Settecento Veneziano: la superba eleganza lagunare
Alla Fondazione Zani, Tiepolo, Guardi e Longhi dialogano con l’alta moda del XVIII secolo
Un’esclusiva mostra a Cellatica svela la mondanità lagunare. Tra tele preziose, abiti originali d’epoca e costumi felliniani, rinasce il fascino eterno della Serenissima

Venezia, Settecento. Mentre il potere politico e commerciale della Serenissima scivola inesorabilmente verso il crepuscolo, la città risponde all’inesorabile declino con un’altra, indiscutibile forma di supremazia: la dittatura dell’eleganza. È l’alba di una stagione in cui la Laguna si consacra a capitale assoluta della mondanità, trasformando la propria fragilità in un palcoscenico di inarrivabile fascino cosmopolita.
Questo seducente paradosso prende vita in Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda, un’esposizione ideata e coordinata da Massimiliano Capella, aperta dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 a Cellatica, in provincia di Brescia. A fare da quinta teatrale a questa sofisticata rilettura del XVIII secolo è la Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani per l’arte e la cultura, un forziere di rara bellezza intitolato all’imprenditore Paolo Zani e alla figlia Carolina. Nata con la vocazione di tutelare e valorizzare una strepitosa collezione di sculture, dipinti, arredi e oggetti d’arte applicata di matrice francese, romana e veneziana tra il XVII e il XVIII secolo, l’istituzione si distingue oggi come un polo culturale d’eccellenza, ufficialmente riconosciuto da Regione Lombardia.
Varcare le soglie della Casa Museo significa immergersi in un’esperienza estetica totale, che si dischiude interamente lungo gli ambienti del pianterreno – le stanze al piano di sopra, a cui un tempo si accedeva per raggiungere le camere, sono infatti attualmente vuote e non visitabili. Nel percorso aperto al pubblico, itinerari tematici, laboratori, seminari e concerti dialogano con un curatissimo parco scenografico, una caffetteria, un bookshop e un moderno auditorium. La Fondazione, inoltre, guarda al futuro sostenendo attivamente la cultura attraverso premi e borse di studio destinati alla formazione dei giovani.
È in questo contesto d’eccezione che si inserisce la cornice architettonica di Magnifica Eleganza: la nuova sala per le esposizioni temporanee inaugurata proprio nel 2026. Uno spazio versatile e indipendente di cento metri quadrati che unisce un’estetica impeccabile alla più rigorosa avanguardia museale; dotato di un sofisticato controllo termo-igrometrico e di un’illuminazione dimmerabile e orientabile, l’ambiente garantisce una conservazione perfetta e una fruizione immersiva.
All’interno di questo nuovo spazio, l’itinerario espositivo intreccia con maestria pittura, storia del costume e cultura materiale attraverso trentasei opere accuratamente selezionate, un corpus critico e visivo esplorato nel dettaglio all’interno del prezioso catalogo ufficiale che accompagna la mostra. Immaginate una metropoli effervescente, dominata dai Ridotti, salotti esclusivi dove il gioco d’azzardo si mescolava all’intrigo amoroso. Nei capolavori di Giambattista Tiepolo, Francesco Guardi e Pietro Longhi, ogni pennellata si fa “figurino” ante litteram, un reportage esattissimo dei codici sociali dell’epoca.
Il percorso regala un dialogo senza precedenti. I preziosi disegni e dipinti provenienti da prestigiose istituzioni – tra cui la Fondazione Musei Civici di Venezia, la Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia di Vicenza, l’archivio Sartoria Farani e importanti collezioni private – si confrontano per la prima volta con abiti originali del Settecento, svelati al pubblico in via del tutto eccezionale.

È così che la celebre tela Il Ridotto in Venezia di Longhi abbandona lo status di scena di genere per rivelarsi un vero catalogo di haute couture: dame avvolte in fluttuanti andrienne sostenute dai panier, gentiluomini in preziose velade, tricorni e sete cangianti prendono forma reale nei capi storici affiancati al dipinto. Il gioco di specchi continua: la robe à la polonaise sfoggiata dalle figure che animano la superba Veduta di Villa Loredan a Paese di Guardi, o le squisite robe à la française con i loro inconfondibili plis Watteau, documentano in modo tangibile la vertiginosa penetrazione del gusto parigino in Laguna. Gli accessori, custodi di un linguaggio fatto di apparire e mistero, completano la scena: la bautta e la larva longhiane incontrano il fascino enigmatico della maschera femminile per eccellenza nell’inedita Dama con moretta di Pietro Antonio Rotari.
La narrazione riserva, infine, un cortocircuito temporale di rara potenza innescato dal genio di Danilo Donati. Accanto ai tesori settecenteschi sfilano sette costumi leggendari realizzati per Il Casanova di Federico Fellini (premio Oscar nel 1977).
Creazioni che abbandonano il rigore filologico per abbracciare una poetica reinterpretazione dell’immaginario lagunare. Un tributo onirico che prosegue e si amplifica negli scatti di Mustafa Sabbagh, integrati nel percorso permanente della Casa Museo. Nel suo ciclo Trame di Cinema (2014), Sabbagh immortala i costumi felliniani su figure reali dai volti oscurati, mutandoli da silenti reliquie a pulsanti archetipi dell’inconscio, in autentiche opere d’arte contemporanea.

Con questa magnifica polifonia, restituita in tutta la sua profondità dalle pagine del catalogo dedicato all’esposizione, la Fondazione Zani non si limita a celebrare un’estetica inarrivabile: ci ricorda che Venezia ha salutato la grande Storia non con una resa, ma con l’ultimo, superbo ballo, un’eredità inestinguibile destinata a sedurre per sempre la moda e il cinema.
Angela Rover











