A Novara tra arte e cucina

Cannavacciuolo è venuto a Novara perché… E tu cosa aspetti?

Il momento è quello giusto. Grazie al successo ottenuto da ottobre a oggi, la mostra al Castello Visconteo “Il Mito di Venezia da Hayez alla Biennale” è prorogata fino al 18 aprile 2022

“Il Mito di Venezia da Hayez alla Biennale” – Sala 1 – I maestri d’Accademia Grigoletti Hayez

Con la primavera in arrivo ci sono almeno 5 buoni motivi per visitare Novara

La mostra, naturalmente, ma anche la riscoperta di Novara, cittadina del Piemonte con 100 mila abitanti e tante risaie intorno, dove si riflettono cielo e nuvole. Immagini romantiche, che invitano alla scoperta delle storiche riserie nei dintorni, dove si può comprare riso dai chicchi speciali e provare la paniscia, il piatto tipico della zona a base di risotto, verza e fagioli.

Per tutti, compresi i ragazzi di ogni età, c’è una grande sorpresa: il viaggio nella Cupola!

Ad annunciare Novara da lontano, si erge la cupola della Basilica di San Gaudenzio. Assomiglia alla famosa Mole Antonelliana, che domina Torino. L’architetto, infatti, è lo stesso.

Senza problemi si può parcheggiare lungo il viale che termina in piazza dei Martiri. Caffè allettanti invitano a una sosta per assaggiare i biscotti pavesini, inventati da queste parti.

Su Piazza dei Martiri si affaccia il Castello Visconteo in mattoni rossi, simbolo del passato della città. Il maniero, sorto nel 1272, sulle antiche rovine romane, ristrutturato da Gian Galeazzo Sforza nel 1469 e poi da Ludovico il Moro, come castello da difesa, viene riciclato in carcere nel periodo Napoleonico, ruolo che gli toccherà fino al 1973. La data segna una svolta nel suo destino.

Dopo varie avventure, il mitico maniero viene riportato all’antico splendore e aperto al pubblico nel 2016, come sede museale.

Il risultato è vincente

Solcare l’imponente porta d’ingresso per entrare nel grande cortile, gli alberi secolari sullo sfondo, mette di buon umore. Le sale che una volta ospitavano le carceri oggi “divengono luogo di evasione per un viaggio immaginario tra le calli veneziane, i suoi ponti, la sua gente…”

La mostra porta in scena pittori e scultori attivi a Venezia nell’Ottocento. Sono grandi maestri, come Guglielmo Ciardi, Giacomo Favretto, Luigi Nono, Ettore Tito, per citarne qualcuno.

Ognuno di loro ci racconta, a modo suo, con poesia, allegria e semplicità, la vita di tutti i giorni. Le opere esposte incantano per la luce trasparente del cielo, le infinite sfumature di verde della laguna, gli attimi fuggenti colti dall’artista. La luce rende misteriosa e incantevole la “Laguna Veneta” di Guglielmo Ciardi, dove tutto è immobile, dalla linea di terra bruna con il verde e l’azzurro sullo sfondo, alle barche sospese sul filo dell’acqua, alle figure quasi ritagliate.

Si esce dalla mostra sognanti, curiosi di vedere come è oggi Novara

A pochi passi dal Castello, in piazza dei Martiri si apre il bistrot del celebre Cannavacciuolo, che dal vicino lago d’Orta si è allungato fino a qui. È un posto simpatico per un caffè e una sfogliatella, ma anche per un piatto all’ora di pranzo.

Per una sosta golosa, sempre in centro, la trattoria “Civico 27”, a pochi passi dal tribunale, è specializzata in carne piemontese, in particolare la prelibata fassona femmina. Dal carpaccio al ganassino, sempre presente nel menu, tutto è al top. “Paca”, sotto la cupola, è un altro buon indirizzo per gli amanti della pasta, rigorosamente fatta in casa, accompagnata da sughi sfiziosi.

Il cuore della vita locale è via Rosselli, con portici ottocenteschi, un bel teatro, una libreria in grande attività, negozi e qualche sorpresa.

Il cortile del Broletto

A destra il Duomo e quasi di fronte si apre il Broletto. Un bel caffè invita a sedersi all’aperto. In un ambiente eclettico e piacevole. Il Broletto, da brolo, luogo dove si amministrava la giustizia, è un complesso architettonico risalente al XIII secolo con quattro edifici storici di epoche e stili diversi e l’interessante galleria d’arte Giannoni, appena rimpolpata con una sessantina d’importanti artisti della seconda metà dell’Ottocento.  

Il viaggio nella Cupola: un’esperienza da non perdere

Dal 10 marzo riaprono le visite alla cupola ottocentesca della basilica di San Gaudenzio, patrono di Novara, organizzate da Kalatà, impresa culturale, nata a Mondovì, che opera in tutto il territorio italiano.

Kalatà promette un’esperienza emozionante. A San Gaudenzio, attraverso camminamenti finora esclusi dai circuiti tradizionali, si sale per 100 m. all’interno della cupola affrescata, genialmente progettata dall’architetto Alessandro Antonelli, fino ad arrivare alla guglia. Ad accompagnare adulti e ragazzi ci sono guide “pop”, capaci di far vivere la storia senza annoiare. La visita dura due ore con prenotazione obbligatoria. booking@kalata.it.  

Il riso: una storia d’amore

Riseria Testa, l’antica pileria

Bisogna venire sul posto per rendersene conto. La Riseria Testa a San Pietro di Mosezzo, 7km da Novara, ben rappresenta la passione dei proprietari per la coltivazione della terra.

La storia inizia quando Mario Testa, farmacista torinese con forte nostalgia per la vita contadina, decide nel 1997 di acquisire la storica Cascina Grampa e di coltivare in prima persona le risaie intorno. Oggi a essersi innamorato della risocultura è anche il figlio, l’ingegnere Giovanni, che se ne occupa a tempo pieno. 

Arrivare dai Testa in primavera è uno spettacolo di colori, di pace e serenità. L’ingegnere Giovanni  apre le porte della cascina Grampa, illustra la meraviglia dell’antica pileria ad acqua, ancora funzionante, e i metodi artigianali delle sue coltivazioni su terreni con microclima particolare. La miglior paniscia con uno dei risi Testa, come il Baldo Riserva o il Carnaroli, la si degusta Ai quattro tavoli della Salumeria Moroni, in via Avogadro 1, nel centro di Novara.

La quinta meraviglia da non perdere: l’Abbazia dei Santi Nazario e Celso

Nella bassa novarese, a 17 km da Novara, circondata dal paesino di San Nazzaro Sesia, l’abbazia è un complesso architettonico di grande suggestione. La sua è una lunga storia. Le origini risalgono addirittura all’anno mille, ma nel 1200 assume il ruolo di abbazia fortificata con l’aggiunta di torrette e merlature.

Oggi è un vero piacere arrivare qui: tutto è ben conservato, interessante e pieno di fascino, dalla chiesa, al chiostro, al campanile, agli interessanti affreschi di epoche diverse, all’esterno e all’interno.

È aperta tutti i giorni escluso il lunedì. www.abbaziasannazzarosesia.it  

Silvana Rizzi

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