Boss e Chloé celebrano l’indipendenza femminile con fragranze dalle anime inaspettate

Due nuove creazioni olfattive esplorano il potere della dualità. Dalla sorellanza inclusiva all’attitudine libera e disinvolta di uno spirito che detta il proprio ritmo

Esiste un filo sottile ma tenace che unisce le narrazioni olfattive più interessanti di questa stagione. È la celebrazione di una femminilità ricca di sfaccettature, un inno all’emancipazione che rifugge le definizioni piatte. I contrasti non si annullano, ma si esaltano a vicenda in una dichiarazione d’intenti chiara e sofisticata.

BOSS Bottled Beyond for Her traduce questa complessità in un racconto di sorellanza. L’idea di successo muta pelle, abbandonando le logiche della corsa solitaria per trasformarsi in una conquista corale, una forza che si nutre del sostegno reciproco. Il motto della maison prende vita attraverso figure come Jessica Chastain, Becky G e Tara Davis-Woodhall, donne capaci di raggiungere traguardi ambiziosi ispirando chi sta loro accanto.

Questa visione inclusiva prende forma in un incontro inaspettato, orchestrato dai maestri profumieri Quentin Bisch, Benoist Lapouza e Louise Turner. Da un lato spicca la peonia, portatrice di una freschezza radiosa e delicata; dall’altro emerge la morbidezza calda e avvolgente dello sciroppo d’acero. Questa simbiosi gioca sulle contrapposizioni, riflesse anche nel design del flacone. Il monogramma Double B sigilla un’estetica in cui il rosa deciso dialoga senza timore con la profondità del nero e i bagliori dell’oro.

Su una frequenza affine, ma declinata in una dimensione più intima e dal fascino neo-vintage, si posiziona Chloé Le Nectar. Se la prima fragranza guarda alla forza della collettività, la maison parigina esplora l’indipendenza di uno spirito che si muove unicamente al proprio ritmo. Sotto la direzione creativa di Chemena Kamali, viene rievocata l’attitudine libera e disinvolta degli anni Settanta, mantenendo intatta la promessa di autenticità sussurrata dalla fondatrice Gaby Aghion nel 1952.

Il creatore Romain Almairac ha plasmato un profumo gourmand che vive sulla continua tensione tra memoria e luce presente. L’esordio frizzante del bergamotto e la chiarezza del neroli e del fiore d’arancio si abbandonano gradualmente a un fondo denso e rassicurante. Qui, la fava tonka, il calore del patchouli, l’ambroxan e il legno di sandalo creano una scia morbida. È una danza tra passato e presente, custodita nell’iconico vetro plissettato, oggi declinato in suadenti sfumature ambrate.

Scegliere di indossare queste creazioni, entrambe concepite in formati ricaricabili, significa appropriarsi di molto più di una semplice scia profumata. Che la scelta ricada sull’energia trainante di un traguardo condiviso o sulla riscoperta della propria armonia interiore, il profumo si conferma uno strumento narrativo potente, capace di raccontare un’identità forte, consapevole e meravigliosamente risolta.

Licia Cortesi