un tributo a una femminilità sicura di sé, che si affida al proprio intuito.

L’alchimia dei faraoni e il simbolismo del papiro

Il cuore concettuale ruota attorno a due elementi storici. Il primo è il Papiro, la slanciata pianta acquatica che nell’antichità rappresentava la vita e la rinascita. Nella composizione, si traduce in un accordo verde e netto che attraversa l’intera piramide olfattiva.

Il secondo è il Kyphi, incenso le cui formule riposano ancora oggi incise sui muri dei templi di Horus a Edfu e di Hathor a Dendera. Considerato il primo profumo creato dall’umanità, veniva bruciato dai sacerdoti per onorare il dio Ra e impiegato in ambito curativo. Qui, questo storico elisir è stato reinterpretato in chiave contemporanea, diventando l’architettura portante di una collezione che fa della ricerca storica la sua cifra stilistica.

Il giardino segreto di Caroline Dumur

Per tradurre in essenza l’immagine di un’oasi rigogliosa e ricca di frutti, Chloé si è affidata alla precisione del naso profumiere Caroline Dumur. Il risultato è una composizione strutturata in tre fasi precise.

L’apertura è luminosa: le note solari dei fiori di cassia si fondono con la freschezza vegetale del papiro. È un esordio netto, bilanciato da un accento gourmand inaspettato, dove i sentori dei datteri essiccati al sole incontrano le note dolci del fico.

Mentre il profumo si scalda a contatto con la pelle, emerge l’accordo Kyphi, un cuore speziato in cui la cannella si unisce al carattere resinoso della mirra e alla morbidezza del sandalo. Infine, la creazione si assesta su un fondo dalla presenza magnetica, dove l’inedito accordo Solarwood si salda all’assoluta di ambretta muschiata. Una scia legnosa e persistente che definisce l’identità del profumo.

L’oggetto del desiderio

L’iconico flacone dalla silhouette rotonda, omaggio alle borse storiche del marchio, si conferma un autentico oggetto di design. Il vetro solido e trasparente racchiude il jus dorato, mentre il collo è cinto da un nastro di un verde intenso, dettaglio visivo che richiama le geometrie degli steli mossi dal vento. Un still life dall’estetica essenziale, capace di sintetizzare visivamente l’attitudine di una donna in perfetta sintonia con la natura.

Angela Rover

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