Oggi la città “più profonda, più inquietante, non solo d’Italia, ma del mondo”, come l’ha definita Giorgio De Chirico, è una delle più interessanti e misteriose del nostro paese

Real Chiesa di San Lorenzo

In sintonia con il pittore De Chirico, qualche domanda me la sono fatta anch’io in occasione di una recente visita a Torino, quando, per fuggire dalla pioggia battente in Piazza Castello, la guida m’invita a varcare la soglia della “Real Chiesa di San Lorenzo”. Di fronte a un nome tanto importante, mi guardo intorno alla ricerca di un portone barocco degno di una chiesa reale. Davanti a me s’inalza un palazzetto elegante e severo, simile a tanti altri, con un portoncino che di regale non ha nulla. In realtà è l’ingresso a una meraviglia: un mondo sconosciuto e misterioso, che merita un lungo racconto.

Cappella della Sacra Sindone @Daniele Bottallo

Ad accogliermi un vortice di bellezza barocca unita a una rara spiritualità. L’artefice è l’abate Guarino Guarini(1624/1683), l’architetto della chiesa e della vicina Cappella della Sacra Sindone. Filosofo, astronomo, matematico, Guarini è un uomo del suo tempo, con interessi che vanno oltre l’architettura. Attraverso elementi simbolici, l’architetto introduce l’esoterismo nell’arte, utilizzando numeri e proporzioni per farci volare in cima alla cupola, verso l’infinito. Tutto ruota intorno al numero 8, segno della perfezione e della luce divina: otto sono le punte delle stelle sul pavimento e sulle cupola e sedici gli archi intrecciati.

Torino vista dal Monte dei Capuccini

La curiosità sale come un fiume in piena. Sono proprio i due fiumi di Torino, il Po, che attraversa la città da ovest a est, e il suo affluente, la Dora Riparia, da nord a sud, ad avere un ruolo importante nello sviluppo di Torino e dell’esoterismo. Insieme i due fiumi formano un asse sacro, dove il Po rappresenta l’elemento acqua, simbolo di purificazione, e la Dora Riparia l’elemento terra, simbolo di stabilità. Un luogo d’incontro tra le energie spirituali e materiali.

Il dado è tratto: sono pronta ad unirmi a Somewhere (www.somewhere.it, tel. + 39 0116680580), l’agenzia che il giovedi e il sabato pomeriggio/sera  organizza un tour dedicato all’esoterismo e alla massoneria, altro must di Torino. ll giro, in parte a piedi e in parte in autobus privato, si presenta insolito e seducente.

Torino Magica: Piazza StatutoTorino Magica: Piazza Statuto
Torino: infernotti massoniciTorino: infernotti massonici
Torino: Il Batacchio del diavolo, Palazzo Trucchi LevaldigliTorino: Il Batacchio del diavolo, Palazzo Trucchi Levaldigli

Il ritrovo dei partecipanti è in piazza Statuto, considerata il cuore “oscuro” della città, un luogo misterioso di energia negativa e magia nera, a cui fa da contraltare piazza Castello, regno della magia bianca, che rappresenta il bene e la positività. La spettacolare statua dedicata al Frejus al centro di piazza Statuto ha scatenato molte interpretazioni esoteriche. Il Genio Alato con la stella a cinque punte secondo alcuni è un simbolo massonico e indica la vittoria della ragione sulla forza bruta. Per altri invece è Lucifero, l’angelo che sfida la luce divina.

Da qui si prosegue alla scoperta di altri enigmi e sorprese. Dalla Fontana Angelica in piazza Solferino con le quattro stagioni e i simboli massonici, alla piazza delle Erbe, dove alcuni secoli fa si bruciavano le streghe, agli spettrali dragoni esoterici, fino agli “infernotti”, gli strani buchi a forma di occhi sul marciapiede di via Alfieri, a segnalare i luoghi segreti d’incontro massonici, tutto ha il profumo del mistero. (Per chi è all’oscuro, Torino ha da sempre un forte legame storico con la massoneria, dovuto alla sua tradizione di pensiero liberale e illuminista).

Fontana Angelica

All’angolo tra via Alfieri e via XX settembre, il Palazzo Trucchi Levaldigli del XVII secolo, uno dei palazzi barocchi torinesi, ha alle spalle una leggenda curiosa, legata al portone fatto costruire dal proprietario in una sola notte. Sul batacchio spunta il volto del diavolo con corna e bocca spalancata con due serpenti che si arrotolano…E’ lui, Lucifero ad averci messo lo zampino, in cambio del patto stretto con il committente Trucchi Levaldigli, da scoprire quando ci si trova davanti al “portone del diavolo”.

Come nelle favole, il giro esoterico finisce in piazza Castello, l’epicentro positivo della magia bianca, dove Emanuele Filiberto nel 1578 porta la Sacra Sindone da Chambery a Torino, per abbreviare il viaggio a San Carlo Borromeo, e un secolo dopo Guarino Guarini progetterà la “Real Chiesa di San Lorenzo”.

