Da Baku alle vette del Caucaso: un itinerario tra architettura d’avanguardia ed eventi sportivi

A quattro ore di volo dall’Italia, la destinazione svela un profilo inedito. Dai circuiti metropolitani accesi dal Gran Premio, fino ai silenzi millenari delle alte quote

Baku-Old city and Flame Towers Baku-Old city and Flame Towers
GanjaGanja

Sospeso tra le algide acque del Mar Caspio e le maestose vette del Gran Caucaso, l’Azerbaijan si svela in autunno come una delle destinazioni più affascinanti alle porte d’Oriente. A sole quattro ore e mezza di volo dall’Italia, con collegamenti diretti da Milano e Roma, questo crocevia strategico abbandona le alte temperature estive per regalare un clima mite, l’ideale per esplorare un territorio denso di contrasti scenografici.

L’arrivo, agevolato da un rapido visto elettronico, apre le porte a un calendario di eventi internazionali di primissimo piano. La stagione autunnale accende i motori dal 24 al 26 settembre con il Gran Premio di Formula 1, dove i bolidi sfrecceranno lungo il Baku City Circuit tra le mura medievali e la promenade marittima, in un weekend inaugurato dai beat di Calvin Harris e dominato dalla presenza magnetica di Katy Perry. L’autunno prosegue poi all’insegna dell’eccellenza atletica con i Senior World Judo Championships (4-10 ottobre) e un raffinato dittico culturale di fine mese: il Baku International Film Festival e il Baku International Arts Festival.

L’avanguardia e il fascino dell’antico: il salotto di Baku

La porta d’ingresso è Baku, una metropoli che ha saputo orchestrare un dialogo impeccabile tra il passato glorioso della Via della Seta e le ambizioni del design contemporaneo. Il suo nucleo storico, l’Icherisheher, è un dedalo di pietra dove perdersi tra vicoli secolari, fino a sfiorare il Palazzo degli Shirvanshah e i misteri architettonici che avvolgono la Torre della Vergine. Eppure, basta sollevare lo sguardo per essere proiettati nel futuro: lo skyline è dominato dalle Flame Towers, tre grattacieli che di notte si accendono in una sinfonia di LED, e dalle linee fluide e inconfondibili dell’Heydar Aliyev Center, capolavoro indiscusso dell’architetta Zaha Hadid. Da questa capitale cosmopolita, è possibile muoversi agilmente a stella per esplorare le meraviglie circostanti.

La terra del fuoco: vulcani di fango e misteri geologici

Gobustan

Guidando verso sud per una sola ora, la strada costiera cede il passo al paesaggio lunare del Parco Nazionale di Gobustan. A bordo di un fuoristrada, mezzo indispensabile per dominare i sentieri sterrati diretti verso i surreali vulcani di fango in costante attività, si entra in contatto con migliaia di incisioni rupestri preistoriche.

Yanar Dag

Tra queste rocce silenziose riposano echi di battute di caccia, carovane millenarie, l’enigmatico gaval dash — un’antica pietra musicale — e persino la firma lasciata da un centurione romano nel I secolo d.C. Risalendo invece verso la penisola di Absheron, l’essenza stessa dell’Azerbaijan si manifesta a Yanar Dag. Qui, lungo una parete rocciosa, ardono da secoli le fiamme perenni alimentate dal gas naturale sotterraneo, un fenomeno già descritto con stupore nei diari di Marco Polo. Al calar della sera, quando la luce si abbassa, la visita a questo sito e al vicino Tempio del Fuoco di Ateshgah si trasforma in un’esperienza visiva di rara suggestione.

Le vette del Caucaso e le memorie della Via della Seta

Khinalug

Spingendosi a oltre 2.300 metri di altitudine nel remoto distretto di Quba, l’estetica metropolitana cede il posto all’ecoturismo d’alta quota a Khinalug. Divenuto Patrimonio UNESCO, questo villaggio incastonato tra i pendii del Gran Caucaso è un affascinante mosaico di case in pietra a gradoni. I suoi abitanti, custodi di una lingua unica e non scritta, offrono un’ospitalità rurale intatta, in un territorio perfetto per il trekking e arricchito da un piccolo Museo Etnografico denso di tappeti artigianali e antichi manoscritti.

Shaki Khans’ Palace

Procedendo verso l’interno, si raggiunge Shaki. Questa perla incastonata tra i rilievi è un invito a rallentare il ritmo: dormire in un antico caravanserraglio medievale riconvertito e passeggiare nei giardini del Palazzo del Khan — un gioiello architettonico costellato di vetrate shebeke assemblate interamente senza chiodi né colla — è un salto indietro nel tempo, da addolcire nei laboratori artigianali degustando la celebre Sheki Halva.

Chokak bath – Ganja piazza centrale, Azerbaijan

Il viaggio si conclude dolcemente a ovest, verso Ganja, antica e nobile cittadina comodamente raggiungibile da Baku in treno ad alta velocità. Dopo aver ammirato le proporzioni storiche della Moschea di Shah Abbas, il richiamo della natura conduce alle foreste e alle acque cristalline del Lago Goygol, per un ultimo ritiro alpino accompagnato dai sapori ricchi della gastronomia regionale caucasica.

La Redazione

INFO