Un rifugio sospeso tra laguna e Adriatico per scoprire tesori sommersi e protocolli di longevità

@Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico@Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico
Terme Marine di Grado ©Gianluca BaronchelliTerme Marine di Grado ©Gianluca Baronchelli

L’isola friulana si rivela meta ideale per un turismo consapevole. Dai relitti romani ai percorsi tra i fenicotteri, Grado unisce la storia del Castrum all’avanguardia della talassoterapia, offrendo un’esperienza rigenerante lontano dai flussi stagionali più intensi

Grado in primavera trasforma il litorale del Friuli Venezia Giulia in un palcoscenico di luce e silenzio. Il borgo accoglie chi cerca una pausa tra architetture paleocristiane e una proposta benessere. Le temperature miti permettono di esplorare il territorio con lentezza, apprezzando dettagli naturali che la stagione estiva spesso nasconde.

Il fascino sommerso dell’archeologia

@Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico

Il Museo Nazionale di Archeologia Subacquea, situato sul Lungomare Nazario Sauro, custodisce l’eredità romana dell’isola. Protagonista assoluta è la Iulia Felix, una nave mercantile di diciotto metri recuperata dai fondali dopo duemila anni. L’esposizione rivela non solo il carico commerciale di centinaia di anfore che documentano gli antichi traffici imperiali, ma anche piccoli oggetti quotidiani che restituiscono l’aspetto umano della navigazione antica, integrati da reperti provenienti dai fondali lagunari e dalle collezioni di Aquileia.

A breve riapre inoltre il Museo Civico del Tesoro, allestito negli spazi dell’ex Parrocchia. Il percorso espositivo svela arredi liturgici e reliquiari legati al millenario patriarcato gradese, testimonianza dei profondi legami storici con l’area bizantina. Insieme al Museo della Pesca, questi luoghi definiscono l’identità di una civiltà nata e cresciuta tra acqua e terra.

Natura e outdoor: mobilità dolce in laguna

Grado @Nicola Brollo

Il territorio offre scenari di biodiversità rari, esplorabili attraverso itinerari ciclabili che collegano il centro alle riserve naturali. La primavera garantisce la massima nitidezza per osservare fenicotteri e aironi nel loro habitat. Per chi desidera muoversi in libertà, l’Anello di Grado si snoda per undici chilometri pianeggianti partendo da Porto Mandracchio, permettendo di ammirare il passaggio dalla città vecchia allo specchio d’acqua.

Isola della Cona @Marongiu

Gli appassionati di cicloturismo possono invece percorrere la Ciclovia del Mar Adriatico verso l’Isola della Cona, attraversando tratti immersi tra i canneti dove pascolano i cavalli bianchi di razza Camargue. Per chi cerca un momento di riflessione, l’Isola di Barbana ospita un santuario mariano del VI secolo, un’oasi di pace raggiungibile esclusivamente in barca che domina il panorama lagunare.

La nuova frontiera della longevità marina

Terme Marine di Grado ©Gianluca BaronchelliTerme Marine di Grado ©Gianluca Baronchelli
Terme Marine di Grado ©Gianluca BaronchelliTerme Marine di Grado ©Gianluca Baronchelli
Terme Marine di Grado ©Gianluca BaronchelliTerme Marine di Grado ©Gianluca Baronchelli

Le Terme Marine di Grado propongono la GIT Wellness Longevity Experience, un protocollo che unisce la talassoterapia tradizionale alle moderne ricerche sulla prevenzione. La struttura sfrutta l’alta salinità dell’acqua locale per trattamenti olistici personalizzati, studiati per favorire la rigenerazione cellulare in un ambiente affacciato direttamente sull’Adriatico.

Questo approccio valorizza le risorse del territorio per migliorare la qualità della vita attraverso la nutrizione e il movimento. La località si distingue per la capacità di riunire medicina preventiva, percorsi rigenerativi e trattamenti all’ozono, offrendo una visione del benessere che integra scienza e natura in un modello di cura a chilometro zero.

I sapori autentici del Castrum

La cucina locale riflette l’identità dell’isola, fondendo i prodotti lagunari con il pescato dell’Adriatico. Nel dedalo di calli del centro storico, il piatto principale resta il boreto alla graisana, cucinato con aglio, aceto e pepe, tradizionalmente servito con polenta bianca. Nelle osterie del porto, sarde, molluschi e crostacei freschi celebrano la civiltà dei pescatori, mantenendo un’autenticità rara e radicata nell’ecosistema friulano.

Porto di Grado @Fabrice Gallina

Ogni proposta gastronomica racconta la storia di un borgo che ha saputo preservare le proprie radici, offrendo ai viaggiatori un’esperienza sensoriale onesta. Dalle tavole del Castrum ai profumi del porto, Grado invita a scoprire una tradizione culinaria che non cede al tempo, ma ne esalta la freschezza e la semplicità.

La Redazione

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