Nel suo nuovo saggio edito da Solferino, l’hair designer smonta il mito della perfezione

Lontano dalle estetiche omologate dei social, Filetti trasforma l’hair styling in uno strumento di indagine personale. Un invito d’autore a ritrovare la propria unicità

Salvo Filetti

Salvo Filetti, fondatore e direttore artistico del Gruppo Compagnia della Bellezza, debutta in libreria con un saggio che scardina i canoni estetici contemporanei. Chi vuol esser bella, sia prende forma dalla sua esperienza di autorevole interprete dell’Hair Made by Italy: una visione che, in oltre trent’anni di ricerca, ha trasformato la materia capillare in un autentico strumento di espressione, identità e libertà.

Il volume, arricchito dalla prefazione di Carmen Consoli, si fonda su un’intuizione di rottura: esiste un solo specialista autorizzato dalla natura a rimodellare i lineamenti. Un professionista che opera senza bisturi o anestesia, plasmando l’unica parte del corpo capace di mutare forma all’infinito. Questa forma di chirurgia incruenta coincide con l’arte dell’hair design. Intervenire sulle proporzioni, sulla geometria e sul colore significa ridefinire il volto, mutando nel profondo la percezione che ogni donna ha di se stessa.

Nei suoi saloni, Filetti ha ascoltato innumerevoli storie. Racconti intimi che oggi ha scelto di trasferire sulla pagina, intrecciandoli a esperienze dirette e riflessioni introspettive. L’opera, edita da Solferino, supera però i confini della teoria per farsi strumento attivo: al suo interno dialogano schede pratiche, illustrazioni e test interattivi, concepiti per accompagnare la lettrice alla scoperta della propria morfologia, della “luce amica” dell’incarnato e dello stile che più la rappresenta.

Chi vuol esser bella, sia non rincorre l’illusione di una bellezza inarrivabile, bensì offre uno slancio vitale verso la realizzazione di sé, ben oltre i diktat imposti. È il passo decisivo affinché lo specchio smetta di restituire soltanto un’immagine da giudicare e inizi, finalmente, a riflettere un valore assoluto.

Le radici di un visionario dell’immagine

Ultimo di cinque figli, Filetti ha respirato fin dall’infanzia la sacralità del rito della cura nel salone paterno a Catania. Lungi dall’ereditare passivamente un mestiere, ha scelto di decostruirlo e reinventarlo con profondo senso critico. La sua immagine pubblica — con i capelli sapientemente scompigliati e l’inconfondibile baffo daliniano — è il manifesto visivo di una mente creativa che rifiuta categoricamente le convenzioni.

La sua ascesa nei backstage delle Fashion Week di Milano e Roma, fino alle pagine patinate di Vogue Italia, è stata spinta da una determinazione feroce. Il suo motto, “Se non sogni, non si avvererà”, racchiude una dedizione assoluta allo studio e al rigore. Per Filetti, il successo risiede prima di tutto nell’ascolto: il professionista diviene un sismografo sensibile, in grado di intercettare il desiderio di cambiamento di una donna e di aiutarla a far emergere la sua versione più autentica, senza mai ricorrere a schemi replicati in serie.

L’alta sartoria dell’Hair Made by Italy

Contrapponendosi alle correnti anglosassoni, storicamente inclini a imporre forme geometriche rigide sulla fisionomia della cliente, Filetti introduce una dimensione sartoriale in cui è il taglio a doversi plasmare sul volto, e mai viceversa.

Questa filosofia prende vita nel “Face Design”. Il capello è concepito come materia viva, un tessuto organico che può essere modellato per creare effetti visivi che riequilibrano i lineamenti. L’impalcatura teorica si poggia su tre pilastri:

  • La scultura dei volumi: il taglio crea vuoti e pieni in grado di snellire un viso tondo o sollevare otticamente gli zigomi, mutuando i principi dell’architettura.
  • L’architettura della luce: il colore non copre, ma illumina. Tecniche esclusive come gli effetti “Sunshine” scolpiscono il volto esaltando le tonalità naturali dell’incarnato, definendo un chiaro-scuro armonioso.
  • Il movimento spontaneo: l’obiettivo è una chioma dinamica, una leggerezza tecnica concepita per apparire disinvolta e priva di forzature.

La sconfitta dei filtri digitali

In un’epoca in cui i social media e l’intelligenza artificiale generano una proliferazione di volti inautentici e inarrivabili, il lavoro di Filetti si pone come un solido antidoto. Il saggio smonta l’influenza tossica dei modelli generati dai software di fotoritocco e l’ossessione per una perfezione disumana, dimostrando che l’unicità risiede proprio nelle nostre preziose asimmetrie. I capelli, possedendo lo straordinario attributo della flessibilità infinita, diventano lo strumento di una trasformazione estetica che restituisce potere all’individuo.

Un impero costruito sull’empowerment e sull’impegno civile

Le intuizioni dell’autore si concretizzano in Compagnia della Bellezza, network internazionale con circa 300 saloni, di cui dal 2020 è amministratore unico. L’azienda ha democratizzato l’eccellenza attraverso la “Chi Vuol Esser Bella Sia Experience”, un rituale in nove fasi — dal calice di benvenuto all’analisi cromatica, fino all’ultimo scatto fotografico — capace di far convergere l’immagine esteriore con l’essenza interiore.

A formare i professionisti di questo circuito interviene la Joyàcademy, istituzione d’eccellenza con sedi a Milano e Catania, che forgia talenti puntando sull’alta competenza stilistica e, in modo altrettanto incisivo, sull’empatia, sulla gestione delle emozioni e sulla leadership femminile. Il carisma di Filetti ha conquistato anche il pubblico televisivo, traducendo codici estetici complessi in un linguaggio accessibile. Nelle sue collezioni offre risposte tangibili ai bisogni del presente: la ricerca di morbidezza e calore per contrastare la freddezza della tecnologia, promuovendo texture setose e una luminosità intensa e naturale.

Il suo orizzonte supera di gran lunga la semplice vanità. Con il progetto “GenerAzione RiBELLE – Voci unite contro la violenza”, Filetti ha trasformato la sua rete in un palcoscenico di impegno sociale contro la subcultura maschilista. Dal JoyHub di Catania, affiancato da personalità come Carmen Consoli e Susanna Ausoni, promuove attivamente una presa di coscienza tra gli uomini, facendo della sua professione un potente strumento di rivendicazione etica.

Dalle poltrone dei saloni alle aule accademiche, ogni azione di Salvo Filetti compone un quadro rigoroso e coerente. Con questa sua opera letteraria, l’hair styling compie il suo passo decisivo: permettere a ogni donna, chiudendo il libro, di affermare liberamente e con fierezza: “Questa sono io”.

Angela Rover

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