Set Jetting: i luoghi da Oscar del Sud degli USA
Dall’Alabama al Tennessee, un itinerario cinematografico tra sei Stati
Un percorso attraverso sei Stati del Sud degli USA, alla scoperta di location iconiche rimaste immutate nel tempo. Luci, motore, azione: il viaggio comincia
Il cinema ha trovato nel Sud degli Stati Uniti uno dei suoi palcoscenici più autentici. Un viaggio in questi sei Stati, sostenuto da Travel South USA, non è solo la scoperta di paesaggi affascinanti, ma un vero e proprio set jetting in cui la finzione si fonde con i luoghi reali. In questo itinerario vi propongo un susseguirsi di inquadrature indimenticabili: dalle colline dell’Alabama alle scuderie del Kentucky, passando per la Louisiana gotica, le tenute della Carolina del Nord e il romanticismo del Lowcountry, fino al Tennessee, dove la macchina da presa si muove a ritmo di blues. Luoghi rimasti identici a come li abbiamo visti sul grande schermo, pronti a svelarsi con eleganza.
Alabama: tra fantasia e natura selvaggia

L’Alabama sorprende con scenari che sfumano il confine tra realtà e finzione. Jackson Lake Island, sull’ansa del fiume Coosa, è un set a cielo aperto. Qui Tim Burton ha costruito dal nulla Spectre, il villaggio di Big Fish (2003). Le case sbilenche in legno, circondate dal muschio spagnolo – la tipica pianta aerea del Sud che scende dagli alberi come una cascata di filamenti grigi – restituiscono intatta l’atmosfera fiabesca della pellicola. Passeggiare tra le capre al pascolo e la celebre fila di scarpe appese al cavo significa camminare letteralmente dentro il film. A nord, il Cherokee Rock Village contrappone a questa fragilità la potenza ancestrale della geologia. Questo anfiteatro di arenaria ha offerto le pareti verticali per le arrampicate di A casa all’improvviso (2006) e regala un belvedere spettacolare sul lago Weiss.
Kentucky: eleganza equestre e capsule del tempo

Il Kentucky esprime un lusso misurato nei dettagli della Bluegrass Region. A Louisville, il mitico ippodromo Churchill Downs ha prestato le sue piste per Secretariat (2010), mentre le grandi tenute di Paris Pike hanno fatto da sfondo a Seabiscuit (2003). È una istituzione dell’ippica dove ogni tribuna racconta l’America più classica. Di tutt’altro respiro, ma altrettanto iconico, è il Pompilio’s Restaurant a Newport. Sedersi a quel tavolo, immutato dal 1988, è un’immersione in una vera capsula del tempo. Conservando l’arredo delle tavole calde italo-americane degli anni ’30, è il luogo esatto in cui Dustin Hoffman conta all’istante i 246 stuzzicadenti caduti a terra sotto lo sguardo di Tom Cruise in Rain Man.
Louisiana: fascino gotico e architetture storiche

Con le sue atmosfere cariche di umidità e profumi speziati, la Louisiana è una capitale del cineturismo. La Oak Alley Plantation, a Vacherie, è una scenografia naturale straordinaria. La simmetria del suo iconico viale alberato, un tunnel verde generato da querce plurisecolari, incarna un’estetica gotica perfetta per la dimora del vampiro Louis in Intervista col vampiro (1994). A New Orleans, il French Quarter si trasforma in teatro di posa. I balconi in ferro battuto e i cortili nascosti dai cancelli creano un’ambientazione perfetta per le vite vissute a ritroso de Il curioso caso di Benjamin Button (2008), o per le corse al cardiopalmo di Vivi e lascia morire.
Carolina del Nord: grandi dimore e amori costieri

Dai profili delle Blue Ridge Mountains fino all’oceano, la Carolina del Nord è un susseguirsi ininterrotto di paesaggi. Ad Asheville sorge la Biltmore Estate, la risposta americana ai grandi castelli della Loira. Esplorare i suoi giardini — disegnati dall’architetto di Central Park, Frederick Law Olmsted — e i suoi saloni fa comprendere perché sia stata scelta per le atmosfere cariche di tensione di Hannibal (2001). Nei suoi boschi hanno corso Tom Hanks in Forrest Gump (1994) e Daniel Day-Lewis ne L’ultimo dei Mohicani (1992). Sulla costa, Wilmington abbraccia il romanticismo. Il Riverwalk e le spiagge battute dal vento offrono quell’estetica nostalgica che ha definito serie culto come Dawson’s Creek. A Lake Lure, riecheggiano ancora i passi di danza di Dirty Dancing (1987).
Carolina del Sud: i ritmi lenti del Lowcountry

Il Lowcountry invita a rallentare il passo. Vicino a Charleston, i mattoni rossi e le querce della Boone Hall Plantation ricreano un Sud idealizzato: è la residenza estiva di Allie in Le pagine della nostra vita (2004). Ma è ai Cypress Gardens che la natura offre lo spettacolo più intimo. Scivolare su una barca a remi sull’acqua scura della palude, nel silenzio interrotto solo dal volo degli aironi bianchi — in un paesaggio che ha fatto da sfondo anche a Il patriota — è un’esperienza immersiva. Altrettanto evocativa è Beaufort, cittadina costiera le cui dimore storiche hanno prestato i propri scorci a classici come Il grande freddo (1983) e Il principe delle maree.
Tennessee: ritmo blues e luci al neon

Se la Carolina del Sud invita alla calma, il Tennessee scorre veloce ed energico, unendo l’anima di Nashville e Memphis. A Nashville, la Tennessee State Prison si impone con la sua architettura neogotica in pietra scura. Un colosso severo che trasmette il senso di drammaticità perfetto per Il miglio verde (1999). A Memphis, la storia passa attraverso luoghi dall’estetica essenziale. I Sun Studio mantengono un fascino crudo, con i mattoni a vista e l’acustica in cui è nato il mito narrato in Walk the Line (2005). Beale Street, infine, si accende di notte: le sue insegne al neon pulsanti tracciano un paesaggio urbano notturno, immortalato dalla regia di Jim Jarmusch in Mystery Train e scelto come scenario per Il socio con Tom Cruise.
Angela Rover
Travel South USA. Dal 1965 posiziona il Sud degli Stati Uniti come una delle destinazioni più autentiche nel panorama dei viaggi globali, riunendo dodici Stati







