Viaggio tra arte e bollicine d’autore nelle Cattedrali Sotterranee tutelate dall’UNESCO

Nel cuore di Canelli, la famiglia Bosca svela il suo antico tempio ipogeo. Un’esperienza immersiva in cui la storia del Metodo Classico dialoga con arte e giochi di luce

C’è un’eleganza celata sotto la geometria rigorosa dei vigneti piemontesi, un mondo in ombra dove il tempo sembra aver sospeso il suo corso per assecondare il respiro silenzioso del Metodo Classico. Quando scendo nelle profondità di Canelli, nel cuore della Langa Astigiana, avverto immediatamente che le Cantine Storiche Bosca non sono una semplice struttura di affinamento, ma un monumento all’audacia e alla grazia. Riconosciute nel 2014 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, queste navate appartengono al ristretto e prestigioso circuito delle Cattedrali Sotterranee, il 50° sito italiano tutelato.

Lo scrittore Dan Vittorio Segre, incantato dalla maestosità degli spazi, l’ha ribattezzata la “Gran Cattedrale”. Ed è un’impressione che condivido appieno varcando le soglie di questo scrigno: mi addentro in un tempio dove l’assenza di luce solare diretta, l’umidità costante e un silenzio quasi monastico proteggono un patrimonio enologico inestimabile.

Cantine storiche Bosca 3
Cantine storiche Bosca 1

Fondata nel 1831 da Pietro Bosca, l’azienda rappresenta oggi un unicum nel panorama vitivinicolo piemontese. Giunta alla sesta generazione con Pia, Gigi e Polina Bosca, la maison mantiene saldamente una guida familiare, opponendosi all’omologazione con un dichiarato e orgoglioso spirito controcorrente. Dal 2010, questo dedalo sotterraneo è stato aperto al pubblico, trasformando l’esplorazione dei cunicoli in un’opera teatrale immersiva. Non è il classico tour aziendale, ma una narrazione visiva e sonora in cui la storia di Canelli prende vita.

L’architettura originaria, con le sue maestose volte in mattoni a vista, si fonde a scenografie multimediali d’avanguardia. Proiezioni e architetture luminose—frutto di un sodalizio stretto con l’UNESCO in occasione dell’Anno Internazionale della Luce nel 2015 e rinnovato nel 2018—accompagnano il passo in una sequenza sensoriale continua. Il culmine emotivo del percorso si raggiunge nell’immensa sala dedicata all’arte, dove campeggia l’imponente installazione La Piramide dei Sogni di Eugenio Guglielminetti. Qui, sotto volte che sfidano la gravità, risuonano le note eteree della Casta Diva di Vincenzo Bellini, un’aria immortale andata in scena per la prima volta proprio in quel 1831 che vide nascere la casa spumantiera.

I percorsi sensoriali: l’arte della degustazione

L’incontro con i vini Bosca è concepito come un crescendo, declinato in quattro esperienze tematiche che esplorano le molteplici anime del marchio, lasciando che siano il calice e l’atmosfera a dettare i tempi.

Il percorso Radici è un’elegante iniziazione alla purezza del Metodo Classico e del Metodo Martinotti. È l’essenza della tradizione della casa, un itinerario gustativo che accarezza il Blanc de Blancs e il Rosè della Collezione Luigi Bosca, per culminare con la finezza del Mille Notti.

Per i palati che ricercano la complessità assoluta, Sfumature di Perlage si presenta come un viaggio intimista tra le bollicine più preziose. In questa degustazione, l’Alta Langa DOCG, nelle sue raffinate declinazioni classiche e rosé della Collezione Luigi Bosca, svela la forza di un terroir che non ammette compromessi.

Tuttavia, l’identità astigiana non è fatta di sole bollicine. Con Note di Rosso, si traccia una traiettoria netta dall’armonia del perlage al carattere scuro e strutturato dei grandi vini piemontesi, mettendo in scena il fascino senza tempo di etichette di pregio come il Langhe DOC Rosso e il Barbaresco DOCG, sempre a firma Luigi Bosca.

Infine, per chi desidera sfiorare la dimensione più autentica e nascosta dell’azienda, l’esperienza Trame d’Autore (attivabile per piccoli gruppi) rappresenta l’immersione definitiva. Un privilegio in cui le eccellenze assolute della cantina, inclusa la rara Riserva del Nonno e l’iconico Vermouth di Torino IGP Rosso, narrano la storia di una famiglia che ha saputo imbottigliare l’anima di un territorio, difendendola per quasi due secoli.

Valentina Avogadro

Le Cantine Storiche sono visitabili esclusivamente su prenotazione attraverso il portale ufficiale della maison (www.bosca.it/cantine/), dove è possibile consultare i dettagli di ogni singola esperienza