In occasione del Rosé Day, un viaggio esclusivo tra grandi bollicine d’autore e vini fermi

Oltre il cliché estivo, i rosati sono i nuovi protagonisti dell’alta cucina. Una guida esclusiva alle migliori etichette italiane

Il 26 giugno i calici di tutto il mondo si alzano per celebrare l’International Rosé Day. Quello che un tempo era considerato il capostipite del disimpegno estivo, un fenomeno prettamente stagionale da consumare con distrazione, ha compiuto una metamorfosi definitiva. Oggi, il vino rosato è un’autentica tendenza globale, destagionalizzata e ricercatissima, capace di conquistare i palati più esigenti con la sua inconfondibile allure.

Seducenti per eleganza, ricchi di sfumature aromatiche e caratterizzati da una beva tanto piacevole quanto complessa, i rosé contemporanei riscrivono le regole della tavola. Con i loro tannini sussurrati e un perfetto equilibrio tra leggerezza e struttura, offrono un ventaglio di espressioni inaspettato. Dal sorso che evoca la salsedine marina al perlage che inaugura le feste più esclusive, fino alle rarità nate da vitigni antichi custoditi con cura.

Per orientarsi in questa rinascita enologica, abbiamo tracciato un vero e proprio Grand Tour lungo lo Stivale. Un viaggio esclusivo alla scoperta delle etichette da non farsi sfuggire, declinato attraverso le due espressioni che definiscono l’eccellenza del panorama: le bollicine d’autore e i fermi di carattere.

L’eleganza del Sud: Calabria e Sicilia

Il nostro viaggio prende il via dal profondo Sud, dove la viticoltura eroica regala interpretazioni di grande fascino. Sul fronte delle bollicine, spicca il Santa Venere – SP1 Metodo Classico Rosé 2020, un Gaglioppo biologico in purezza che riposa 18 mesi sui lieviti. Si tratta di un omaggio intimo al territorio calabrese: dal color buccia di cipolla brillante, svela un naso di more, crosta di pane e ribes, per un sorso persistente e profondamente identitario.

Spostandoci sui vini fermi, l’anima calabra si esprime con raffinatezza attraverso il Librandi – Terre Lontane Calabria Rosato IGT. Un sapiente incontro tra Gaglioppo (70%) e Cabernet Franc (30%) che dà vita a una trama vellutata e a un frutto croccante. La breve macerazione restituisce un calice fresco e versatile, perfetto testimone del dinamismo dell’enologia meridionale.

Un salto nel cuore del Mediterraneo ci porta sui pittoreschi terrazzamenti di Lipari, in Sicilia, dove la viticoltura vulcanica dà vita a bollicine dal temperamento unico. Il Tenuta di Castellaro – Marsili Rosato è un Pinot Nero frizzante dai toni chiaretto che esprime profumi di fiori freschi e una spiccata mineralità marina. Un sorso sapido, asciutto e letteralmente indimenticabile, perfetto per i tramonti isolani.

Il lusso del Nord-Ovest: Lombardia e Piemonte

La Lombardia si conferma terra d’elezione per i grandi spumanti, offrendo un parterre di Metodo Classico di assoluto prestigio. L’Oltrepò Pavese racconta la sua nobile vocazione attraverso due fuoriclasse. Il primo è il Caseo – Pinot Nero Rosé, un Pinot Nero in purezza che, dopo 36 mesi sui lieviti, regala un perlage finissimo e sentori delicati di rosa canina e frutti rossi, per un palato di impeccabile equilibrio. A fargli eco c’è La Genisia – Oltrepò Pavese DOCG Pinot Nero Brut Rosé, frutto di una raccolta manuale dai migliori cru e affinato per almeno 24 mesi. Il suo riflesso ramato anticipa un gusto pieno, nato per esaltare plateau di crostacei e crudi di mare di altissimo livello.

