I 21 ristoranti lombardi trasformano la cena in un racconto per la terza edizione

“Racconti da gustare” definisce l’identità della rassegna in corso. Il format punta sull’ingresso di nuovi protagonisti e sul valore della memoria per promuovere la cultura gastronomica locale

“Racconti da gustare” definisce l’identità di Gourmantico 2026, la rassegna iniziata ieri in tutta la Lombardia. Il filo conduttore di quest’anno è la narrazione: ogni piatto servito supera il concetto di nutrimento per diventare una storia di territorio e memoria. L’obiettivo è trasformare l’esperienza a tavola in un momento culturale consapevole.

La psicologia del tema narrativo

La scelta di puntare sullo storytelling gastronomico risponde a una precisa necessità del settore. Francesca Mauri, referente dell’Associazione “Insieme”, evidenzia come i ritmi quotidiani abbiano ridotto il valore del tempo dedicato al pasto. Pertanto, il percorso degustazione cambia struttura: non è più una sequenza tecnica, ma un romanzo diviso in capitoli.

Lo chef abbandona il ruolo di esecutore per diventare autore. Gli ingredienti fungono da lessico, le cotture da sintassi. Di conseguenza, il cliente non è un semplice fruitore passivo. Egli è chiamato a “leggere” la portata, decodificando i messaggi sensoriali che svelano l’identità del cuoco, le origini di un produttore o un ricordo d’infanzia.

Come il racconto diventa gusto

Per comprendere il passaggio dalla teoria alla pratica, è utile osservare le scelte tecniche degli chef. Il menu non cerca lo stupore estetico, ma l’evocazione concreta. Ecco tre esempi emersi durante la presentazione:

  • L’evocazione storica: il Cannolo aperto con crudo di salmerino (Ristorante Collina) rilegge un classico siciliano usando ingredienti dei laghi lombardi. Narra l’adattamento della tradizione alle risorse locali.
  • La memoria sensoriale: il Topinambur alla cenere (Ristorante Gaudio) non è un semplice contorno. La cottura nella cenere richiama il fuoco del camino e l’inverno rurale, nobilitando la cucina povera.
  • Il gioco ironico: il Bacio di dama salato (Il Saraceno) inverte le aspettative gustative. Racconta la capacità della cucina di sorprendere, riscrivendo le convenzioni dolciarie piemontesi in chiave gastronomica.

La visione culturale e l’accessibilità

La narrazione gastronomica, per esistere, necessita di un pubblico. Tuttavia, la percezione di esclusività spesso allontana i potenziali clienti dall’alta ristorazione. Di conseguenza, Gourmantico 2026 adotta una strategia di chiarezza radicale sui costi, valida per l’intera durata della rassegna (fino al 2 aprile).

Questa scelta politica garantisce tre pilastri fondamentali:

  • Standard invariati: la qualità della materia prima e del servizio non subisce compromessi, nonostante il prezzo promozionale.
  • Abbattimento della soglia psicologica: il cliente accede a tavole prestigiose senza il timore del conto finale (“bill shock”).
  • Investimento culturale: il ristoratore accetta una riduzione del margine operativo per promuovere la cultura del proprio lavoro a nuovi utenti.
Villa ElenaVilla Elena
Villa ElenaVilla Elena

Inoltre, il progetto unisce realtà eterogenee. Il circuito spazia dalle storiche osterie del territorio ai vertici della guida Michelin, come il ristorante Villa Elena. Quest’ultimo partecipa attivamente alla rassegna pur mantenendo un posizionamento economico differente, necessario per sostenere i costi di una struttura bistellata.

L’espansione territoriale e i nuovi soci

Il riscontro positivo del format è misurabile anche attraverso la crescita geografica. L’Associazione “Insieme” ha operato per anni nella provincia di Bergamo, ma l’edizione 2026 segna una svolta. L’ingresso dei fratelli Papa del ristorante Gaudio (Barbariga) estende la rassegna alla provincia di Brescia.

Fratelli Papa

Inoltre, la presenza di chef come Stefano Masanti (Madesimo, SO) e Mauro Elli (Albavilla, CO) conferma la volontà di creare un distretto gastronomico lombardo integrato. Non si tratta di eventi isolati, ma di una rete che condivide valori, fornitori e visioni.

Angela Rover

Per consultare i menu completi e scegliere il ristorante, visita il sito ufficiale: https://gourmantico.it/

Di seguito le strutture aderenti:

  • Al Vigneto – Chef Vito Siragusa (Grumello del Monte, BG)
  • Antica Osteria dei Camelì – Famiglia Camelì (Ambivere, BG)
  • Bolle Restaurant – Chef Andrea Rota (Lallio, BG)
  • Ristorante Collina – Chef Mario Cornali (Almenno San Bartolomeo, BG)
  • Cucina Cereda – Chef Giuseppe Cereda ★ Michelin (Ponte San Pietro, BG)
  • Frosio Ristorante – Chef Paolo Frosio (Almè, BG)
  • Gaudio – Chef Diego Papa (Barbariga, BS)
  • Il Cantinone – Chef Stefano Masanti (Madesimo, SO)
  • Il Cantuccio – Chef Mauro Elli (Albavilla, CO)
  • Il Saraceno – Chef Roberto Proto ★ Michelin (Cavernago, BG)
  • Impronte – Chef Cristian Fagone ★ Michelin (Bergamo)
  • La Caprese – Chef Roberto Donadoni (Mozzo, BG)
  • LoRo – Chef Pierantonio Rocchetti ★ Michelin (Trescore Balneario, BG)
  • Osteria della Brughiera – Chef Paolo Cortinovis ★ Michelin (Villa d’Almè, BG)
  • Osteria Tre Gobbi – Chef Marco Carminati (Bergamo)
  • Pomiroeu – Chef Giancarlo Morelli (Seregno, MB)
  • Roof Garden Restaurant – Chef Gianpietro Semperboni (Bergamo)
  • Tenuta Casa Virginia – Chef Antonio Lecchi (Villa d’Almè, BG)
  • Florian Maison – Chef Umberto De Martino (San Paolo d’Argon, BG)
  • Villa Elena – Chef Marco Galtarossa ★★ Michelin (Bergamo Alta)
  • Zù Ristorante – Chef Angelo Bonfitto (Riva di Solto, BG)