Oltre la Laguna, l’anima inedita di una regione

Colli EuganeiColli Euganei
Teatro Olimpico - VicenzaTeatro Olimpico – Vicenza
Arena - VeronaArena – Verona

L’eco delle future Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 risuona già tra le vette dolomitiche, e l’intero Veneto si carica di una nuova energia, invitando a un viaggio esclusivo attraverso un patrimonio UNESCO che intreccia arte sublime, natura e secoli di storia. Preparatevi a scoprire un Veneto che va oltre la magnificenza di Venezia e la sua laguna, svelando un caleidoscopio di tesori pronti a conquistarvi

Mentre il mondo sportivo guarda con trepidazione alle nevi di Cortina, un intero palcoscenico di meraviglie attende di essere esplorato, incluse le maestose Dolomiti (UNESCO). Dimenticate per un istante la Serenissima e lasciatevi sedurre da un itinerario che tocca il cuore pulsante di una regione straordinaria, un racconto intessuto di capolavori architettonici, oasi di benessere e sapori indimenticabili.

Rigenerazione e storia: il fascino dei Colli Euganei e di Padova

Il nostro viaggio può iniziare sotto il segno del benessere ad Abano Terme, un santuario dove l’antica tradizione termale romana si sposa con il lusso contemporaneo. Immersa nei Colli Euganei – recentemente onorati del titolo di Riserva della Biosfera UNESCO (MAB) – Abano è una promessa di rigenerazione. Per un’esperienza superlativa, il Grand Hotel Abano, prestigioso cinque stelle lusso e autentico “palazzo del benessere”, è una scelta d’elezione. Qui, tra vaste piscine termali avvolte da un lussureggiante parco tropicale, la “Romanae Thermal Spa” vi riporterà all’opulenza delle antiche terme imperiali, coccolandovi con preziosi fanghi maturi, acque benefiche, rituali anti-aging e trattamenti d’avanguardia, in un sublime connubio tra sapienza millenaria e wellness d’eccellenza, il tutto avvolto in un’eleganza senza tempo.

Grand Hotel Abano ©beautytudineGrand Hotel Abano ©beautytudine
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A un soffio di distanza, Padova svela con orgoglio i suoi due gioielli UNESCO: l’antichissimo “Orto Botanico”e i magnifici “Cicli di affreschi del XIV secolo”, che includono la Cappella degli Scrovegni. Nelle vicinanze, una visita imperdibile è quella al Castello del Catajo.

Castello del Catajo ©beautytudineCastello del Catajo ©beautytudine
Castello del Catajo ©beautytudineCastello del Catajo ©beautytudine
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Immaginate una delle dimore storiche più imponenti d’Europa, voluta dalla famiglia Obizzi, originaria della Borgogna francese e giunta in Italia nel 1007. Fu Pio Enea I degli Obizzi a sognarlo, trasformando la casa materna (Casa di Beatrice) in un palazzo degno della sua stirpe, con l’aiuto dell’architetto Andrea Da Valle. Tra il 1570 e il 1573 sorse il Castel Vecchio, mirabile equilibrio tra fortezza e villa principesca, poi ampliato nei secoli. Varcata la soglia, ci si lascia stupire dai saloni affrescati nel 1571 da Gian Battista Zelotti, discepolo del Veronese, che narrano le gesta familiari in uno dei cicli pittorici più spettacolari delle ville venete. Con il “Giardino delle Delizie” e 40 ettari di pertinenze, il Catajo, oggi di proprietà di un noto imprenditore, offre visite individuali, tour privati, la possibilità di ospitare matrimoni ed eventi.

L’eredità di Palladio: Vicenza, un’esperienza che tocca l’anima

Lasciando i Colli Euganei, il percorso ci conduce verso nord, a Vicenza, la città che respira il genio di Andrea Palladio. Non a caso, la città e le Ville Palladiane sono Patrimonio dell’Umanità. Passeggiare qui è come sfogliare un libro d’arte a cielo aperto, un’esperienza che merita di essere vissuta con tutti i sensi.

Teatro Olimpico ©beautytudineTeatro Olimpico ©beautytudine
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L’immersione palladiana può prendere il via dal Teatro Olimpico. Appena varcata la soglia, si avverte un sussulto: davanti agli occhi, il palcoscenico si apre in una fuga prospettica di strade e edifici lignei che paiono infiniti, una Tebe sognata che inganna lo sguardo e accende l’immaginazione. È l’ultimo, geniale colpo di teatro di Palladio, e qui, nel silenzio carico di storia, sembra quasi di udire l’eco delle voci degli attori e il fruscio degli abiti di un pubblico di secoli fa.