Spostandoci in Franciacorta, incontriamo l’espressione biologica del Terre d’Aenòr – Franciacorta Rosé Extra Brut Millesimato (Pinot Nero 100%). Con oltre 30 mesi di permanenza sui lieviti e un dosaggio quasi impercettibile, questo calice color cipria si apre su fragoline e pesca gialla per chiudere su eleganti note tostate, rivelandosi cremoso e seducente. Infine, sulle sponde moreniche del Garda, il Costaripa – Mattia Vezzola Rosé Brut fonde Chardonnay e Pinot Nero in un caleidoscopio di lampone, ribes e scorza d’agrume, per un palato strutturato, sapido e di inebriante armonia.

L’anima austera del Piemonte incontra la grazia del rosa, a partire dalle bollicine d’alta collina firmate Saffirio. Il loro Nebbiolo d’Alba Spumante Brut Rosé DOC spumantizza a regola d’arte il vitigno principe della regione, affinando fino a 36 mesi. Il risultato è una bollicina sublime a tutto pasto, perfetta dalla pasta fresca della tradizione ai frutti di mare. Sul fronte dei vini fermi, l’eccellenza porta la firma dei Poderi Luigi Einaudi con il Langhe DOC Rosato Martius. Nato per celebrare il 150° anniversario della nascita di Luigi Einaudi, unisce il rigore tannico del Nebbiolo (65%) alla finezza aristocratica del Pinot Noir (35%). Un vino di grande sostanza e freschezza, fedele all’inconfondibile stile langarolo.

Il fascino del Centro-Est: Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Trentino

L’effervescenza emiliana si veste di haute couture con il Ventiventi – Metodo Classico Rosè Lambrusco di Sorbara. Un Sorbara in purezza e certificato biologico che vanta una sosta di ben 50 mesi in bottiglia. Nel calice, il suo delicato buccia di cipolla seduce la memoria olfattiva con roselline selvatiche, litchi e raffinati tocchi minerali. Un’esperienza sorprendente per la sua decisa acidità agrumata e per un’eleganza assoluta.

Sulla costa toscana, il rosato fermo diventa un capolavoro di equilibrio tra terra e mare. La Tenuta di Campo di Sasso presenta il Rissoa Toscana Rosato IGT 2025, un’alchimia magnetica che unisce il terroir toscano alla leggerezza provenzale. Il Cabernet Franc, arricchito da un tocco di Syrah, sprigiona note di pompelmo rosa, camomilla ed erbe aromatiche, suggellate da profondi richiami salmastri. È il compagno d’elezione per una tartare alla francese.

Il Veneto è palcoscenico di grandi contrasti e altrettante certezze. Tra le bollicine, spicca l’eleganza eroica e verticale di Stefano Pola con il suo Alture Rosé Metodo Classico. Nato a 650 metri di altitudine nelle Dolomiti Bellunesi, questo Pinot Nero affina 36 mesi per regalare una spuma cremosa, profumi citrini e di sottobosco, chiudendo con un finale asciutto, sapido e piacevolmente tagliente.

Le sponde del Lago di Garda dominano invece la proposta dei fermi: Buglioni firma un inno al lusso del relax mediterraneo con La Sdraio Rosé de Noir Chiaretto di Bardolino DOC 2024, unione di Corvina e Rondinella che sboccia in aromi di agrumi e fragola di bosco, divino in abbinamento al sushi. Sulla stessa scia di eleganza lacustre si posiziona il Tommasi – Le Fornaci Rosé, un dialogo intimo tra Turbiana e Rondinella che regala un bouquet di fiori di pesco e pompelmo, per un palato raffinato e percorso da una vivace e ritmata acidità.

Infine, tra le vette dolomitiche, il vino fermo gioca con la levità. Il Gaierhof – LOAL Rosato IGT Vigneti delle Dolomiti è un affascinante blend di Lagrein e Schiava a basso grado alcolico (9%), ottenuto fermando sapientemente la fermentazione. Dal luminoso color salmone, profuma di viola e frutti rossi, regalando un calice abboccato, fresco e di incredibile piacevolezza.

La Redazione