Dopo tante emozioni, ci attende un “bicerin” nella cornice raffinata del Caffè Baratti&Milano.

Oltre all’esoterismo, Torino ha da poco aperto il museo dedicato alla stregoneria contemporanea.

Museo della StregoneriaMuseo della Stregoneria
Museo della StregoneriaMuseo della Stregoneria
Museo della Stregoneria con: Daniela Surleti, Silvana Rizzi e Odal NorakMuseo della Stregoneria con: Daniela Surleti, Silvana Rizzi e Odal Norak

In via Giovanni Somis 4, a pochi passi dalla statua del Genio Alato di Piazza Statuto, nel febbraio del 2025 Odal Norak con Daniela Surleti ha dato vita al Museo della Stregoneria Contemporanea, permeato da un’atmosfera magica e divinatoria.

“L’esoterismo”, spiega Odal,” è un percorso interiore, un guardarsi dentro per scoprire se stessi, mentre la stregoneria è l’arte di fare sortilegi, riscoprire antichi rimedi, seguendo le leggi della natura e i suoi culti”. Al museo, in realtà una casa accogliente e autentica, “senza saccenza”, dove si organizzano visite guidate, si parla di arti Divinatorie e Sciamaniche, si fanno consulenze di Parapsicologia , Regressioni e Vite Precedenti, Pulizia dell’Aura e Risanamento Energetico.

Il museo riflette le parole di Odal. Ad accogliere gli ospiti ci sono diversi spazi, ciascuno con la propria identità. La biblioteca esoterica, per esempio, e la sala conferenze, dove approfondire tematiche magiche. Il sotterraneo è dedicato alla “casa della strega” dove si esplora l’arte della divinazione e ci si immerge in una fantastica collezione di oggetti di ogni epoca, riguardanti la magia e l’esoterismo, comprese lampade spiritiche e sale rosa per le sedute. Da non perdere i tarocchi di Carlo Piterà, simbolista di fama internazionale.

Tra le sorprese della Torino di oggi, ci sono il design e i giovani e creativi artigiani che ridanno vita a quartieri in abbandono

BasicVillageBasicVillage
Ombra di FogliaOmbra di Foglia
TrakatanTrakatan

Nel borgo Aurora Parco Regio, l’intraprendente e simpaticissima stilista Elena Pignata è stata tra le prime ad abbandonare il centro di Torino, per trasferire il suo atelier in un’ex carrozzeria in via Catania 16. Un luogo spazioso, dal nome suggestivo di Ombra di Foglia, dove crea di tutto, purché fatto artigianalmente e in maniera sartoriale, dagli abiti da sposa, ai vestiti da sera, alle camicie, calzoni, giacche e cappotti per ogni occasione.

A poca distanza, al 17 della stessa via, le sorelle Gallo, Camilla e Valentina,  si dedicano a orecchini, braccialetti e collane realizzati a mano con la tecnica della cera persa e della terra cotta, su cui spruzzano invitanti profumi.

Da non perdere il giro da Trakatan borse in pelle di Andrea Boffetta, all’interno di un inatteso giardino, con lavorazione manuale e concia vegetale per limitare le sostanze tossiche.

Per il pranzo, ci si sposta al BasicVillage, sempre in zona, ex complesso industriale riconvertito, oggi sede del gruppo BasicNet: un luogo in cui convivono in buona armonia moda, impresa e design. All’ingresso i Fratelli La Cozza hanno messo in piedi un simpatico locale dove sfornano pizze cotte al forno di legna. Ottime, aggiungo.

Il quartiere Aurora comprende anche il luogo multietnico di Porta Palazzo, noto per  l’immenso mercato e l’ottimo e divertente ristorante Combo, ricavato nella caserma dei vigili del fuoco, tappa finale dell’itinerario di design.

La regina di Saba del borgo Aurora è la Nuvola Lavazza, icona architettonica del nuovo Skyline torinese, progettata da Ralph Appelbaum. Elegante nella sua semplicità, studiata in ogni particolare, la Nuvola, che accoglie il museo omonimo, racconta la storia di Casa Lavazza, dalla passione dell’imprenditore, al profumo dei chicchi raccolti ovunque nel mondo, alle macchine ultimo grido, fino al raffinato cocktail offerto a tutti i visitatori, a base di pompelmo rosa, sciroppo di agave, lime e schiumetta finale con chips al caffè.

La storia non finisce qui. La cena è prevista al San Tommaso 10, il mitico ristorante dei Lavazza, aderente al circuito Mangébin, ricavato nella prima  drogheria, che Luigi Lavazza aprì nel 1895. Una cucina raffinata e un omaggio a Torino, come suggeriscono i luoghi dipinti sulle pareti, tra cui La Cupola del Guarini.     

Silvana Rizzi