Giambattista Tiepolo, La Verità svelata dal Tempo (1745) – Ala Roi, Palazzo Chiericati

La visita prosegue verso Palazzo Chiericati. La sua facciata, con le logge ariose, è un elegante invito ad entrare. All’interno, la Pinacoteca Civica custodisce tesori d’arte, e si scopre con vivo interesse la nuova Ala Roi; grazie a questa moderna ala, il Museo di Palazzo Chiericati è oggi considerato uno dei principali musei veneti dopo Venezia. L’Ala Roi è un fulgido esempio di come uno spazio contemporaneo possa inserirsi con intelligenza in un contesto così denso di storia, creando un dialogo rispettoso tra l’oggi e l’eredità palladiana, e donando nuova luce alle opere.

Basilica Palladiana ©beautytudineBasilica Palladiana ©beautytudine
Basilica Palladiana ©beautytudineBasilica Palladiana ©beautytudine
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Poi, ci si ritrova in Piazza dei Signori, dove lo sguardo è catturato, quasi magneticamente, dalla Basilica Palladiana. Non un semplice edificio, ma il cuore pulsante della città, simbolo di potere civico e di suggestiva bellezza. Le sue doppie logge a serliana, un ricamo di marmo bianco che si staglia contro il cielo, avvolgono l’antico Palazzo della Ragione. Palladio qui non ha solo costruito; ha trasformato, ha infuso un nuovo volto, un nuovo respiro. Salendo sulla terrazza, Vicenza si stende ai nostri piedi, un tappeto di tetti rossi punteggiato dalle altre sue creazioni: è come osservare la città attraverso gli occhi del suo più grande artefice.

Ma l’emozione forse più intensa attende poco fuori dal centro, su un poggio che sembra quasi custodirla in una cornice naturale perfetta: Villa Almerico Capra, “La Rotonda”. Il nome stesso evoca un’armonia sublime. Avvicinandosi, la sua sagoma inconfondibile si definisce contro il cielo. Eccola. Difficile descrivere l’emozione: non una semplice villa, ma un’idea, un ideale fatto pietra. Si può immaginare il canonico Paolo Almerico, il committente, anelare un luogo che fosse insieme rifugio e dichiarazione di prestigio. E Palladio gli ha donato un gioiello. La sala centrale, circolare, con la sua cupola che pare un frammento di cielo – un omaggio diretto al Pantheon – è il fulcro da cui tutto si irradia. Nel corso del tempo, numerosi artisti di rilievo hanno contribuito all’abbellimento degli spazi interni attraverso diverse tecniche artistiche. Le decorazioni comprendono affreschi di natura religiosa e mitologica, rappresentazioni allegoriche secolari, opere scultoree e decorazioni in stucco. Tra i maestri che hanno lasciato la loro impronta artistica si annoverano Alessandro Maganza, Anselmo Canera, Louis Dorigny, i fratelli Lorenzo e Agostino Rubini, Ruggero Bascapè e altri illustri artisti.

Le quattro facciate, perfettamente identiche, con i loro pronai colonnati e le ampie scalinate, si aprono come braccia verso il paesaggio, ognuna invitando lo sguardo a perdersi in una diversa prospettiva. Non c’è un davanti o un dietro; ogni lato è un invito, ogni angolo è perfezione.

Villa Almerico Capra, "La Rotonda ©beautytudineVilla Almerico Capra, “La Rotonda ©beautytudine
Villa Almerico Capra, "La Rotonda ©beautytudineVilla Almerico Capra, “La Rotonda ©beautytudine
Villa Almerico Capra, "La Rotonda ©beautytudineVilla Almerico Capra, “La Rotonda ©beautytudine
Villa Almerico Capra, "La Rotonda ©beautytudineVilla Almerico Capra, “La Rotonda ©beautytudine

Il pensiero va a Vincenzo Scamozzi, che raccolse l’eredità del maestro per portarla a compimento, intervenendo sulla cupola ma rispettando l’anima del progetto. Sedendosi per un momento, semplicemente ad ammirarla, si percepisce una quiete profonda in questa simmetria, una logica che placa l’anima. Si comprende perché La Rotonda abbia attraversato i secoli, ispirando architetti in ogni angolo del mondo. È più di una casa: è la materializzazione di un sogno di equilibrio universale.

Oltre a questi capolavori che toccano l’anima, Vicenza offre altre preziose scoperte. Per un tuffo nell’arte applicata, l’Antica Stamperia d’Arte Busato è una tappa interessante: nel palazzo cinquecentesco dove visse Palladio, si può assistere a una dimostrazione di stampa litografica (su pietra o lastra di zinco) con torchi storici.

