Dopo quattrocento anni, la fortezza riapre al pubblico unendo mostre d’arte e innovazione

L’undici luglio, il Forte di Gavi inaugura la sua nuova era: un restauro da quattro milioni restituisce spazi inediti e mostre contemporanee alla bellezza del territorio

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Forte di Gavi "Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson" ©beautytudineForte di Gavi “Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson” ©beautytudine
Forte di Gavi, TrulyDesign ©beautytudineForte di Gavi, TrulyDesign ©beautytudine

Ci sono luoghi maestosi che non si limitano a custodire il passato, ma scelgono di dialogare con il presente, trasformando la memoria in materia viva. A quattrocento anni esatti dall’avvio di quel monumentale cantiere seicentesco che ne disegnò le forme inespugnabili, il Forte di Gavi in provincia di Alessandria, riapre le sue antiche porte l’11 luglio 2026. Non più austera fortezza militare, ma crocevia sofisticato in cui l’heritage architettonico incontra l’arte contemporanea, l’eccellenza paesaggistica e un’idea di turismo culturale lento, consapevole e di altissimo profilo, capace di celebrare l’essenza più autentica dell’ospitalità italiana.

Forte di Gavi, ©MiC-Musei nazionali Piemonte

Incastonato in quella cerniera strategica e affascinante dove le nebbie del Piemonte si fondono con la brezza ligure e il dinamismo lombardo, il Forte si presenta oggi profondamente rinnovato. Un minuzioso progetto di restauro, sostenuto dal Ministero della Cultura e dai fondi PNRR con un investimento di oltre 4 milioni di euro, ha trasformato la ruvida roccia in un palcoscenico inclusivo. E lo fa nel rispetto assoluto dell’autenticità e dell’estetica rigorosa del luogo: per la prima volta viene svelato al pubblico l’Alto Forte, un dedalo di saliscendi storici, reso accessibile anche a chi non può percorrerlo fisicamente grazie a sofisticate ricostruzioni virtuali fruibili tramite visori dedicati. L’accessibilità diventa qui un gesto di alta progettazione culturale.

Il paesaggio nel calice e la memoria di Libarna

La riqualificazione si inserisce in un contesto territoriale di rara ricchezza, concepito come una vera e propria rete culturale diffusa. L’imponenza militare del Forte si intreccia infatti con la storia millenaria della vicina città romana di Libarna, uno dei complessi archeologici più significativi dell’Italia settentrionale. Trovarsi a passeggiare tra i resti dell’antico anfiteatro e del teatro romano, a pochissimi chilometri da Gavi, significa compiere un viaggio a ritroso nel tempo che arricchisce l’itinerario di quel fascino colto e meditativo ricercato dai viaggiatori di oggi.

Forte di Gavi, ©MiC-Musei nazionali Piemonte Forte di Gavi, ©MiC-Musei nazionali Piemonte
Forte di Gavi, scritte ©MiC-Musei nazionali Piemonte Forte di Gavi, scritte ©MiC-Musei nazionali Piemonte
Libarna ©beautytudine Libarna ©beautytudine
Libarna ©beautytudineLibarna ©beautytudine

Questo dialogo ininterrotto tra epoche e civiltà, che unisce le perfette geometrie romane alle massicce architetture seicentesche, sfiora intimamente anche l’anima enogastronomica di un lembo di terra da sempre vocato all’eccellenza. Sul Bastione San Tommaso torna infatti a respirare il vigneto storico, recuperato in sinergia con i Produttori del Gavi e il Consorzio Tutela. Un omaggio tangibile alla terra fertile che circonda il monumento, capace di unire l’eleganza essenziale dell’architettura alla grazia del celebre Gavi DOCG. Un tassello fondamentale per chi intende il viaggio non solo come scoperta visiva, ma come esperienza sensoriale totale.

I linguaggi del presente: le mostre inaugurali

L’inaugurazione segna anche l’avvio di una stagione espositiva raffinata, visitabile fino al 4 ottobre 2026, che proietta le antiche celle e i bastioni nel cuore del dibattito artistico contemporaneo, prediligendo un minimalismo espressivo di forte impatto emotivo.

TrulyDesignTrulyDesign
TrulyDesignTrulyDesign
Maya ZignoneMaya Zignone

La prima edizione di Fortissima Parade – Special Art ridisegna i volumi della fortezza con tre installazioni site-specific. Il collettivo torinese IDEM Studio porta Air, un’installazione onirica curata da Chiara Manca e Favio Vito Lacertosa, in cui enormi coriandoli dipinti si disseminano negli spazi per ricomporre la memoria del luogo. Nella cornice della cappella, la crew Truly Design presenta C.R.E.A.M., una rilettura contemporanea della figura di San Michele che interroga il visitatore sui temi del potere, fondendo pittura e sacralità. L’artista Maya Zignone trasforma invece la Manica lunga con Numbers e Metropolis, sculture di pura luce che creano scenografie sospese, indagando il confine tra l’identità individuale e l’omologazione.

Matilde Domestico -Portami il tramonto in una tazza 2008- installazione, dimensioni ambientali, Circolo dei Lettori, Torino ©ommaso MattinaMatilde Domestico -Portami il tramonto in una tazza 2008- installazione, dimensioni ambientali, Circolo dei Lettori, Torino ©ommaso Mattina
Floriana Porta Floriana Porta
TomainiTomaini
CasiraghyCasiraghy

A completare questa narrazione visiva interviene il percorso Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson, promosso con l’Università di Torino. Nel 140esimo anniversario della scomparsa della poetessa americana, quattro artisti ne decostruiscono il mito. Emergono le opere materiche di Matilde Domestico, che imprime i versi sul metallo per trasferirli sulla porcellana in collaborazione con IPA Porcellane, ricreando in modo intimo la celebre stanza di Amherst. In un dialogo continuo troviamo poi gli acquerelli di Floriana Porta, dove il colore blu e le parole scritte a mano trasformano lo spartito musicale in un panorama dell’anima, affiancati dalle preziose edizioni stampate a caratteri mobili da Alberto Casiraghy per PulcinoElefante, le cui immagini metafisiche si legano intimamente ai versi della Dickinson. A chiudere il cerchio concettuale sono i Loading Portraits di Nicolò Tomaini, che attraverso la pittura sollevano un interrogativo cruciale sul nostro modo di guardare l’arte oggi, sempre filtrati dagli schermi.

Jack Pringle, ufficiale britannico @beautytudine

Un debutto, quello del “nuovo” Forte di Gavi, che non tradisce il suo passato. Come un abito sartoriale cucito su misura, le tecnologie multimediali, dall’ufficiale britannico che in realtà aumentata racconta le evasioni del “Bad Boys Camp” alle moderne postazioni di accoglienza, non sovrastano mai l’opera, ma la esaltano, invitando il visitatore a varcare una soglia dove la storia si fa pura bellezza.

Valentina Avogadro

Taccuino di viaggio. I titoli di ingresso sono disponibili in prevendita sul portale museiitaliani.it o tramite l'app ufficiale Musei Italiani. Per informazioni aggiuntive è possibile contattare la direzione scrivendo a drm-pie.gavi@cultura.gov.it, telefonando al numero 0143 643554 o consultando il portale museipiemonte.cultura.gov.it