Con una vendemmia 2025 che si preannuncia eccezionale, la storica azienda di Conegliano Valdobbiadene, nel cuore del Veneto, continua a definire un percorso di passione e innovazione

wine experience rustico Follador
FOLLADOR - DEGUSTAZIONE 1

Un raccolto di qualità superiore, una tradizione familiare che affonda le radici nel Settecento, un metodo produttivo distintivo e un legame viscerale con le colline Patrimonio dell’Umanità. Dentro il mondo Follador, dove l’eccellenza enologica incontra l’alta cucina e la cultura internazionale

Nei vigneti di Follador Prosecco dal 1769 la frenesia della raccolta ha lasciato spazio al silenzio operoso della cantina, dove i mosti terminano la loro lenta fermentazione. Si è da poco conclusa la vendemmia 2025, che ha regalato uve di qualità straordinaria. Grazie a condizioni climatiche favorevoli e a un lavoro meticoloso, i grappoli si sono presentati sani, con un perfetto equilibrio zuccherino e una vivace acidità, sigillo di freschezza e longevità. Questo risultato, però, non è figlio del caso, ma di un percorso profondo, costruito su un vincolo indissolubile con il territorio di Conegliano Valdobbiadene.

Da sinistra i fratelli Cristina, Emanuela, Michele e Francesca Follador

Nove generazioni, un’unica vocazione

Tutto ha inizio nel lontano 1769, quando Giovanni Follador ricevette dal Doge di Venezia, Alvise IV Mocenigo, un prestigioso riconoscimento per i suoi vini. Quell’atto ufficiale non fu un punto d’arrivo, ma il capitolo inaugurale di una saga familiare che ha attraversato i secoli, mantenendo intatto un patto silenzioso con la terra.

Oggi, quell’eredità è nelle mani dei fratelli Cristina, Emanuela, Michele e Francesca Follador: un intreccio di talenti che guida l’azienda con radici salde e sguardo rivolto all’avvenire, supportati dalla visione del padre Gianfranco e dalla presenza preziosa della madre Italia.

Il Metodo Gianfranco Follador®: l’innovazione che protegge la purezza

In un areale dove la tradizione è un valore fondante, Follador si distingue per il Metodo Gianfranco Follador®, un approccio brevettato che protegge l’integrità aromatica dell’uva fin dai primi istanti. Grazie a un controllo criogenico delle temperature e a una crio-macerazione delicata, questa tecnica esalta la purezza del frutto. Una filosofia che si traduce in risultati tangibili, come racconta Federico Salvador (responsabile tecnico): «Le uve, perfette sotto il profilo sanitario, presentano una particolare vivacità acidica. Grazie al nostro Metodo, stiamo valorizzando al meglio le qualità del raccolto: i vini base mostrano già una notevole complessità, con spiccate note floreali e agrumate. È un riscontro che ripaga l’impegno e la ricerca con cui affrontiamo ogni stagione».

Un paesaggio da custodire, un vino per raccontarlo

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A sinistra: Italia, moglie di Gianfranco è Amministratore Delegato dell'Azienda ©beautytudineA sinistra: Italia, moglie di Gianfranco è Amministratore Delegato dell’Azienda ©beautytudine
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Le colline del Conegliano Valdobbiadene non sono uno sfondo, ma il cuore pulsante dei vini Follador. I 40 ettari di vigneti aziendali impongono una “vendemmia eroica”, interamente manuale. È proprio questa fatica, questa relazione fisica con la vite, a rendere ogni grappolo prezioso. In un’epoca di stagioni imprevedibili, la vera maestria sta nel saper “leggere” il vigneto, un’arte che la famiglia Follador pratica con osservazione e dialogo continuo per creare spumanti capaci di esprimere l’essenza di un luogo irripetibile.

Oltre il calice: l’incontro con lo Chef Tino Vettorello

Se la tradizione è la radice, lo stile è la sua voce nel mondo. Follador ha saputo trasformare il vino in un linguaggio universale, dialogando con l’arte, il design e l’alta cucina. Ne è un esempio concreto il press tour “Foliage d’autunno, i colori della vite”, che ha visto l’azienda collaborare con lo Chef Tino Vettorello. “Artista del gusto” e Ambasciatore della gastronomia veneta – ruolo che incarna da oltre quindici anni come chef di riferimento della Mostra del Cinema di Venezia – Vettorello condivide con la famiglia Follador l’amore per le materie prime locali.

L’unione tra i loro spumanti e i suoi piatti ha creato un’esperienza immersiva, un dialogo tra calice e cucina che celebra lo spirito più autentico del Veneto. Il menù studiato dallo Chef è stato un percorso sensoriale esaltato dalla versatilità dei Prosecco Follador:

Rombo alla Clooney  ©beautytudineRombo alla Clooney ©beautytudine
Spaghetto al nero  ©beautytudineSpaghetto al nero ©beautytudine
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  • L’aperitivo ha visto protagonisti un poker di creazioni: il calamaretto croccante con maionese al Prosecco DOCG, la sarda dorata con cipolla di Tropea e pinoli, il morbidoso alle erbe con baccalà mantecato e il salmone affumicato al legno di ciliegio con gel all’arancia. Ad accompagnare queste delizie, la freschezza del Prosecco DOC Spumante Rosé “Laelia” e le note fruttate del Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry “Ruiol Castei.
  • Come antipasto, lo Scampo Elodie con patate all’arancia, yogurt e tartufo nero ha trovato il suo partner ideale nel Valdobbiadene Prosecco Superiore Millesimato DOCG Brut “Fosélios, capace di esaltarne la delicatezza.
  • Il viaggio è proseguito con due piatti d’eccezione: il Rombo alla Clooney con salicornia, agrumi e aria al Prosecco DOCG e lo Spaghetto al nero “Penelope Cruz” con gamberi rossi di Sicilia e uova di salmone. Entrambe le portate sono state sublimate dal carattere deciso e raffinato del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut “Nani dei Berti.
  • Per secondo, l’Orata spericolata “Vasco Rossi” con crema di patate viola e gel al whiskey è stata abbinata in modo audace e perfettamente riuscito con il Valdobbiadene Prosecco Superiore Millesimato DOCG Extra Brut “Xzero”, un Prosecco a dosaggio zero che ha bilanciato la complessità del piatto.
  • La conclusione è stata affidata a un delizioso sorbetto all’albicocca con crumble al cioccolato, arachidi sabbiate e gelatina ai petali di rosa, un finale dolce e rinfrescante.
Valdobbiadene Prosecco Superiore Millesimato DOCG Extra Brut Xzero
Orata spericolata Vasco Rossi ©beautytudineOrata spericolata Vasco Rossi ©beautytudine
Sorbetto all'albicocca ©beautytudineSorbetto all’albicocca ©beautytudine

È questa stessa energia, questa continua ricerca della perfezione, che anima ogni aspetto della vita in azienda. Per questo, la fine della vendemmia non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza. Un dinamismo che riassume la filosofia della azienda, come sottolinea Cristina Follador, direttore commerciale e marketing: «La raccolta è da sempre un momento speciale che culmina dopo un anno intero di lavoro e si ripete con lo stesso entusiasmo. Non vediamo l’ora di scoprire che vini saranno quelli della nuova annata». Un’attesa carica di promesse, nel segno di un’eccellenza che, da Follador, sa sempre rinnovarsi.

Valentina Avogadro