Antica Stamperia d'Arte Busato ©beautytudineAntica Stamperia d’Arte Busato ©beautytudine
Antica Stamperia d'Arte Busato ©beautytudineAntica Stamperia d’Arte Busato ©beautytudine
Antica Stamperia d'Arte Busato ©beautytudineAntica Stamperia d’Arte Busato ©beautytudine

E per una vista che abbraccia la città, il Santuario della Madonna di Monte Berico, raggiungibile anche dal Piazzale della Vittoria – monumento di interesse nazionale (Vicenza è l’unica città la cui bandiera vanta due medaglie d’oro al valor militare) – offre un panorama indimenticabile, oltre alla possibilità di ammirare l’iconica “Cena di San Gregorio Magno”, opera coeva al grande architetto. Il santuario si appresta a commemorare un evento di straordinaria importanza: il 600° anniversario della prima manifestazione della Beata Vergine Maria, che avrà luogo il 7 marzo 2026. Questa ricorrenza storica verrà solennemente celebrata attraverso il “Giubileo Mariano e della Rinascita”, un momento significativo dedicato alla contemplazione spirituale, al rinnovamento interiore e alla commemorazione degli eventi storici che hanno segnato il percorso di questo importante luogo di cultura.

Santuario della Madonna di Monte Berico

Due  anime insignite dall’UNESCO: Peschiera del Garda e Verona

L’itinerario ci porta poi a sfiorare le sponde scintillanti del Lago di Garda. Qui sorge Peschiera del Garda: la sua fortezza cinquecentesca, dialoga armoniosamente con le trasparenze del Garda. Un affascinante intrico di vie d’acqua e possenti bastioni si rivela preludio alla serenità ciclabile che si snoda lungo il fiume Mincio. Un luogo da lasciarsi sorprendere.

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Non meno affascinante è Verona, scrigno d’arte e storia insignito anch’esso del riconoscimento “Città di Verona” (UNESCO). Qui l’eco di antiche passioni risuona tra le pietre. L’Arena attende di svelare i suoi grandiosi spettacoli: inaugura il 13 giugno Arena Opera Festival 2025 con il Nabucco (ospiterà nel 2026 la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano Cortina e quella dell’apertura delle Paraolimpiadi), le piazze narrano secoli di vita vissuta e l’Adige, ammirato da Ponte Pietra, regala scorci che si imprimono indelebilmente nella memoria. L’esplorazione continua tra la magnifica Piazza Brà con il suo “Liston”, l’antica Porta Borsari, la colorata Piazza delle Erbe, e la storica Piazza dei Signori con le imponenti Arche Scaligere, per poi scoprire il vicino Teatro Romano.

Un Veneto da gustare: sostenibilità e delizie enogastronomiche

Abbazia di Praglia

Ma il Veneto non è solo un custode di un passato glorioso; è una regione che guarda al futuro, pedalando verso la sostenibilità con una fitta rete di piste ciclabili che invitano a un turismo slow, e con un crescente numero di strutture che abbracciano la filosofia green. E come raccontare il Veneto senza celebrare i suoi nettari e sapori? Le bollicine del Prosecco, prodotto nelle “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”, sono ambasciatrici di uno stile di vita elegante e conviviale. Meritano però attenzione anche i tesori enologici dei Colli Euganei (Riserva della Biosfera UNESCO), come il Serprino, unico vino autoctono a DOC del Veneto frizzante. Con le sue note di mela, pera e pesca, è perfetto per l’aperitivo o una cena estiva.

Per assaporare l’autentica cucina locale, ecco alcuni indirizzi da appuntare: l’Antica Trattoria Ballotta dal 1605 e il Ristorante La Montella nei Colli Euganei; a Vicenza, Il Ceppo Gastronomia e Bistrot; e a Verona, il Ristorante Du Schei.

Infine, tenete d’occhio eventi come “Vulcanico Serprino”: tipicamente il sabato 21 giugno, dalle 16 alle 22, l’Abbazia di Praglia (Teolo, PD) si anima per celebrare questo vino. Durante la kermesse, circa venticinque aziende propongono oltre quaranta interpretazioni del Serprino – frizzante, spumante e persino nella versione sperimentale sui lieviti, recentemente approvata dal Consorzio di tutela.

In attesa che si alzino i sipari su Milano Cortina 2026, il Veneto si offre in tutta la sua magnificenza: una sinfonia di arte, storia, natura e sapori che aspetta solo la vostra standing ovation. Un viaggio che promette di arricchire l’anima e deliziare i sensi.

Valentina Avogadro