L’Executive Chef Romualdo Palladino firma un menù autunnale capace di incantare il palato

Oltre la soglia del Boutique Hotel VMaison, si svela uno spazio dal respiro intimo e raffinato. Qui, nel calmo silenzio serale, la frenetica routine della città svanisce

Al calar della sera, l’energia ddi Milano si attutisce, lasciando il posto a una dimensione più intima nel cuore del quartiere Moscova-Garibaldi. Oltre la soglia del Boutique Hotel VMaison, in via Cazzaniga, si svela IT Maison, uno spazio dal respiro intimo e raffinato. Qui, nel calmo silenzio serale, la frenetica routine della città svanisce per lasciare spazio a una quiete inaspettata: un rifugio dove l’arte della tavola incontra l’eleganza rilassata di una dimora privata.

La designer Veronica Zimbaro ha curato lo spazio con un’attenzione sartoriale: luci calde, tessuti materici ispirati agli ikat uzbeki e l’impatto visivo di audaci papier peint floreali. La sala e la veranda respirano le atmosfere di un salotto inglese neo-Regency, dove il fascino della sera si accende tra cene curate nei dettagli.

A orchestrare i sapori è l’Executive Chef Romualdo Palladino. Fedele alla sua filosofia “ItalianSoul” e al mantra del “Less is More”, porta in tavola una proposta essenziale, spogliata da virtuosismi superflui per esaltare l’autenticità della materia prima. La sua è una cucina che mira a ricreare a Milano i sapori franchi di una masseria, aprendosi al contempo a misurate influenze cosmopolite nel menù serale.

Tra le molteplici proposte di una carta autunnale variegata, il percorso degustato si apre con un immediato e riuscito gioco di consistenze. Il palato viene accolto dalla morbidezza avvolgente delle polpette di carni bianche in umido, subito bilanciata dal tocco sapido e deciso delle acciughe del Cantabrico. La classica parmigiana e il peperone arrosto preparano poi al piatto forte: la tartare di filetto e costata dry age.

La preparazione a crudo esalta il sapore intenso e profondo di questi tagli, offrendo una consistenza fondente che trova il suo contrasto ideale nella croccantezza dorata delle patatine fritte della casa. Ad accompagnare, il pét-nat ancestrale del Domaine Les Grandes Vignes: una bollicina fine e vivace che unisce sentori di lievito alla freschezza del pompelmo, chiudendo con una misurata scia amaricante.

Il percorso guarda al Sud con la mescafrancesca, storica pasta mista che regala consistenze sempre diverse al palato. È mantecata in un delicato sugo di zucca, arricchito dalle note rustiche e affumicate della provola, capace di creare un equilibrio di grande fascino. Nel calice, la Falanghina dei Campi Flegrei DOP 2022 di Contrada Salandra, figlia di suoli vulcanici, taglia la dolcezza del piatto con una decisa tensione minerale.

Il mare e l’autunno si incontrano nel secondo piatto. Le carni sode ed eleganti dello scorfano si legano ai sentori boschivi dei funghi pioppini di stagione, adagiati sulla cremosità rassicurante di un semolino al cucchiaio. Nel calice, lo “Scuorno” di Corrado Costetti – un Trebbiano sur lie non filtrato – sorprende con il suo profilo biologico e le affascinanti sfumature ramate: la sua naturale ruvidità bilancia alla perfezione la succulenza del pesce.

Scuorno di Corrado Costetti
Scuorno Retro

Il sipario si chiude con il rito dei formaggi, affidato a due erborinati d’eccezione. Da un lato il Tabacchero, ovino stagionato sei mesi: il suo affinamento sartoriale tra rum, mezcal, cacao crudo e foglie di tabacco Kentucky restituisce una cremosità avvolgente dai profondi tratti affumicati e balsamici. Dall’altro il Blu dell’Orso, erborinato di latte bufalino la cui naturale intensità trova un elegante e delicato equilibrio dolce-amaro grazie al lungo passaggio in miele di castagno e mirtilli.

L’ultimo calice spetta al Piedirosso dei Campi Flegrei DOP 2022 di Contrada Salandra: un sorso che dischiude memorie di piccoli frutti rossi per poi distendersi in una trama spiccatamente minerale, restituendo al palato una garbata freschezza. È la chiosa perfetta per una narrazione culinaria che rifugge gli eccessi e le ostentazioni. Uscendo nella notte milanese, si porta con sé il fascino di una cena orchestrata con sapiente misura, dove ogni elemento ha saputo raccontare una storia sincera.

Valentina Avogadro

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